Divenne Duchessa di Bari nel 1491, duchessa di Milano nel 1494 e moglie di Ludovico Sforza.

Per ragioni di pura strategia politica, fu fidanzata all'età di cinque anni con

Lodovico Sforza detto "il Moro"
(che aveva chiesto all'inizio la mano di sua sorella Isabella, già promessa però al futuro marchese di Mantova),
duca di Bari, reggente ed in seguito duca di Milano, sposandolo nel gennaio del 1491.

 Da lui ebbe due figli:
Massimiliano Sforza, nato nel 1493, e Francesco II Sforza, nel 1495.
Crebbe tra le corti di Napoli e Ferrara e fu allieva del filosofo Battista Guarino,
da cui ricevette un'educazione classica vasta e approfondita,
e che, assieme alla famosa sorella Isabella marchesa di Mantova,
ne fece una delle principesse più colte e raffinate del Rinascimento italiano.
Sfruttò la sua posizione di signora di una delle corti più splendide d'Italia per circondarsi di

uomini di cultura
e artisti d'eccezione come Niccolò da Correggio, Baldassarre Castiglione, Bramante,
Leonardo da Vinci, l'Amadeo e molti altri.
Nel 1492 si recò in visita ufficiale a Venezia come ambasciatrice del marito,
il quale ambiva a diventare duca di Milano.
La Serenissima l'accolse con un fasto da Mille e una notte, e la visita fu uno splendido
successo personale per Beatrice, ma un fallimento quasi totale dal punto di vista politico,
poiché Venezia rimase restia all'investitura del Moro a duca di Milano,
che fu comunque ottenuta dopo l'opportuna e probabilmente non tanto naturale morte del legittimo duca Gian Galeazzo,
preceduta dalle nozze della sorella di quest'ultimo,
Bianca Maria e il pagamento della favolosa dote di 400.000 ducati d'oro.
Divenuta duchessa di Milano, Beatrice fu all'apice del suo successo culturale e mondano,
e lo splendore della sua corte,
nel seppur breve tempo della sua esistenza e al di sopra di ogni altra in Europa, divenne leggendario.
Beatrice morì di parto a soli ventidue anni nel gennaio del 1497.

A lei è stata dedicata da suo marito, Lodovico Sforza la Pusterla Beatrice, a Brera (Milano).