Indice
 

-Biografia
-L'infanzia
-La giovinezza
-Lotta per le investiture e l'umiliazione di Canossa
-Gli ultimi anni
-Il privilegio di Worms
- Discendenza
-Ascendenza
 

 Biografia

L'infanzia

Enrico nacque probabilmente nel palazzo imperiale di Goslar.
Per il suo battesimo si volle attendere la Pasqua successiva,
in modo che l'abate Ugo di Cluny potesse essere suo padrino.
Nel 1053 venne nominato duca di Baviera.
Lo stesso anno Enrico III fece nominare il figlio rex romanorum

da una grande assemblea di nobili
che si tenne a Tribur. Divenne dunque duca di Baviera suo fratello minore,

Corrado.L'anno seguente, ad Aquisgrana,
Enrico venne consacrato ed incoronato rex romanorum

 dall'arcivescovo di Colonia

Ermanno, il 17 giugno 1054. Riguardo alla sua educazione scrive

Lampert von Hersfeld:
«L'educazione del re e tutto il governo erano nelle mani dei vescovi,
e tra di loro avevano grandissima influenza gli arcivescovi di

 Magonza e di Colonia».
Quando, il 5 ottobre 1056, Enrico III inaspettatamente morì,

 nessuno si oppose a che Enrico IV,
che allora aveva sei anni, ne fosse il successore. Agnese, vedova dell'imperatore,

assunse la reggenza, pur essendo a mala pena in grado di svolgere un tale compito.
Enrico era trattato come un bambino prodigio destinato al regno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 La giovinezza

 


Una congiura dei principi, guidata da Annone,

arcivescovo di Colonia (Germania),
fece sì che il giovane re, nell'anno 1062,

 fosse rapito con uno stratagemma alla madre Agnese
(Colpo di Stato di Kaiserswerth).

 Annone divenne reggente dell'impero ma,
dal 1063 dovette dividere questa carica con Adalberto,

arcivescovo di Amburgo e Brema.
Adalberto acquistò su Enrico sempre maggiore influenza e fece sì che

Annone fosse costretto a lasciare la reggenza.

Il 26 maggio 1065 Enrico fu dichiarato maggiorenne e nel gennaio

dell'anno seguente, durante la Dieta imperiale a Tribur i principi, guidati

da Annone e Sigfrido di Magonza,
cacciarono Adalberto dalla corte. Ciononostante Annone non riuscì a

 recuperare alcuna influenza sul re.
Il 13 luglio 1066 Enrico sposò Berta di Savoia,

figlia del conte Oddone di Savoia,
con la quale si era fidanzato il 25 dicembre 1055, a Zurigo.

 

 

 Lotta per le investiture e l'umiliazione di Canossa

Matilde di Canossa e l'imperatore Enrico IV
 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il governo di Enrico fu caratterizzato dal tentativo di rafforzare

l'autorità imperiale. In realtà si trattava di trovare un difficile equilibrio,

 dovendo assicurarsi da una parte la fedeltà dei nobili,
senza perdere l'appoggio del pontefice dall'altra.

Enrico mise in pericolo tutte e due le cose quando,
nel 1072, decise di assegnare la diocesi di Milano, divenuta vacante.
Ciò fece scoppiare un conflitto con Papa Gregorio VII,
conflitto che è passato alla storia come lotta per le investiture.
Il 22 febbraio 1076 il Papa scomunicò Enrico, e lo dichiarò decaduto.
Precedentemente era stato Enrico a dichiarare decaduto il papa,

perché la sua nomina sarebbe stata irregolare,
avendo il Re dei Romani il diritto di intervenire nell'elezione del papa.
Per giungere alla revoca della scomunica,

Enrico e sua moglie Bertha si recarono in penitenza a Canossa,
per incontrare Gregorio VII. Per tre giorni, dal 25 al 27 gennaio 1077,
rimase in attesa di fronte all'ingresso del castello, e il 28 gennaio il papa

decise di revocare la scomunica,
soprattutto grazie alla mediazione di due donne:

Matilde di Canossa,
Marchesa di Toscana, signora del castello e cugina dello stesso Enrico,

 e Adelaide di Torino, madre della moglie di Enrico IV.
L'immagine odierna dell'umiliazione di Canossa si basa principalmente

 su di un'unica fonte, peraltro molto dettagliata e vivace, il cui autore,

Lampert von Hersfeld, era fautore del papa e oppositore della nobiltà.
La ricerca moderna tende a valutare tale fonte come tendenziosa e

 propagandistica, e vede piuttosto nell'"umiliazione di Canossa"

 un'astuta mossa diplomatica che restituì grande libertà d'azione ad Enrico,
ponendo limiti a quella di Papa Gregorio.
Gregorio revocò la scomunica a Enrico,

 ma non la dichiarazione di decadenza dal trono.
Per questo, il 15 marzo a Forchheim il duca di Svevia,

 Rodolfo di Rheinfelden, venne eletto re da alcuni principi tedeschi,

 guidati dall'arcivescovo di Magonza Sigfrido, e incoronato il 26 marzo a Magonza.
Mentre, inizialmente, il papa esitava, la potenza di Enrico cresceva. Cosicché,
infine, il papa decise di prendere parte per Rodolfo di Rheinfelden;
dichiarò nuovamente decaduto Enrico e sciolse i suoi sudditi dal giuramento

di fedeltà. Il 25 giugno 1080 Enrico,
a sua volta, dichiarò decaduto Gregorio VII e lo stesso giorno

Guiberto di Ravenna venne eletto antipapa con il nome di Clemente III.

