I Visconti furono una famiglia che govern˛ Milano durante il Medioevo e all'inizio del Rinascimento,
dal 1277 al 1447. Furono signori di Milano fino al 1395,
anno in cui il sovrano del Sacro Romano Impero Venceslao di Lussemburgo
conferý a Gian Galeazzo Visconti il titolo di duca di Milano.
Il ramo principale dei Visconti domin˛ la scena politica dell'Italia settentrionale fino al 1447,
alla morte senza eredi legittimi di Filippo Maria Visconti; ad essi subentrarono gli Sforza,
per il matrimonio di Francesco Sforza con Bianca Maria Visconti, figlia legittimata dell'ultimo duca.

Gian Galeazzo Visconti (1351-1402),

 spos˛ Isabella di Valois,

figlia del re di Francia Giovanni II, signore di Milano nel 1385, duca

con decreto imperiale l'11.V.1395

 

 

 

 

 

Matteo II Visconti

(1319 ca.-1355),

da una incisione di

 

Ritratto di Galeazzo II Visconti (1320 ca.-1378), vicario imperiale nel 1355,

 fece costruire

 il castello di Pavia e

 fond˛ l'universitÓ e la biblioteca

 

Bernab˛ Visconti

(1323-1385),

 signore di Milano nel 1378

 

Giovan Maria Visconti (1389-1412)

Filippo Maria Visconti (1392-1447)

INDICE

matteo i visconti 1250-1322 vicario imperiale

 nel 1294, da una incisione del 1549

Ottone Visconti

(1207-1295),

arcivescovo di Milano

nel 1262,

Giovanni Visconti

(1290-1354), vescovo di Novara nel 1332, signore di Milano nel 1339.jpg

 Luchino Visconti

(1292-1349), signore

di Milano nel 1339

Azzone Visconti

(1302-1339), vicario di Milano nel 1329 fa edificare la chiesa di S.Gottardo

 

 

 

 

- Le origini
-Milano, il capoluogo della Lombardia
-Il Ducato di Milano
-Visconti di Modrone 4.1 Dimore
-Albero genealogico
-Stemma
-Dimore
-Galleria di ritratti
-Bibliografia


I Visconti nel periodo del loro massimo splendore alimentarono

le pi¨ fantastiche leggende sulle proprie origini.
La creazione di genealogie fantasiose all'epoca era di moda,

in realtÓ le origini del ramo della famiglia Visconti
che per secoli domin˛ Milano sono molto pi¨ prosaiche e modeste,
i Visconti erano infatti i signori di Massino (l'attuale Massino Visconti),
piccolo villaggio sulle rive del lago Maggiore,

 in cui risultano presenti dal XII secolo come vassalli arcivescovili.
Il cognome deriva dal latino vice comites, che significa vice conti.
In termini storici si ritiene che si trattasse di una delle famiglie di

capitanei che l'arcivescovo Landolfo (979-998)
investý dei feudi detti caput plebis.

 La documentazione relativa risale al 1157 e da essa risulta
come i Visconti fossero titolari del capitanato di Marliano

(l'odierna Mariano Comense).
In epoca coeva, comunque prima del 1070,

ottennero l'ufficio pubblico di visconte che poi divent˛
ereditario in tutta la discendenza maschile.[1] Alla funzione di visconti,

o vicari del conte, si collega l'adozione dell'insegna recante una vipera

che ingoia un fanciullo, tuttora nello
stemma del Comune di Milano. Ben presto la famiglia si suddivise

 in diversi rami, alcuni dei quali investiti di feudi lontani da Milano,

 mentre il ramo che diede alla cittÓ la dinastia signorile
viene fatto discendere da Umberto, deceduto nella prima metÓ del XIII secolo.
Affresco dell'entrata a Milano di Ottone dopo la vittoria a Desio
(affresco di maestri lombardi del XIV sec.)
Suo figlio Ottone (1207-1295)

 fu investito da Papa Urbano IV dell'arcivescovato di Milano

il 22 luglio 1262 e, appoggiato dai suoi capitanei e valvassori,

 sostenne una lunga lotta contro la fazione popolare capeggiata

dai Della Torre, contro i quali prevalse a Desio nel 1277.

