Alesandro Sforza
 

 

bb

 

 

 

 Biografia

 
 


Alessandro Sforza era figlio illegittimo di Muzio Attendolo Sforza e

di Lucia Terziani da Marsciano.
Alessandro fu sempre al fianco ed agli ordini del fratello Francesco

per la conquista di nuove signorie,
da Milano a Venezia, da Alessandria a Pesaro.
Nel 1442 ad Assisi fu al comando degli assediati dalle truppe

di Papa Eugenio IV comandate dal perugino Niccolò Piccinino,
uno dei più grandi capitani di ventura del tempo,

e dal cardinale Cusano.
Alessandro Sforza fu costretto a ritirarsi nella Rocca Maggiore,
lasciando la città ai saccheggiatori che non risparmiarono

nemmeno la Basilica di San Francesco e quella di Santa Chiara.
Nel 1445 gli fu consegnata la signoria di Pesaro da Galeazzo Malatesta.
Alessandro Sforza per primo (Signore dal 1445 al '73)

 ampliò la dimora del Signore
per adeguarla alle esigenze di una moderna corte rinascimentale.
Gli impegni militari lo chiamarono nella guerra di Lombardia a

 sostenere il fratello Francesco;
nel 1448 prese parte alla battaglia di Caravaggio.
Presidiò Parma e nel febbraio dell'anno successivo

 si proclamò padrone della città.
Combatté con il fratello nella conquista del ducato di Milano,

 possesso poi riconosciutogli con la pace di Lodi del 1454.
Nel 1464 Pio II gli cedette la signoria di Gradara, nonostante

 i numerosi tentativi dei Malatesta,
rimasti Signori di Rimini, di impadronirsi nuovamente del castello.
Morì nel 1473 per apoplessia.
 

 

bb

 

ALESSANDRO SFORZA (Gregorio Sforza) Di Cotignola. Signore di Pesaro, Gradara,

Castelnuovo. Figlio di Muzio Attendolo; fratello di Francesco, Bosio, Giovanni e Leone e di Corrado da Fogliano; padre di Costanzo,

 genero di Guidantonio da Montefeltro, suocero di Federico da Montefeltro.1410 (ottobre) – 1473 (aprile)      (appunti della sua attività)

Anno, mese

  Stato.     Comp.   ventura

  Avversario

   Condotta

 Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…….........

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ chiamato in un primo tempo Gregorio e poi Alessandro per l’affetto che il padre nutre per l’antipapa Alessandro V. Viene destinato alla carriera ecclesiastica.

1415

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

  Campania

E' dato in ostaggio dal padre a Pandolfo Alopo con fratelli e cugini.

Ago.

 

 

 

 

 

 

  Campania

Viene incarcerato con i fratelli allorché alla corte di Napoli prevale il partito di Giacomo di Borbone conte de la Marche.

1420

 

 

 

 

 

 

   Lazio

Deve lasciare Ferrara dove risiede e recarsi a Roma in ostaggio alla corte papale.

…….........

 

 

 

 

 

 

 

 

Ha le sue prime esperienze militari con Micheletto Attendolo.

1430

 

 

 

 

 

 

 

 

Segue il fratello Francesco in tutte le sue lotte fino alla conquista del ducato di Milano. Ad agosto, è dato in ostaggio ai congiurati lucchesi che hanno deposto dalla signoria di Lucca Paolo Guinigi e consegnato al fratello 12000 fiorini affinché si allontani da tale centro.

1433

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.

   Sforza

    Chiesa

 

 

   Marche

Affianca il fratello Francesco alla conquista della marca d' Ancona. E’ segnalato a Rimini ed a Jesi.

Dic.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Prende possesso di Fermo; gli è affidata la rocca cittadina, il Girifalco.

1434

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

   Umbria

Affianca il fratello Francesco in Umbria;  scorrazza fin sulle porte di Roma.

Mag.

   Sforza

   Camerino

 

 

   Marche

Raccoglie nel fermano 2000 uomini ed assale il castello di Servigliano. Entra in Amandola,  ribellatasi ai da Varano;  a fine mese gli si arrende anche Penna San Giovanni. Attaccato all’ improvviso in Amandola da Cristoforo da Tolentino con 600 cavalli, è costretto ad una rapida fuga. La città è messa a sacco.

Dic.

Chiesa

Fortebraccio

 

 

    Lazio

Sverna a Viterbo con 150 cavalli.

1435

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…….........

 

 

 

 

 

 

    Lazio

Fornisce 80 cavalli a Giacomo di Vico per permettergli di rientrare a Vetralla.

Apr.

 

 

 

 

 

 

   Lazio

Prende parte all’assedio di Montefiascone.

Lug.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Si ferma a Rocca Contrada (Arcevia).

Ago.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Il fratello Francesco  lo nomina suo luogotenente e governatore della marca d' Ancona a causa della cattura a Montefalco del fratello Leone da parte di Niccolò Fortebraccio. Si collega con Taliano Furlano e Manno Barile; si ferma ad Arcevia, da qui marcia verso Serra dei Conti per difendere Camerino dalle scorrerie nemiche;  si scontra con il condottiero avversario a Fiordimonte. Toglie ai nemici  i carriaggi e le prede.

Sett.

 

 

 

 

 

 

   Umbria e 

    Marche

Prosegue con Taliano Furlano per Assisi dove nella rocca è rinchiuso il fratello Leone: il congiunto sarà liberato il mese successivo dagli abitanti della città. Rientra nella marca d' Ancona a San Giusto.

Ott.

 

 

 

 

 

 

   Marche

A San Ginesio.

Nov.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Si trova a Monte San Pietrangeli.

Dic.

 

 

 

 

 

 

   Marche

A San Severino Marche.

1436

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.          Marche E' nominato governatore di Fermo in assenza del fratello Francesco.
Apr.          Marche Ad Osimo, per rendere omaggio al marchese di Ferrara Niccolò d'Este in transito per le Marche.

Ago.

 

 

 

 

 

 

   Marche

All’avvicinarsi di Francesco Piccinino raggiunge Ascoli Piceno; abbandona presto la città e fa ritorno a Fermo.

Ott.

  Chiesa

 

 

 

 

   Emilia

Presidia Bologna con Francesco e Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Marche

A Fabriano.

1437

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Si ferma a Fermo per due mesi.

Mag.

  Sforza

   Re d’Aragona

 

 

   Marche

E' segnalato ad Osimo.

Giu. sett.

 

 

 

 

 

 

   Marche e 

    Abruzzi

Contrasta i fuoriusciti della Marca che appoggiano Francesco Piccinino. Costoro irrompono dagli Abruzzi ed assalgono Ascoli Piceno. Alessandro Sforza si asserraglia in tale città; alla notizia che il condottiero rivale sta scorrendo il territorio di Fabriano esce da Fermo e, per la via di Urbisaglia di e Tolentino, giunge in tale località dopo avere richiesto alle varie comunità marchigiane balestrieri e picchieri. Giunge a San Severino Marche. Ritorna a Fermo;  lascia a Fabriano il fratello Giovanni con Niccolò da Pisa; da qui, effettua una puntata negli Abruzzi dove si impadronisce di Civitella del Tronto. A settembre, con il  fratello Giovanni e Niccolò da Pisa, libera Ascoli Piceno dall’ assedio postovi da Francesco Piccinino.  Costringe l'avversario a ripiegare verso gli Abruzzi.

