Indice

Enea Piccolomini presenta Eleonora del Portogallo a Federico III, (dipinto del Pinturicchio (1502-1508)

-Biografia
-La passione per le reliquie
-Onorificenze

 

 Biografia


Nel 1452 sposò all'eta di 37 anni, la principessa diciottenne

Eleonora del Portogallo (1434 † 1467),

la cui dote lo aiutò a ridurre i debiti ed a rafforzare il potere.
Nel 1446 sottoscrisse il Concordato di Vienna con la Santa Sede,

che rimase in vigore fino al 1806 e regolò i rapporti tra quest'ultima e gli Asburgo.
Federico fu l'ultimo imperatore ad essere incoronato a Roma.

Lo incoronò nel 1452 Papa Nicola V. Avversò la riforma del

 Sacro Romano Impero e fu appena capace di impedire ai principi elettori

di eleggere un altro re.
Durante il tragitto sostò a Genova dove, come ringraziamento

 per l'accoglienza ricevuta, vi istituì l'Ordine Militare di San Giorgio

il cui gran maestro era ereditariamente il Doge.
La sua politica non fu grandiosa, tuttavia vincente.

Suo fratello Alberto VI fu il principale avversario,

avendo sfidato la sua posizione.

Non riuscì a vincere alcuno scontro sul campo di battaglia,

 così escogitò dei piani ingegnosi.

Tenne prigioniero suo nipote Ladislao Postumo, signore d'Austria,

di Ungheria e di Boemia, e cercò di estendere all'infinito

 la sua tutela su di questi, onde mantenere il controllo sulla Bassa Austria.

Si comportò alla stessa maniera con un altro nipote,

Sigismondo, figlio del duca Federico Tascavuota e

della sua seconda moglie, la principessa

Anna di Braunschweig-Gottinga (1390-1432) (linea tirolese degli Asburgo).
Sigismondo riuscì a liberarsi del controllo di Federico solo all'età

di diciannove anni, nel 1446, mentre Ladislao divenne re d'Ungheria

previa cessione degli stati della Bassa Austria nel 1452.

 Ladislao morì sulla strada per Praga nel 1457 mentre Sigismondo

riuscì infine ad ottenere da Federico la signoria sul Tirolo nel 1477.
Scomparso Ladislao Postumo, Federico fallì comunque

nel raggiungere il potere nel regno d'Ungheria e di Boemia,

 e fu sconfitto dal re Mattia Corvino nel 1485. In definitiva Federico

prevalse in tutti i conflitti sopravvivendo ai suoi avversari e,

 qualche volta, ereditandone i domini,

 come nei casi di suo nipote Ladislao, da cui ricevette

la Bassa Austria (1457), e di suo fratello Alberto VI,

 a cui subentrò nell'Alta Austria. Detti scontri lo obbligarono

 ad un'esistenza anacronisticamente itinerante,

dal momento che dovette trasferire la sua corte in diverse località,

 risiedendo a Graz, Linz e Wiener Neustadt.
 

 

Ultimi anni

Il matrimonio della figlia Cunegonda con il duca Alberto IV di Baviera,

 più che il risultato di intrighi e sotterfugi, fu piuttosto una sconfitta per Federico. Alberto,

che aveva illegalmente preso il controllo di alcuni feudi imperiali, chiese di sposare Cunegonda

(che viveva ad Innsbruck, lontano da suo padre) ed offrì all'imperatore i predetti domini in dote.

Federico acconsentì, ma ritirò il consenso allorquando Alberto prese anche il controllo di Ratisbona.

Prima che Cunegonda lo sapesse, Alberto l'aveva già sposata (2 gennaio 1487).

La guerra fu evitata solo grazie all'intervento del figlio dell'imperatore, Massimiliano.
Negli ultimi dieci anni di vita, Federico regnò congiuntamente a suo figlio Massimiliano;

morì nel tentativo di amputazione della sua gamba sinistra, rivelando negli ultimi giorni di vita

l'interpretazione del motto AEIOU. La tomba, costruita da Niclaes Gerhaert van Leyden nella cattedrale di

Santo Stefano a Vienna, è uno dei lavori più importanti della scultura del Basso Medioevo.

Tuttavia, in qualche modo la sua politica fu sorprendentemente remunerativa. Nell'assedio di Neuss,

Federico costrinse Carlo I di Borgogna a concedere la mano di sua figlia Maria al figlio Massimiliano.

 Con l'eredità borgognona, la dinastia degli Asburgo iniziò a divenire preponderante in Europa.
In alcune piccole questioni, Federico ebbe buon partito: nel 1469 egli riuscì a stabilire il vescovato a Vienna

ed a Wiener Neustadt; in ciò avevano fallito tutti i duchi d'Austria precedenti.

 La passione per le reliquie


Federico III costruì negli anni (con non poca spesa) una vasta collezione di "sante reliquie".

Egli affermava di possedere un pezzo della croce di Cristo: lo fece incastonare nell'oro in quella che

chiamò la Croce Imperiale. Venne in possesso anche della cosiddetta Santa Lancia,

con cui il Cristo fu colpito durante la crocifissione (da notare che all'epoca vi erano in Europa

diverse lance ritenute essere quella usata per aprire il costato di Cristo). Inoltre la sua collezione

 comprendeva: l'osso del braccio di Sant'Anna, il grembiule con cui Gesù asciugò i piedi degli apostoli,

resti della mangiatoia di Betlemme, un pezzo della tovaglia dell'Ultima Cena.
Federico III riteneva che il possesso di una tale mirabile collezione gli permettesse di risparmiare

parte della pena che lo attendeva nel Purgatorio: egli stimava infatti che la sua pena sarebbe

stata diminuita di almeno 37 anni e 275 giorni.
Infine, egli affermava di possedere anche la corona, la spada e lo scettro dello stesso Carlo Magno.
 

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