Egli fece eleggere capitano del popolo, nel 1287, il pronipote Matteo I
(1250-1322) cui l'imperatore Rodolfo I concesse il vicariato nel 1288.
La resistenza dell'opposta parte condusse all'esilio visconteo nel 1302,

 tuttavia nel 1310, grazie al supporto di Enrico VII,

i Visconti rientrarono in Milano. La reazione guelfa e pontificia

non si fece attendere, conducendo Matteo I ad abdicare a favore

del figlio Galeazzo I (1277c.-1328) che la fronteggi˛ valorosamente
finchÚ fu preso prigioniero da Ludovico il Bavaro (1327).

Dei suoi fratelli, Marco (morto nel 1329)
fu condottiero, mentre Luchino (1292-1349) e Giovanni (1290-1354)

assursero alla signoria dopo la morte di Azzone (1302-1339),

 figlio di Galeazzo I, che l'aveva riavuta nel 1329.
Luchino Novello (morto nel 1399), figlio di Luchino,

venne fatto uccidere da Giovanni.
La dinastia fu continuata dalla progenie di Stefano, figlio di Matteo,
i cui tre figli Matteo II (1319-1355), Galeazzo II (1320-1378) e

Bernab˛ (1323-1385), le diedero lustro e potenza.

A Galeazzo II succedette nel 1378 il figlio Gian Galeazzo (1351-1402),
che nel 1385 fece prigioniero lo zio Bernab˛ di cui aveva sposato la figlia

Caterina (morta nel 1404),
e nel 1395 fu nominato duca di Milano dall'imperatore Venceslao.
Mentre sua figlia Valentina (1366-1408) andava in sposa a Luigi d'Orleans,
gli succedeva il figlio in seconde nozze Giovanni Maria (1389-1412).
Dopo la nomina di Gian Galeazzo Visconti a duca di Milano,
i Visconti affidarono ai letterati di corte la redazione della leggenda relativa alla
genealogia familiare che faceva risalire le origini ad ascendenze

 troiane individuando come capostipite Anglo, figlio di Enea,

 a cui venne attribuita la fondazione di Angera.
 

 

 

 

 

 

 

 


Stemma visconteo nel Castello di Vigevano
Le fortune dei Visconti iniziarono nel 1262,

 quando Ottone Visconti fu nominato arcivescovo di Milano.
La nomina fu piuttosto casuale, Ottone venne infatti nominato da

 un intervento della curia papale
che per sedare i conflitti interni al capitolo metropolitano, normalmente incaricato

 della nomina, decise di nominare un esterno. Ottone, che all'epoca era il cappellano

del cardinale Ottaviano degli Ubaldini,
per oltre 15 anni non potÚ entrare in cittÓ dove era in corso una lotta di potere

fra ghibellini e i guelfi guidati dai Della Torre. La battaglia di Desio (1277)

 In cui le truppe di Ottone sconfissero
quelle di Napoleone Della Torre, pose fine alla dominazione torriana e

all'indipendenza del comune di Milano,
Ottone fece ingresso in cittÓ, si insedi˛.
Nel 1287, in seguito alla distruzione di Castelseprio e alla sconfitta dei Della Torre,
Matteo Visconti venne nominato "Capitano del popolo".
Nel 1302 vi fu un breve ritorno del Della Torre durante il quale Matteo Visconti fu esiliato.
Nel 1310 approfittando della riconciliazione imposta dalla discesa

dell'imperatore Enrico VII di Lussemburgo,
rientr˛ a Milano e l'anno successivo, forte del titolo di vicario imperiale conferitogli dall'imperatore,

 riuscý a estromettere definitivamente

 i Della Torre dando inizio

 ad un'opera di unificazione della Lombardia
proseguita poi dai suoi successori.
L'opera di unificazione fu completata da Azzone Visconti (1302 - 1339),

figlio di Galeazzo e nipote di Matteo,
che si adoper˛ per gettare le basi di una struttura che coordinasse politicamente

i suoi domini e che accentrasse il potere nelle mani della dinastia.
Nell'anno 1327, con la morte del padre, rimase lui come unico erede ed in

 opposizione al pontefice, compr˛ il titolo di Vicario di Milano dall'Imperatore

Lodovico il Bavaro.
Nel 1332 al governo del nuovo Vicario, si associarono gli zii

Luchino e Giovanni Visconti, figli di Matteo, in una sorta di triumvirato.