Dic.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Stipula ad Appignano una tregua di quindici giorni con Giosia Acquaviva ed Ardizzone da Carrara. Subito dopo si dirige a Fermo, dove i marchigiani nelle feste natalizie gli fanno avere i doni consueti quale luogotenente e governatore della regione.

1438

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Il fratello Francesco gli scrive di catturare Taliano Furlano; la lettera è intercettata da quest'ultimo che in tal modo riesce a salvarsi. Alessandro Sforza si allontana da Fermo;  giunge a San Severino Marche per controllare da vicino ogni possibile evoluzione della situazione.

Feb. mar.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Francesco Piccinino e Taliano Furlano minacciano Ascoli Piceno. Alessandro Sforza corre a Sarnano: la notizia della pace conclusasi fra il fratello Francesco ed il duca di Milano fa cessare presto le ostilità. Si porta a Macerata ed a San Severino Marche; visita Tolentino con il fratello Francesco; blocca a Sarnano la strada a Taliano Furlano ed a Francesco Piccinino.

Giu.

   Chiesa

     Milano

 

 

   Umbria

Lascia San Severino Marche;  sicolloca tra Fossato di Vico, Sigillo (Nocera Umbra) e Gualdo Tadino; lascia Fossato di Vico con il fratello Giovanni, tocca Santa Maria degli   Angeli e per Pianello arriva a Branca nell’ eugubino.

Lug.

 

 

 

 

 

 

   Umbria

Assedia e costringe alla resa Norcia.

1439

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…….........

 

 

 

 

 

 

   Umbria

Al governo di Assisi.

Nov.

   Venezia

    Milano

 

 

   Veneto

Coadiuva il fratello Francesco al recupero di Verona, occupata tre giorni prima dai ducali. Con il Gattamelata conquista Porta Oriello, difesa da truppe gonzaghesche, e Porta Vescovo, sorvegliata da alcuni veronesi che si arrendono subito.

Dic.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Raggiunge per mare la marca d' Ancona con 2000 fanti;  vi è ancora nominato luogotenente e governatore della regione al posto di Micheletto Attendolo.

1440

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

   Romagna e

     Marche

Tocca prima  Rimini e, successivamente, Macerata e Fermo; tocca varie località per la rassegna delle milizie sforzesche.

Apr.

   Firenze

    Milano

 

 

    Umbria e

    Toscana

E’ segnalato a Tolentino ed a San Severino Marche, indi ad Assisi. In un secondo momento si trasferisce anch’egli in Toscana per fronteggiarvi le truppe di Niccolò Piccinino.

Mag.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Ad Osimo. Provvede alla difesa della Marca; impone come podestà di San Severino Marche l'osimano Gozzone Gozzoni.

Giu.

 

 

 

 

 

 

    Marche

A Fabriano. E' segnalato sempre in tale località anche il mese seguente.

Ago. sett.

Sforza

Re d’Aragona

 

 

   Abruzzi

Affronta negli Abruzzi Giosia Acquaviva, Raimondo Caldora e Riccio da Montechiaro. Si accampa a Forcella pronto ad espugnare Cellino Attanasio e Montesecco, gli unici  castelli controllati dagli avversari. Invece di ricorrere alle cernite del territorio, chiede ai maceratesi un contributo in denaro per dare il soldo ai suoi uomini. Fa raccogliere notevoli quantitativi di paglia e fieno per permettere alla cavalleria pesante sforzesca di svernare nelle Marche.

Dic.           Marche Sposa Costanza da Varano.

1441

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Si trasferisce a San Severino Marche: taglieggia la popolazione della Marca con gravosi balzelli e con requisizioni di viveri per i suoi soldati.

Lug.

 

 

 

 

 

 

   Marche e

    Abruzzi

Lascia le Marche con 1500 cavalli per compiere un’incursione a Loreto Aprutino appartenente ad Antonio Caldora; entra per trattato in Pescara, vince gli avversari ad Ortona mettendo in fuga Giosia Acquaviva e Riccio da Montechiaro; Raimondo Caldora è catturato con 500 cavalli. Quest' ultimo è condotto prigioniero nel Girifalco; sottoposto ad un trattamento onorevole, sarà liberato solo dietro il pagamento di una taglia di 8000 scudi. Alessandro Sforza si accampa poi a Monte Corvino; non sa tuttavia approfittare della vittoria  lasciando agli aragonesi il tempo di riprendersi. E’ affrontato a Città Sant’Angelo da Antonio Caldora, che lo obbliga a ritirarsi.

Nov.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Si pone come paciere nella contesa fra Sigismondo Pandolfo Malatesta e Federico da Montefeltro.

Dic.

 

 

 

 

 

 

   Marche

A Monterubbiano.

1442

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. mag.

   Firenze

     Milano

 

 

   Marche e 

    Romagna

A Monterubbiano. Di seguito alterna la sua residenza tra Fermo e Monterubbiano non cessando di vessare le popolazioni soggette con sempre nuove tasse ed imposizioni. A fine maggio si muove con alcune squadre di uomini d’arme alla difesa di Forlì.

Giu.           Marche Accoglie in Fermo il fratello Francesco e la moglie Bianca maria Visconti. Nell'occasione fa livellare la piazza di San Martino.

Lug.

Sforza

Napoli Chiesa

 

 

   Marche

Raggiunge il fratello Francesco a Monte San Martino.

Ago.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Partecipa alla battaglia di Amandola.

Nov. dic.

 

 

 

 

 

 

   Umbria e

     Marche

Cerca, invano, di difendere Assisi dall’assalto di Niccolò Piccinino: l’attacco è portato in una notte senza luna e sotto una fitta pioggia. I bracceschi riempiono le strade avidi di bottino;  Carlo di Montone aggredisce i suoi 800 cavalli e lo costringe a ritirarsi nel cassero della rocca maggiore con i cittadini più ricchi. Ai primi di dicembre ne esce di notte in gran segreto con Guido da Scifa. Ripara a Macerata ed a San Severino Marche.

1443

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Si trova a Montecchio (Treia).

Giu.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Si accampa allle Moline di Macerata con il fratello Francesco; prende parte all’ espugnazione di Esanatoglia.   Rimane ferito nel corso del combattimento.

Lug.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Assedia Tolentino;  con la conquista della città ne resta alla guardia.

Ago. sett.

 

 

 

 

 

 

 

    Marche

 

Si ferma a Sanrocciano, lungo la Valle del Chienti e nei pressi di Macerata, per requisirvi vettovaglie per le truppe; da qui giunge a Fermo alla testa di 3000 uomini tra fanti e cavalli. La città è fortificata all’ interno ed all’ esterno con trincee e terrapieni; per essere sempre pronto alla difesa fa innalzare il suo padiglione nel mezzo della piazza E’ assalito in Fermo da 10000 aragonesi: ha sentore di una congiura ai suoi danni per cui fa arrestare molti cittadini; ne getta alcuni nelle carceri del Girifalco ed altri ne invia a Fano e nelle rocche di Ascoli Piceno e di Offida. Assale la retroguardia aragonese;  è obbligato a rientrare prontamente in Fermo.

Ott.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Conquista Montegranaro dopo averne dato alle fiamme la porta ed avere rotto le mura in più punti.