Il 15 ottobre dello stesso anno Rodolfo di Svevia morì
durante un combattimento. Gli venne amputata la mano destra,

quella che si usa nei giuramenti:
questo episodio venne propagandato dai partigiani di Enrico come

 una sorta di giudizio di Dio,
indebolendo ulteriormente in questo modo il campo avversario.
Nello stesso giorno, nei pressi di Volta Mantovana le milizie

dei vescovi-conti e dell'antipapa,
fedeli all'imperatore Enrico IV, sconfissero le truppe a difesa

di papa Gregorio VII e comandate dalla contessa Matilde di Canossa,

 rea di avere donato nel 1079 tutti i suoi beni alla Chiesa e interessata

a cacciare da Ravenna l'antipapa.

 Fu la prima, grave sconfitta militare di Matilde

(battaglia di Volta Mantovana).
Nel 1083 Enrico IV assediò Roma, nella quale fece ingresso nel marzo 1084.
Enrico conquistò tutta la città e il papa Gregorio VII si ritirò in Castel Sant'Angelo.
Il 24 marzo Guiberto salì al soglio di Pietro con il nome di Clemente III,
e una settimana più tardi incoronò Enrico imperatore.

Gregorio contava sull'intervento dei Normanni,
che, guidati da Roberto il Guiscardo e col supporto di milizie saracene dalla Sicilia,

 mossero verso Roma.
L'esercito di Enrico era molto indebolito,

e non riuscì a penetrare in Castel Sant'Angelo.
I normanni, dopo aver liberato il pontefice,

 si diedero al saccheggio della città,
poi si ritirarono nuovamente verso sud, insieme a Gregorio, a Salerno,
dove il papa spodestato visse in esilio fino alla morte, avvenuta nel 1085.
 

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 Gli ultimi anni

Gli ultimi anni della vita di Enrico furono segnati dai conflitti con

i due figli avuti dal primo matrimonio.
Suo figlio secondogenito,

 Enrico, nel 1105, lo costrinse infine all'abdicazione e

divenne suo successore
con il nome di Enrico V. Enrico IV morì a Liegi nel 1106 e

fu sepolto nel Duomo di Spira,
che fu ultimato proprio durante il suo regno.

 Il privilegio di Worms

In un privilegio dell'anno 1090 Enrico fissò i diritti degli ebrei di Worms.

Essi erano:
tutela della vita e della proprietà, libertà economica e religiosa,
diritto a servirsi di servitori di religione cristiana, autonomia della

 comunità per quanto riguardava
la giurisdizione tra ebrei, e fissazione di una procedura vincolante

per le liti tra ebrei e cristiani.
Si trattava di una normativa rivoluzionaria, che avrebbe segnato per secoli,

 sia in positivo che in negativo,
le relazioni tra ebrei e cristiani.

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Enrico IV di Franconia Padre:
Enrico III il Nero
Nonno paterno:
Corrado II il Salico
Bisnonno paterno:
Enrico di Spira
Trisnonno paterno:
Otto di Carinzia
Trisnonna paterna:
Judith di Baviera
Bisnonna paterna:
Adelaide di Metz
Trisnonno paterno:
Richard di Metz, probabile
Trisnonna paterna:
Bertha di Metz, probabile
Nonna paterna:
Gisella di Svevia
Bisnonno paterno:
Hermann II, duca di Svevia
Trisnonno paterno:
Conrad I, duca di Svevia
Trisnonna paterna:
Richlind di Sassonia
Bisnonna paterna:
Gerberga di Borgogna
Trisnonno paterno:
Corrado III di Borgogna
Trisnonna paterna:
Matilde di Francia
Madre:
Agnese del S.R.I.
Nonno materno:
Guglielmo V di Aquitania
Bisnonno materno:
Guglielmo IV di Aquitania
Trisnonno materno:
Guglielmo III di Aquitania
Trisnonna materna:
Gerloc
Bisnonna materna:
Emma di Blois
Trisnonno materno:
Tebaldo I di Blois
Trisnonna materna:
Liutgarda di Vermandois
Nonna materna:
Agnese di Borgogna
Bisnonno materno:
Ottone I Guglielmo di Borgogna
Trisnonno materno:
Adalberto II d'Ivrea
Trisnonna materna:
Gerberga di Mâcon
Bisnonna materna:
Ermentrude di Roucy
Trisnonno materno:
Renaud di Rheims e Roucy
Trisnonna materna:
Albacrade di Hennegau

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