L'altro zio Lodrisio, rimastone fuori,
inscen˛ invano una serie di congiure per spodestare i tre; quando

 tutti suoi complici furono arrestati
da Azzone (23 novembre 1332), e rinchiusi nelle prigioni di Monza (dette i forni),

 fu costretto a fuggire a Verona,
dove ospite di Mastino II della Scala, tesse una serie di alleanze,
tra i quali rientravano gli scaligeri stessi ed il Signore di Novara Calcino Tornielli,
nemico dell'Arcivescovo Giovanni. si venne allo scontro decisivo il 21 febbraio 1339

nella Battaglia di Parabiago, vinta dai "triumviri".
Dall'iniziale congregazione di cittÓ sottoposte al dominio di un unico signore,
Giovanni e Luchino ma soprattutto Gian Galeazzo e Bernab˛, tramite un'intensa

 attivitÓ di consolidamento della loro supremazia attuata con il ridimensionamento delle autonomie locali e l'attrazione nella loro orbita
delle molteplici piccole signorie rurali crearono una sorta di struttura statuale.
Con Giovanni Visconti, alla metÓ del XIV secolo si ebbe la prima grande

espansione dei possedimenti della famiglia
con la vittoria sui Signori di Verona (gli Scaligeri) e con la sottomissione

 addirittura di Genova e Bologna.
Alcuni vedono tuttavia nei Visconti - in specie dopo la morte dell'arcivescovo

 Giovanni Visconti nel 1354 -
l'esempio tipico del tiranno con speciale riguardo a Bernab˛,

 al nipote Gian Galeazzo e al figlio di questi Giovanni Maria.
Non va tuttavia sottaciuto che i primi due contribuirono a una notevole estensione

del Ducato di Milano e Gian Galeazzo riuscý
pure a ottenere nel 1395 dall'Imperatore Venceslao il titolo di duca.

 

 


Domini alla morte del Duca Gian Galeazzo Visconti

(le date indicano l'inizio e l'eventuale fine del dominio visconteo)
Dopo la morte di Gian Galeazzo nel 1402 il Ducato

 - che aveva raggiunto la sua massima espansione -
pass˛ ai suoi figli Giovanni Maria (morto nel 1412) e Filippo Maria

 (morto nel 1447), ma il dominio,
che Gian Galeazzo aveva messo insieme con ogni sorta di violenze,

and˛ in pezzi, e a mala pena poterono essere conservate le province

 pi¨ vecchie che lo componevano.
La linea Ducale di Milano si estinse nella linea maschile con la morte di

 Filippo Maria nel 1447 ed il Ducato pass˛
(dopo la breve esperienza della Repubblica Ambrosiana) a Francesco Sforza,
il quale aveva sposato la figlia illegittima di Filippo,

Bianca Maria. In linea femminile legittima,
i Valois-Orleans, quali discendenti di Valentina Visconti,

 vantavano seri diritti su Milano,
diritti che furono fatti valere da Luigi XII di Francia agli inizi del XVI secolo.

 

 

coat visconti di

modrone di milano

 

 

 

 

 

 

 

 