Nov.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Esce da Fermo con 3000 uomini e 2000 fanti delle milizie cittadine;  alla difesa della città rimangono Conticino da Carpi e Cristoforo da Cremona. Costeggia il litorale, tocca Ancona e vi si imbarca per raggiungere il fratello Francesco. Con il fratello e Sigismondo Pandolfo Malatesta batte sul Foglia a Montelauro Niccolò Piccinino.

1444

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Si attenda a Santa Vittoria in Matenano.

Apr.

 

 

 

 

 

 

    Marche

E' scoperta a Montefortino una congiura tendente a consegnare il castello ai pontifici. Vi accorre prontamente e mette a sacco la località.

Mag.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Piomba su Force e cattura 80 uomini, che saranno condotti a Santa Vittoria in Matenano.

Lug.

 

 

 

 

 

 

   Marche

Cavalca a Sant’Elpidio a Mare, fa prigionieri 14 uomini e razzia 41 buoi, 25 bufale ed un buon numero di asini e cavalle: le prede sono portate a Fermo.

Ago.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Sbaraglia a Montolmo (Corridonia) l’esercito pontificio di Francesco Piccinino. Il capitano avversario è catturato con il cardinale legato; sono pure fatti prigionieri numerosi fanti e più di 2000 cavalli. Nell’ occasione ha il compito con Dolce dell’Anguillara di attaccare un colle sulla destra, mentre altri condottieri sforzeschi lo assalgono sul fianco opposto: ferito ripetutamente, Alessandro Sforza, nonostante tutto, riesce a pervenire alle spalle degli avversari, li disordina e li mette in fuga.

Sett.

 

 

 

 

 

 

     Marche

E’ nuovamente ferito all’assedio di Serra San Quirico.

Ott.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Viene firmata la pace tra il papa Eugenio IV ed il fratello con la quale si concede agli sforzeschi un lasso di libertà d’azione di dodici giorni: il condottiero approfitta dell’ intervallo temporale e si impadronisce di Porto Recanati.

       

 

Fa strangolare il Sarpellione, condottiero sforzesco che odia perché sta per passare al soldo del duca di Milano Filippo Maria Visconti senza avere avvertito nessuno.

Dic.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Si porta a Jesi per controllare i movimenti di Sigismondo Pandolfo Malatesta che tende insidie a Galeazzo Malatesta, zio della moglie, per impossessarsi di Pesaro. Nello stesso mese si sposa con Costanza da Varano, figlia di Piergentile, che morrà di parto tre anni dopo dando alla luce il figlio Costanzo.

1445

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Acquista Pesaro per 20000 ducati da Galeazzo Malatesta; nel contempo quest'ultimo cede anche Fossombrone a Federico da Montefeltro. Come conseguenza Alessandro Sforza si attira l’odio del signore di Rimini deluso nelle sue speranze di entrare in possesso delle due località.

Mar.

Sforza

Napoli Chiesa

 

 

    Marche

Si reca a Loreto e visita Recanati. Sigismondo Pandolfo Malatesta, Taliano Furlano, Giacomo da Caivana, Roberto da Montalboddo e Domenico Malatesta scorrono nel territorio di Fano. 

Giu.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Depreda a sua volta il contado di Fano, giunge sino al ponte dell’Arzilla e blocca le vie di accesso alla città.

Lug.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Con Federico da Montefeltro recupera i castelli del fanese e del pesarese posti tra il Foglia ed il Metro: ottiene in tal modo Candelara, Saltara, Cartoceto, Serrungarina, Montemaggiore al Metauro, Ripalta, Pozzuolo e Bargni.

Ago.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Il fratello Francesco si reca a Firenze alla ricerca di denaro; Alessandro resta alla testa dell’ esercito con Federico da Montefeltro. Al rientro del fratello ha l'incarico di recuperare Ascoli Piceno ribellatasi ad opera di Baldovino da Tolentino.

Ott.

 

 

 

 

 

 

    Marche

L'esercito aragonese avanza da sud agli ordini di Giovanni Ventimiglia e del cardinale legato Ludovico Scarampo; cerca di collegarsi con l' esercito pontificio che agisce più a nord  capitanato da Taliano Furlano. Alessandro Sforza cerca di impedirne il ricongiugimento; con Federico da Montefeltro raggiunge il fratello Francesco a Pausola (Corridonia), si accampa sul Chienti e libera Civitanova Marche dall’assedio postovi da Taliano Furlano. Si sposta alla difesa di Fermo e di Monterubbiano con 1500 cavalli e 500 fanti. Invia al confino alcuni cittadini. 

Nov.

 

 

 

 

 

 

     Marche

Fermo si solleva nottetempo al dominio sforzesco. I suoi uomini, distribuiti nelle case dei cittadini, sono spogliati di armi e di cavalcature; Alessandro Sforza ha solo il tempo di salvarsi nella rocca del Girifalco, peraltro sprovvista di vettovaglie. Compie alcune sortite in una delle quali, grazie al tradimento del cancelliere del comune Mario Grifante di Sarnano, esce di notte dalla fortezza, giunge sulla piazza e vi cattura i priori che sono condotti prigionieri nella rocca. Gli sforzeschi si muovono in suo soccorso; la maggior parte di costoro, tuttavia (come molti armati di Montegiorgio), sono intercettati dai fermani nei pressi della Porta di Santa Caterina e spogliati delle armi. Alessandro Sforza è assediato duramente da Taliano Furlano che gli toglie ogni possibilità di comunicazione con il fratello Francesco; sono impiccati 2 messaggeri che tentano di portargli notizie dall’ esterno. Allorché le vettovaglie incominciano a mancare ai difensori, scaccia dal Girifalco tutti coloro che giudica inutili per la difesa e fa uccidere le cavalcature. Il giorno della ribellione di Fermo, festa di Santa Caterina, sarà dichiarato festivo dagli abitanti.

1446

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

     Marche

E’ costretto alla resa; esce dalla cittadella di Fermo con la guarnigione (con tutte le armi ed i bagagli); si imbarca su 2 navi. Nella prima prendono posto i beni del fratello Francesco, la madre ed una sorella, moglie di Troilo da Rossano; nella seconda gli altri difensori come Santo Parente ed il fratello Bosio. Si rifugia a Camerino presso i da Varano con cui è imparentato. Gli abitanti di Fermo gli devono riconoscere a titolo di contributo di guerra 10000 fiorini (da erogarsi in tre rate con termine aprile; il denaro è garantito dalla consegna di un buon numero di ostaggi). Lo stesso giorno i fermani iniziano a demolire il Girifalco.

Mag.

 

 

 

 

 

 

      Marche

Si trova alla guardia di Pesaro.

Lug.

  Milano 

  Chiesa

 

 

500 cavalli

      Marche

Assalito dai pontifici del cardinale Scarampo si arrende in breve tempo;  firma un accordo separato con il papa; preme su Federico da Montefeltro affinché segua il suo esempio e faccia entrare gli avversari in Pesaro provvedendoli di viveri e di munizioni. Rifiuta ogni invio di soccorsi al fratello Francesco; non trattiene  come ostaggi la cognata ed i nipoti come gli è pure richiesto dal cardinale Scarampo. Il duca di Milano ed il papa gli concedono una condotta congiunta di 500 cavalli; ottiene da Eugenio IV il vicariato di Pesaro.

Ott. nov.

   Sforza

  Chiesa Napoli

 

 

     Marche

La situazione del fratello Francesco migliora ed Alessandro riprende le armi contro  pontifici ed  aragonesi. Riconquista i castelli occupati in precedenza da Sigismondo Pandolfo Malatesta quali Pozzo di Piano, Tomba (messo a sacco con la cattura di Santino da Ripa), Montelauro e Montelabbate; assedia vanamente Gradara per più di un mese. 

Dic.

 

 

 

 

 

 

     Veneto

Si reca a Venezia;  vi è bene accolto dalla Signoria. Rientra  nelle Marche con un nulla di fatto per i sospetti dei veneziani nei confronti del fratello Francesco.

1447

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

  Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

      Lazio

Si reca a Roma per rendere omaggio al nuovo papa Niccolò V; a Tivoli si incontra con il re di Napoli Alfonso d’Aragona;  subito dopo è ricevuto in udienza dal pontefice.

Giu.

 

 

 

 

 

 

    Marche

A Pesaro. Il fratello Francesco decide di vendere Jesi allo stato della Chiesa.

Ago.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Rimane nelle Marche allorché il fratello Francesco rientra in Lombardia per soccorrervi Filippo Maria Visconti contro veneziani e fiorentini.

Sett.

 

 

 

 

 

 

    Marche

Deve difendersi dalle insidie tesegli da Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Nov. dic.

Milano

Venezia

 

 

    Emilia

Passa anch’egli agli stipendi della Repubblica Ambrosiana e prende parte all’assedio, all’espugnazione ed al sacco di Piacenza.

1448

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

Pesaro

Malatesta

 

 

   Marche

E’ assalito da Galeazzo Malatesta, scontento perché secondo i patti non ha avuto la proprietà di alcune botteghe e poderi a Pesaro e nei pressi della città. Per difendersi  spinge i fiorentini ed i commissari di Federico da Montefeltro ad assalire gli stati di Sigismondo Pandolfo Malatesta  istigatore di Galeazzo. Negli stessi giorni si sposa per procura con la contessa Sveva da Montefeltro, figlia di Guidantonio.

Sett.

   Milano

       Venezia

 

 

   Lombardia

Partecipa alla battaglia di Caravaggio: con Manno Barile e Fiasco da Giraso ha il compito di sorvegliare un ponte e di impedire l’avanzata dei veneziani da quel lato; respinto, è soccorso da 2 squadre di cavalli comandate da Mariano di Calabria e dal Turco. Il loro contrattacco è decisivo in quanto gli avversari non riescono più a procedere su un sentiero acquitrinoso e non sono più in grado di manovrare con la cavalleria pesante. Con la vittoria rimane alla guardia di Caravaggio, mentre il fratello Francesco e Francesco Piccinino conquistano  il campo nemico.

Ott. nov.

    Sforza

  Milano Napoli

 

 

    Lombardia

Con il trattato di Rivoltella tra il fratello Francesco ed i veneziani ai danni dei milanesi della Repubblica Anbrosiana entra in Brescia con 12 cavalli per visitare le città; convince Carlo Gonzaga, Luigi dal Verme e Guglielmo di Monferrato a defezionare anch'essi dal campo milanese.

Dic.

 

 

 

 

 

 

      Emilia

Tenta di impadronirsi di Parma con l’aiuto di Pietro Maria dei Rossi. Nella città i fautori dei Rossi sono scoperti con l' intercettazione di alcune lettere del provveditore Giacomo Antonio Marcello a Venezia.

1449

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

      Emilia

Da Felino devasta il territorio circostante: allorché viene a conoscenza che le truppe parmensi agli  ordini di Carlo di Campobasso si stanno muovendo dal capoluogo, delibera con i veneziani di assalire gli avversari sul Taro con 1500 cavalli e 3000 fanti. Manda in avanguardia Giacomo da Salerno; Carlo da Campobasso elude la sorveglianza di Pietro Maria dei Rossi ed  attacca Alessandro Sforza; Jacopo Piccinino ritarda ad entrare in azione;  la dilazione permette agli sforzeschi di avere la vittoria con la cattura di 500 cavalli e di molti fanti.

Feb.

 

 

 

 

 

 

      Emilia

Ritorna sotto Parma; ha un trattato con il conte Antonio dal Verme, Freddo di Val di Sambro e Ludovico Berni che ne sono alla difesa con 400 fanti;  gli è aperta la Porta di San Barnaba dove si presenta con 4000 uomini. Nella città entra il Gaino, caposquadra di Giacomo da Salerno che cade ucciso nello scontro; è respinto con la perdita di 100 cavalli mentre molti partigiani dei Rossi (si parla di 200) sono presi ed impiccati alle finestre del Palazzo del Podestà. Bartolomeo Colleoni gli conduce nuovi rinforzi (2000 cavalli e 500 fanti);  con costoro entra in Parma: il suo ingresso è facilitato dalla diserzione di Francesco e Jacopo Piccinino nel campo sforzesco.

Primavera

 

 

 

 

 

 

      Emilia

Niccolò Terzi si ribella a Francesco Sforza;  Astorre Manfredi ha il compito di venire in  soccorso di quest'ultimo con 1500 cavalli e 500 fanti. Alessandro Sforza lo affronta a Guardasone e lo persuade con alcune migliaia di ducati a rientrare in Romagna.

Mag. lug.

 

 

 

 

 

 

    Lombardia

    Svizzera

Con il ritorno dei 2 Piccinino nel campo milanese lascia Pesaro e giunge in Lombardia; occupa Varese e la valle di Lugano.

Ago.

 

 

 

 

 

 

  Lombardia

Opera nei pressi di Lodi; entra in Pizzighettone con l’appoggio del castellano Antonio Crivelli e vi cattura la guarnigione postavi dai Piccinino (500 cavalli e 300 fanti); ottiene Cassano d’Adda.

Sett. ott.

 

 

 

 

 

 

    Emilia

Attacca Fiorenzuola d’Arda difesa da Angelo di San Vitale;  dà il guasto alle campagne. Dopo quaranta giorni i difensori si arrendono alla condizione di non ricevere soccorsi entro il termine di quattro giorni. I soldati sono lasciati liberi dietro la promessa di non combattere più per i bracceschi; i beni di Angelo di San Vitale sono ceduti al cugino di quest'ultimo Stefano. Alessandro Sforza conquista anche Castell’ Arquato e Pellegrino Parmense.

Nov.

 

 

 

 

 

 

    Emilia

Assedia Colorno. Affronta Raimondo Anichino venuto in soccorso dei difensori; lo assale nottetempo, lo vince e dà fuoco ai suoi alloggiamenti. Gli si arrendono Colorno e Castelnuovo dei Terzi;  si sposta a Fornovo.

Dic.

Sforza

 Milano Venezia

 

 

   Veneto ed

      Emilia

Con la conclusione della pace fra Venezia e la Repubblica Ambrosiana è inviato dal fratello nella città lagunare con Angelo Simonetta ed Andrea da Birago con l’ ordine scritto di accettarne i capitolati, orale di boicottarli in tutti i modi al fine di guadagnare tempo. I veneziani si accorgono presto del gioco e lo minacciano di arresto: Alessandro Sforza ratifica gli atti e fugge di notte a Ferrara con gli altri ambasciatori. E' qui raggiunto da aspri rimproveri del fratello Francesco.

1450

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

    Lombardia

Francesco Sforza entra vittorioso in Milano ed Alessandro si trova al suo fianco.

Nov.