      
I Visconti di Modrone discesero da Vercellino Visconti, figlio di Uberto
(podestÓ di Vercelli e Como fra il 1290 e il 1295), fratello di Matteo I Visconti,

signore di Milano.
Da Vercellino discesero Giovanni, la cui linea si estinse con Ottone
che fu uno degli uccisori di Giovanni Battista Visconti e Antonio

nella cui discendenza sono degni di menzione:
Guido marito di Leta Manfredi, governatore di Genova e Cremona

sotto Galeazzo Maria Sforza e padre di Veronica moglie di

 Federico Borromeo (1492-1529); Giovanni Battista che fu inviato come

ambasciatore di Milano presso Carlo V d'Asburgo  nel 1541.
Nel 1683 Nicol˛ Maria Visconti figlio di Antonio Coriolano e di Maddalena Durini,
spos˛ Teresa Modroni facendo nascere il ramo collaterale dei Visconti di Modrone

che acquisisce il titolo di Marchesi di Vimodrone[6]. Con decreto del 5 marzo 1813,
Napoleone Bonaparte concede il titolo di Duca del Regno a Carlo Visconti di Modrone.
Il titolo verrÓ poi riconfermato pochi anni pi¨ tardi dall'imperatore Francesco I d'Austria,
nuovo sovrano della Lombardia a seguito della caduta di Napoleone.
Nel 1837, venuto a mancare il duca Carlo, privo di discendenza diretta, titoli e proprietÓ

vennero trasferiti al cugino di secondo grado Uberto (1802-1850),

figlio di Gaetano e Aurelia Gonzaga marito di Giovanna Gropallo
(1805-1884) e padre del Duca Raimondo (1835-1882), del Duca

(dopo la morte del fratello)
Guido (1838-1902), Carlo (1833-1837), Luigi (1838-1879) e Gaetano (1840-1844)[9].
Da Guido discendono gli attuali membri della famiglia. Nel 1937,
Vittorio Emanuele III concesse il Titolo di Duca di Grazzano Visconti a

 Giuseppe (1879-1941),
terzo figlio di Guido, per il restauro del borgo storico e del castello di Grazzano e per la promozione dell'artigianato.

Al ramo dei Visconti di Modrone appartengono inoltre:
Uberto Visconti di Modrone (1871-1923), imprenditore
Marcello Visconti di Modrone (1898-1964), figlio di Uberto
Guido Visconti di Modrone (militare) (1901-1942)
Luchino Visconti di Modrone (1906-1976) regista
Galeazzo Visconti di Modrone (1918-1976)
Eriprando Visconti di Modrone (1932-1995) regista.

 

 

 

 

  1.  Ottone (1207-1295) arcivescovo di Milano (1262) signore di Milano (1277-78) e (1282-85).
  2.  Azzone (vescovo di Ventimiglia 1251 - 1262)
  3.  Obizzo (console di giustizia a Milano 1236)
  4.  Andreotto (XIII secolo)
    1.  Teobaldo (1251-1276)
      1.  Matteo I il magno
          capitano del popolo di Milano (1287-1298)
          signore di Milano (1287-1302) e (1311-1322)
        1.  Galeazzo I
            signore di Milano (1322-1327)
          1.  Azzone
              signore di Milano (1329-1339)
        2.  Marco (ć 1329)
        3.  Giovanni
            arcivescovo di Milano (1339)
            signore di Milano (1339-1354)
            signore di Bologna e di Genova (1331-1354).
          1.  Giovanni da Oleggio (presunto)
              signore di Bologna (1355-1360)
        4.  Luchino
            signore di Milano (1339-1349)
          1.  Luchino Novello (ć 1399)
        5.  Stefano (ć 1327)
          1.  Matteo II
              signore di Milano (1354-1355)
          2.  Galeazzo II
              signore di Milano (1354-1378)
            1.  Gian Galeazzo
                signore di Milano (1378-1395)
                duca di Milano (1395-1402)
              1.  Valentina
                  sposa (1387) Luigi d'OrlÚans
              2.  Giovanni Maria
                  duca di Milano (1402-1412)
              3.  Filippo Maria
                  duca di Milano (1412-1447)
                1.  Bianca Maria (naturale da Agnese del Maino)
                    nel 1441 sposa Francesco I Sforza, poi duca di Milano
          3.  Bernab˛
              signore di Milano (1354-1385)
      2.  Uberto il Pico (1280-1315)
        1.  Vercellino
            podestÓ di Vercelli (1317) e di Novara (1318-1320).
          1.   .... linea dei Visconti di Modrone (marchesi di Vimodrone (1694) poi duchi (1813)) cui appartennero Luchino Visconti e Eriprando Visconti.

 

 

 

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