   Milano

     Malaspina

 

 

    Toscana

Si reca in Lunigiana con 600 cavalli per pacificare i vari rami dei marchesi Malaspina in guerra fra loro.

1451

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

    Lombardia

Il fratello Francesco gli assegna 3000 ducati che dovrebbero essergli pagati nel prossimo triennio con le entrate di Parma. E’ segnalato a Lodi.

1452

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

    Emilia e

  Lombardia

Lascia Torricella con il nipote Galeazzo Maria e raggiunge Borgoforte e Ferrara per rendervi omaggio all’imperatore Federico d’Austria.

Mag.

 

 

 

 

 

 

     Emilia

Accoglie a Reggio Emilia gli ambasciatori fiorentini Neri Capponi, Luca Pitti, Diotisalvi Neroni e Piero dei Medici che si stanno recando a Milano per salutarvi il fratello Francesco divenuto duca di Milano.

Lug.

   Milano

       Venezia

 

 

  Lombardia

Irrompe nel bresciano. E’ sconfitto a Cavenago dove gli sono catturati 150 cavalli; il fratello Francesco gli ordina di muoversi contro gli avversari con 2000 cavalli, di collegarsi con Pietro Maria dei Rossi ed Antonio da Landriano (1000 cavalli) e con le artiglierie di Lodi distruggere il ponte e la bastia costruite sull’Adda ad Abbadia Cerreto da Matteo da Capua e da Carlo di Montone. In tre giorni giunge nel lodigiano; i suoi soldati non eseguono gli ordini, si danno al saccheggio per cui viene sorpreso nel suo campo presso Abbadia Cerreto dai veneziani; gli è inflitta la perdita di 800 cavalli. Fugge a Lodi.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

 

In Lodi coadiuva il fratello Bosio a controllare i tumulti provocati nella località dalla fazione  guelfa.

Sett.

 

 

 

 

 

 

   Lombardia

E’ colto alla sprovvista da Jacopo Piccinino tra Rivolta d’Adda e Pandino, in uno scontro in cui gli è ferita la cavalcatura e sta per essere catturato da Giovanni Pollone. E’ salvato dal fratello Bosio che arriva da Pizzighettone con 4 compagnie di cavalli.

Ott.

 

 

 

 

 

 

   Lombardia

Colpisce di notte Carlo di Montone ad Abbadia Cerreto e gli devasta parte del campo.

Dic.

 

 

 

 

 

 

   Lombardia

Si impadronisce del ponte e della bastia fortificata di Abbadia Cerreto.

1453

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

   Lombardia

Perde Castiglione delle Stiviere ad opera di Jacopo Piccinino.

Giu.

   Firenze

       Napoli

1000 cavalli e 500 fanti

    Toscana

Ha alcuni colloqui con gli aragonesi per passare al loro servizio e così combattere l’odiato Sigismondo Pandolfo Malatesta; alla fine, spinto dal fratello Francesco, passa agli stipendi dei fiorentini contro gli stessi aragonesi. Si muove  in Lunigiana, attraversa il territorio di Piombino ed espugna Rencine.

Ago.

 

 

 

 

 

 

    Toscana

Si collega con Sigismondo Pandolfo Malatesta (anch'egli al soldo dei fiorentini);  recupera Foiano della Chiana mentre sono in corso le trattative per la resa. I soldati si appropriano di un bottino valutato 30000 fiorini; sorgono dispute fra i militi delle 2 compagnie per la divisione delle prede. Queste si concludono con l’incendio di parte del castello e di numerose abitazioni in cui è stato accumulato in precedenza molto strame.

Ott.

   Milano

       Venezia

 

 

    Toscana 

    Lombardia

Alla scadenza della ferma si reca a Firenze per il saldo delle sue pendenze; ritorna quindi in Lombardia con 2000 cavalli e 400 fanti per combattervi  i veneziani.

Nov.

 

 

 

 

 

 

   Lombardia

Ad Orzinuovi, di cui è nominato governatore.

Dic.

 

 

 

 

 

 

   Lombardia

Staziona sempre nel bresciano.

1454

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

   Lombardia

A Soncino.

Ago.

   Milano

    Duca Savoia

 

 

    Piemonte

 

 

Sett. ott.      

      Emilia e 

    Piemonte

Al termine del conflitto 100 cavalli delle sue compagnie sono acquartierati nel parmense, 370 nel tortonese e 350 nell'alessandrino.

1455

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

   Milano

Comp. ventura

 

 

      Emilia

Viene inviato nel bolognese con 4 squadre di cavalli per controllare la compagnia di Jacopo Piccinino che si sta allontanando dal bresciano per trasferirsi in Romagna.

Ott.

 

 

 

 

 

 

    Toscana

Si porta a Firenze per esigere il pagamento di 22000 ducati che vanta nei confronti della repubblica. Gli è data risposta negativa a causa del sacco di Foiano della Chiana e gli viene riconosciuto un credito, da lui sottoscritto, solamente per 5000 fiorini.

Nov.

 

 

 

 

 

 

     Marche

Rientra a Pesaro;  si lamenta con il fratello Francesco del sopruso che ha dovuto subire dai  fiorentini. Per rivalersi fa bloccare nel parmense un convoglio di mercanti fiorentini diretto a Genova e derubare altri cittadini che si stanno recando alla fiera di Pesaro (muli carichi di panni di seta e di altre mercanzie per un valore di 30000 ducati). E’ subito frenato da Francesco che gli toglie il controllo delle rocche di Borgo San Donnino (Fidenza) e di Torricella e che minaccia di agire con le armi nei suoi confronti. Nel periodo la sua famiglia d'armi èm composta da 55 cavalieri scelti e veterani che dispongono di 270 cavalcature.

1457

  Francia

 

 

 

 

    Francia e

      Belgio

Milita al soldo del re Carlo VII. Istiga i francesi contro il fratello Francesco; si reca in Borgogna e nelle Fiandre; visita Bruges. Rientra in Italia dopo otto mesi. Lontano da Pesaro per lungo tempo crede alle voci di una possibile congiura da parte della moglie Sveva da Montefeltro per affidare di nuovo ai Malatesta la signoria della città. Cerca di avvelenarla in tre occasioni; la fa rinchiudere nel monastero delle clarisse del Corpus Domini di Pesaro. La moglie, dopo avere ottenuto la necessaria dispensa dal papa Callisto III, farà la sua professione di fede alla fine di agosto prendendo il nome di suor Serafina (beatificata da papa Benedetto XII nel luglio 1754).

1458

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

     Veneto

Si incontra a Venezia con Roberto da San Severino e rientra a Pesaro.

1459

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

   Lombardia

A Milano. Accoglie nel borgo orientale Roberto da San Severino, di ritorno dal suo pellegrinaggio in Terrasanta.

Nov.

   Napoli

         Angiò

 

 

     Marche

Passa agli stipendi del re di Napoli per combattere Giovanni d’Angiò ed i suoi alleati. Si incontra con Federico da Montefeltro per concordare un piano di guerra.

1460

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

     Marche

Concentra agli inizi le sue forze con Federico da Montefeltro a Sassoferrato per impedire che Jacopo Piccinino, proveniente dalla Romagna, possa collegarsi negli Abruzzi con le truppe angioine. Presto si accorge che il capitano rivale transita per Senigallia e Montemarciano; con il Montefeltro, si porta a Serra San Quirico, Jesi, Macerata e Mogliano con l’intento di ostacolare la marcia dell' avversario a Camerino. Quando viene a conoscenza che il Piccinino si è avviato invece per la via litoranea al Tronto, lo tallona da vicino con il Montefeltro, inseguito dai sospetti del papa Pio II di avere lasciato passare a bella posta il capitano avversario per allontanarlo dalle sue terre marchigiane.

Apr.

 

 

 

 

 

 

     Abruzzi

Occupa San Flaviano (Giulianova) a spese di Giosia Acquaviva.

Lug.

 

 

 

 

 

 

     Abruzzi

Con Federico da Montefeltro è sconfitto da Jacopo Piccinino a San Fabiano/ San Flaviano (5000 cavalli e 1500 fanti, contro 5000 cavalli e 3000 fanti). La battaglia divampa in occasione dell'arrivo delle forze angioine ad un ruscello per abbeverare le cavalcature: all’ inizio la  cavalleria di Alessandro Sforza ha il sopravvento su quella di Giulio Cesare da Varano. Intervengono la fanteria e la cavalleria braccesca (quest'ultima agli ordini di Giovanni Conti e di Raimondo Anchino) che respingono i suoi uomini ed iniziano ad assalire il suo accampamento. Interviene Federico da Montefeltro che blocca l'avanzata degli avversari. La notte seguente, alfine, Alessandro  Sforza e Federico da Montefeltro ripiegano verso il Tronto fino a Controguerra per timore che Jacopo Piccinino possa  tagliare loro  ogni possibilità di ricevere  rifornimenti dall' esterno.

Sett.

 

 

 

 

 

 

     Marche e

        Lazio

Si ferma a Grottammare, dove il fratello Francesco gli fa avere 25000 ducati. Con tale denaro rimette a posto le sue compagnie e ristabilisce gli equilibri con gli avversari. Difende la Sabina ed invia a Viterbo, in soccorso ai pontifici, 500 cavalli.

Ott.

 

 

 

 

 

 

      Lazio

 

Il papa Pio II gli condona per i tre/quarti i censi da lui dovuti allo stato della Chiesa per quattro anni. E' segnalato nei pressi di Rieti con Donato del Conte, Federico da Montefeltro e Marcantonio Torelli.

Nov.

 

 

 

 

 

 

       Lazio

Riconquista Monteleone Sabino e lo restituisce agli Orsini; assedia Poggio Nativo, feudo di Jacopo Savelli, il cui castello è messo a sacco dopo la resa a discrezione dei difensori nelle mani di Antonio Piccolomini, capitano generale dei pontifici. Espugna Tarano e Cantalupo in Sabina, in cui si trovano due figlie di Jacopo Savelli: nelle operazioni di assedio con Federico da Montefeltro subisce la perdita di 20 uomini d’arme a causa dei continui diverbi che i 2 condottieri hanno con Antonio Piccolomini nipote del papa. A Jacopo Savelli rimangono solo il castello di Monte Aspra e Palombara Sabina che non sono conquistati a causa delle forti piogge.

Dic.

 

 

 

 

 

 

       Lazio

Acquartiera le sue truppe a Nepi. Si stabilisce a Roma per le feste di Natale.

1461

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

      Lazio

Entra in Roma con Federico da Montefeltro alla testa di 600 cavalli; si incontra con Pio II.

Mar. mag.

 

 

 

 

 

 

   Marche Umbria e Lazio

Esce da Pesaro e per strada tocca Gubbio e Nepi. Rientra nella Sabina con Federico da Montefeltro;  devasta i territori ancora controllati da Jacopo Savelli. Conquista Cretone con un difficile assedio: il borgo viene dato alle fiamme.

Giu.

 

 

 

 

 

 

    Lazio ed 

     Abruzzi

Si impadronisce di Castellarcione. Si sposta  negli Abruzzi e costringe il conte di Popoli a ritornare all’ obbedienza del re di Napoli Ferrante d’Aragona; si accorda pure con la contessa di Celano, signora di Sulmona e di Chieti.

Lug.

 

 

 

 

 

 

    Abruzzi

Si dirige su Loreto Aprutino;  batte Antonio Caldora con Matteo da Capua. Jacopo Piccinino deve muoversi verso i territori dei San Severino. Le paghe ritardano ed Alessandro Sforza ricomincia a tessere (pare) pratiche di accordo con Giovanni d'Angiò: il fratello si affretta ad impedire lo scandalo mandandogli 5000 ducati.

Ago. sett.

 

 

 

 

 

 

 

    Abruzzi 

 Campania

 

Lascia Ortona ed ha l’incarico di togliere Ischia a Giovanni Torreglia che scorre con le sue galee le acque davanti a Napoli. Il tentativo fallisce. Viene a visitarlo al campo Ferrante d'Aragona. E' segnalato a San Giorgio La Molara prima di congiungersi con l'esercito regio fermo a Paduli.

Ott.

 

 

 

 

 

 

   Campania

Si unisce con gli aragonesi a Guardia Lombardi;  fronteggia sempre Jacopo Piccinino; si sposta in   Terra di Lavoro con 20 squadre di cavalleria.

Dic.          Campania A Chianchestelle, presso Ceppaloni, dove si trovano i campi invernali. I suoi uomini si spargono nella Valle del Sabato ed alloggiano nei vicini casali. Il giorno di Natale si reca a Benevento a desinare con il re di Napoli ed il cardinale Bartolomeo Roverella.

1462

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.           Campania E' segnalato nelle vicinanze di Salerno.
Feb.             Puglia Staziona nei pressi di Biccari.
Mar.          Campania Prende parte ad un consiglio di guerra che si svolge a Napoli.
Mag.          Campania A Napoli per mettere in ordine le proprie compagnie.

Giu.

 

 

 

 

 

 

     Puglia

Frena l’impeto di Jacopo Piccinino in Puglia; si ferma nelle campagne del conte di Campobasso e le mette a sacco.

Lug.            Puglia Muove con 40 squadre di cavalli e 1500 fanti; a fine mese si accampa ad Accadia appartenente al principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo. Conquistata la località, che viene messa a sacco, si impadronisce di Orsara di Puglia. Gli angioini si spostano tra Candela e Rocchetta Sant' Antonio con 36 squadre di cavalli e 2000 fanti.

Ago.

 

 

 

 

 

 

      Puglia

Partecipa alla battaglia di Troia. Roberto Orsini, Antonio Piccolomini e Giovanni Conti si muovono all’ avanguardia per occupare la collina sovrastante il campo nemico; Alessandro Sforza rimane invece alla retroguardia con il re di Napoli. I primi sono ricacciati in  pianura; Alessandro Sforza opera un contrattacco con Giovanni Conti e sale con le sue truppe su un altro versante della stessa collina. La fanteria di Jacopo Piccinino (1200 uomini) arretra allorché si accorge di tale movimento; lo Sforza si porta sul fianco sinistro dell’ esercito angioino e ne scompagina le file; il centro guidato dal Piccinino e da Giovanni d'Angiò risale in fretta la collina di Troia da dove può frenare l’impeto dei suoi uomini. L’esito dello scontro è deciso da Ferrante d’Aragona i cui spostamenti, tendenti all’ avvolgimento, spaventano i bracceschi che si ritirano nella città. Gli sforzeschi saccheggiano il campo degli avversari: nel frangente, Alessandro Sforza è assalito all’ improvviso dal Piccinino che recupera gran parte del bottino nonostante l’accanita resistenza di Roberto Orsini e di Antonio Piccolomini. Nel corso del combattimento lo Sforza si impossessa del Crescente, simbolo della dinastia angioina (il gioiello sarà da lui donato ad una donna mesi dopo per ottenerne le grazie). Con la fuga da Troia del Piccinino e di Giovanni d’Angiò assale la città alla cui difesa è rimasto Giovanni Cossa: gli abitanti gli aprono le porte e persuadono il Cossa a cedere. Troia alza il vessillo aragonese;  fra i patti vi è quello che la città ritorni dominio sforzesco.

Sett.

 

 

 

 

 

 

      Puglia

Cerca di prestare soccorso al castello di Trani assediato da Jacopo Piccinino; occupa Ascoli Satriano.

Ott.

 

 

 

 

 

 

     Puglia e

   Campania

A Serracapriola; aggredisce nuovamente le terre di Cola di Monforte. Si trasferisce di seguito a Fragneto Monforte per contrastare 200 lance del principe di Rossano e duca di Sessa Marino di Marzano.

Nov.          Campania In Terra di Lavoro con sole 7 squadre di uomini d'arme (149 lance).

1463

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

   Campania

Entra in Napoli al fianco del re. Ha il compito di impedire liti fra i grandi feudatari del regno.

Mar. apr.      

      Lazio e  

     Toscana

Il re Ferrante lo invia a Roma. Ad aprile lascia il Lazio per recarsi a Bagni di Petriolo al fine di curarsi. Mariano di Calabria.

Mag. giu.

 

 

 

 

 

 

       Lazio 

   Campania e

      Puglia

A Gaeta con Antonio Piccolomini. Negli stessi giorni gli abitanti di San Severo si ribellano agli aragonesi e svaligiano 2 sue squadre di uomini d’arme capitanate da Mariano di Calabria: tutto ciò comporta alcuni ritardi nell’ allestimento dell’ esercito perché in Puglia manca l’occorrente per armare le truppe. Nella medesima occasione è pure fatto prigioniero Baordo Carafa cui sono tolti 5000 ducati raccolti in precedenza nella città. Una volta pronto, Alessandro Sforza lascia la Campania, irrompe in Puglia, devasta le campagne di Lucera e di San Severo distruggendone completamente i raccolti di frumento. A fine mese rientra in Campania, si avvia verso Benevento e punta verso gli Abruzzi.

Lug. sett.

 

 

 

 

 

 

    Abruzzi

    Molise   e

      Lazio

A Colonnella ed a Agnone. Con 18 squadre di cavalli discende nei territori dei Caldora vicino ad Archi. Gli si affiancano in tale località Matteo da Capua, Roberto Orsini, Alfonso d’Avalos e Jacopo Piccinino detto Cavallo, che per tutto l’inverno hanno difeso negli Abruzzi la causa aragonese. Jacopo Piccinino (che ha con sé solo 10 squadre di cavalleria comprese quelle dei Caldora) cerca di sbarrargli il passo e si accampa ad Archi. Lo provoca a battaglia ed inizia una scaramuccia senza esito; nel cuore della notte il capitano avversario sposta il campo. Ad agosto il Piccinino gli chiede un colloquio nel quale sono create le premesse per un passaggio di campo del  condottiero braccesco. Alessandro Sforza si reca  dal papa, a Tivoli per ratificare l'accordo raggiunto; ritorna al campo ed è segnalato a San Demetrio ne’ Vestini, presso L’Aquila per obbligare gli abitanti a riconoscere l’autorità regia. Costoro si arrenderanno a settembre.

Ott.

 

 

 

 

 

 

      Puglia

Con la resa di Sigismondo Pandolfo Malatesta ottiene la signoria di Gradara e di Castelnuovo. Combatte ancora gli angioini in Puglia, occupa San Severo e Manfredonia. La seconda località è sottoposta a sacco.

Nov.

 

 

 

 

        Gran Connestabile

   Abruzzi 

          e 

  Cmpania

A Teramo. Con la morte di Giovanni Antonio Orsini del Balzo è nominato Gran Connestabile e luogotenente generale del regno di Napoli. Scontento perché il sovrano non ha mantenuto l'impegno di nominarlo principe di Taranto, lo raggiunge a Napoli ed ottiene solo buone parole. Gli sono consegnati solamente 3000 ducati a fronte dei suoi crediti. Colloca i suoi accampamenti invernali nel teramano.

Dic.            Puglia  A Taranto.

1464

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.            Puglia Ad Altamura con il re Ferrante. Si propone di recarsi a Roma dal papa per alcune vicende riguardanti Pesaro.
Feb.           Marche Raggiunge Pesaro a fine mese.

Mar. apr.

 

 

 

 

 

 

    Abruzzi

Trascorso il periodo più freddo a Pesaro ritorna negli Abruzzi. Con Matteo da Capua e Roberto da San Severino obbliga gli aquilani a cedere al sovrano aragonese.

Mag.

 

 

 

 

 

 

  Campania ed

     Abruzzi

A Capua con Ferrante d’Aragona. Con Roberto da San Severino affianca il re di Napoli nelle ultime operazioni contro i feudatari ribelli Cola di Monforte e Giacomo Montagano. Si trasferisce  negli Abruzzi ed assedia in Ortona Francesco d'Ortona. Costringe quest' ultimo alla resa.

Giu.    Napoli      400 lance     Abruzzi Gli è offerta dal re di Napoli una condotta di 400 lance con una provvigione di 30000 ducati. Staziona sempre negli Abruzzi.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Campania ed

      Abruzzi

Persuade alla resa il duca di Sessa, Marino di Marzano. Si indirizza  nei pressi di Moscufo alla testa di 16 squadre aragonesi. Si impadronisce a spese del conte di San Valentino Corrado Acquaviva, altro ribelle al re Ferrante, di Pianella, di San Valentino in Abruzzo Citeriore, di Tocco da Casauria e di altre terre. Prosegue la sua campagna e punta verso il fiume Pescara. Rifornisce di vettovaglie Tocco di Casauria. Attacca i caldoreschi da un fianco mentre costoro sono assaliti contemporaneamente sul fianco opposto da altre squadre aragonesi.

Ago. nov.            Abruzzi Assale L'Aquila. Si fa spedire 2 bombarde da Pesaro e si colloca all'assedio di Vasto. Colloca i suoi alloggiamenti sul fiume Sinello. Con le sue 400 lance si trovano molti condottieri quali Pietro Antonio Attendolo, Giacomo della Sassetta, Francesco ed Amoratto Torelli. Con l'ultima conquista viene nominato viceré degli Abruzzi.

1465

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

 

 

     Marche

Jacopo Piccinino è ucciso dagli aragonesi; Alessandro Sforza  protegge la vedova del  condottiero, Drusiana Sforza sua nipote.

1466

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

     Emilia e

   Lombardia

E’ prima a Bologna ospite del genero Giovanni Bentivoglio e poi  a Milano per le esequie del fratello Francesco che si svolgono nel duomo.

Ago.

 

 

 

 

 

 

     Marche e

     Toscana

Ammalatosi, rientra a Pesaro;  da qui si reca nuovamente a Bagni di Petriolo per curarsi.

Dic.

 

 

 

 

 

 

    Campania

A Napoli per riscuotere i suoi crediti: gli aragonesi gli dimezzano la somma da lui vantata e pretendono una mora di tre anni per saldargli il credito residuo di 13000 ducati. Abbandona l’esercito napoletano con 700 cavalli.

…….........

 

 

 

 

 

 

 

 

Adirato anche con il nipote Galeazzo Maria Sforza, che si è sbarazzato di tutti i  consiglieri del padre, passa al soldo dei veneziani.

1467

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

   Venezia

 

 

 

 

      Veneto

Gli viene riconosciuta una condotta di 1800 cavalli per due anni di ferma ed uno di preavviso; gli è concessa una provvigione di 25000 fiorini l’anno nel caso di una sua presenza oltre il Po. Raggiunge Venezia con un seguito di 150 persone e vi è ricevuto con tutti gli onori; nella città è ospitato nel palazzo del marchese di Ferrara.

Apr.

Venezia

Firenze Milano

 

 

 

 

Appoggia Bartolomeo Colleoni nella sua impresa contro i fiorentini.

Giu.

 

 

 

 

 

 

    Romagna

Assedia in Imola Taddeo Manfredi.

Lug.

 

 

 

 

 

 

     Emilia e

     Veneto

Partecipa alla battaglia di Molinella. Al comando del secondo squadrone carica le truppe della lega ed è respinto al di là dell’Idice; al termine dello scontro, di notte, si abbraccia con il capitano avversario, Federico da Montefeltro. A Ferrara per visitarvi Ercole d’Este rimasto gravemente ferito nello stesso scontro; si dirige  a Venezia.

Ago.

 

 

 

 

 

 

      Veneto

Ha il comando delle milizie in occasione di una malattia di Bartolomeo Colleoni. A Mordano.

1468

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

     Marche

Fa catturare nell’urbinate Carlo di Lantilla che ha cospirato ai suoi danni: costui è impiccato. Nasce una profonda inimicizia anche con Federico da Montefeltro.

1469

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Chiesa

Rimini

Capitano g.le

    Romagna

Con Napoleone Orsini (2500 cavalli e 2500 fanti) affronta Roberto Malatesta, che si è insignorito di Rimini nonostante la colontà contraria  del papa Paolo II.

Lug.

 

 

 

 

 

 

      Romagna

Attacca Rimini e penetra nel borgo di San Giuliano con l’arcivescovo di Spalato: incomincia a trattare la resa con Roberto Malatesta, che tende invece solo a guadagnare tempo.

Ago.

 

 

 

 

 

 

   Romagna e

     Marche

Si avvicina Federico da Montefeltro, dà alle fiamme il borgo di San Giuliano e si porta in un’ abbazia vicina a Virgiliano. A metà mese Alessandro Sforza ritorna a Pesaro con 5 squadre di cavalli e 300 fanti; rientrato al campo in pochi giorni, con i rinforzi inviatigli dai veneziani  affronta a Mulazzano il Montefeltro e Roberto Malatesta. Lo scontro (nel quale è ferito alla gola) dura dall’alba al tramonto e registra una sua pesante sconfitta con la cattura di 300 uomini d’arme (fra i quali Virginio Orsini). I morti sono 300. La guerra di Rimini costa al papa quasi mezzo milione di ducati, una cifra che rappresenta circa il doppio delle entrate pontificie di un anno.

Sett.

 

 

 

 

 

 

     Marche e

      Veneto

Ripara a Pesaro; si reca a Venezia per giustificare la sua sconfitta. I veneziani lo licenziano perché non ha corrisposto ai capitolati previsti dalla sua condotta.

1470

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

    Romagna

Si trova a San Martino nel forlivese.

Feb.

 

 

 

 

 

 

     Marche

Ospita a Pesaro Braccio Baglioni,  ammalatosi al campo pontificio.

Giu.

 

 

 

 

 

 

    Umbria

E’ ospitato a sua volta a Perugia da Braccio e Guido Baglioni.

Lug.

 

 

 

 

 

 

      Emilia

A Bologna: si prefigge l’obiettivo di raggiungere Milano per chiedere una condotta al nipote Galeazzo Maria Sforza.. Nella città alloggia nel palazzo di Giovanni Bentivoglio.

Sett.

 

 

 

 

 

 

     Emilia

A Parma con Ludovico Gonzaga ed il duca di Milano: con costoro va incontro sulle porte della città a Borso d’Este, venuto a perorarvi la causa di Manfredo e di Niccolò da Correggio. Alessandro Sforza viene nominato governatore di Parma.

1471

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

   Lombardia

A Milano, per la stipula della ferma di Giovanni Bentivoglio con i ducali; regala al signore di Bologna una cavalcatura del valore di 100 ducati.

1472

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic.

 

   Milano

 

 

 

 

 

 

Ha ai suoi ordini 600 cavalli.

1473

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. mar.            Marche Si ammala in modo grave. E' scoperta una congiura in Pesaro ai suoi danni (forse istigata da Girolamo Riario) capeggiata dal vescovo della città Barnaba Mersoni. Il pronto intervento del figlio Costanzo fa andare a vuoto la trama. I responsabili non saranno puniti per i consigli di moderazione fatti giungere ad Alessandro Sforza  da Federico da Montefeltro. Progetta di recarsi a Venezia.

Apr.

 

 

 

 

 

 

      Emilia

Muore per un colpo apoplettico, a metà mese, nel ferrarese all’ osteria di Torre della Fossa per un attacco apoplettico. E’ sepolto a Pesaro. Ammiratore di Francesco Filelfo. E' ricordato da Luigi Pulci in "La giostra". Fa edificare sul Monte Accio vicino a Pesaro la Villa Imperiale ed a Pesaro il Palazzo Ducale. 


 

bb

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 I matrimoni e figli

Ginevra Sforza

L'8 dicembre 1444 sposò Costanza da Varano (1428-1447),

figlia di Pietro Gentile l da Varano.
Da Costanza ebbe:
Battista (1446-1472) che divenne la moglie di Federico da Montefeltro duca di Urbino
      Costanzo I (1447-1483), che sposò Camilla d'Aragona (nipote di Ferdinando I d'Aragona).
Costanza morì di parto dando alla luce il suo secondo figlio.
Il 9 gennaio 1448 si sposò per procura con la contessa Sveva da Montefeltro (1434-1478):
si incontrarono solo il 1º settembre successivo. Da Sveva non ebbe figli.
Data l'assenza prolungata per le guerre,
Sveva dovette occuparsi dello Stato a Pesaro ed all'educazione dei figliastri

Battista e Costanzo,
figli della prima unione. Alessandro Sforza, lontano da casa per lungo tempo,
credette alle voci di una possibile congiura da parte della moglie

per affidare di nuovo la signoria di Pesaro ai Malatesta.
Costrinse quindi Sveva ad entrare fra le Clarisse del monastero Corpus Christi

 di Pesaro, dove dopo aver ottenuta la necessaria dispensa da papa Callisto III,
fece la sua professione religiosa alla fine di agosto del 1457,
prendendo il nome di suor Serafina
(venne beatificata da Papa Benedetto XIV il 17 luglio 1754).
Alessandro ebbe una figlia naturale, Ginevra Sforza (1452-1507) che sposò

in prime nozze Sante Bentivoglio ed alla sua morte,
3 anni dopo, il cugino Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna.
Gli succedette il figlio Costanzo ed a lui la moglie Camilla d'Aragona

con il figlio Giovanni, che sposò nel 1493 Lucrezia Borgia.