Galeazzo Maria Sforza

(Fermo, 24 gennaio 1444 – Milano, 26 dicembre 1476) fu duca di Milano.

Figlio primogenito di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti, nacque a Fermo

presso la rocca del Girifalco.
In contrasto all'uso del tempo che prevedeva che al primogenito venisse assegnato

 il nome dell'avo paterno, il nome fu scelto dal nonno materno,

Filippo Maria Visconti che impose il nome Galeazzo in memoria di suo padre e il nome

 Maria in ottemperanza al voto

dello stesso, sancendo in questo modo la continuità della
casata viscontea nella giovane dinastia Sforza.
Alla morte del padre (8 marzo 1466) Galeazzo Maria si trovava in Francia alla guida di una spedizione militare inviata da Francesco Sforza in aiuto a Luigi XI Valois che era in lotta

contro i grandi feudatari capeggiati da Carlo I di Borgogna (il temerario). Galeazzo,

 richiamato in patria dalla madre, rientrò a Milano dopo un viaggio rocambolesco effettuato traversando in incognito i territori dell'ostile duca di Savoia e nel corso del quale dovette

rifugiarsi per alcuni giorni in una chiesa di Novalesa nei pressi
di Susa per sfuggire ad un agguato.
Il nuovo duca entrò a Milano il 20 marzo 1466 passando da porta Ticinese e

 in mezzo ad una folla acclamante:
i festeggiamenti per il suo ingresso erano stati preparati con sollecitudine dalla madre per mettere a tacere
coloro che osavano dubitare della legittima successione.
Nei primi anni vi fu una sorta di co-reggenza di Galeazzo Maria insieme alla madre

Bianca Maria ma, ben presto, l'eccessiva impulsività e il carattere autoritario del

giovane duca crearono attriti nel rapporto e Bianca Maria decise di allontanarsi da Milano.
Intorno al 1470 Galeazzo introdusse in Milano la nuova moneta, il Testone d'argento,

del peso di circa 10 g. Secondo gli esperti questa moneta rappresenta il passaggio dalla monetazione medievale a quella rinascimentale.
Si chiama "testone" perché riporta sul dritto il profilo del Duca.
Non privo di qualità e consapevole del diritto-dovere di abbellire la sua Milano, gli nocquero tuttavia i modi superbi e la dissolutezza della vita, che diedero esca all'invidia e alla

maldicenza. Ne risultò una congiura di nobili milanesi
già suoi amici, ai quali si aggiunsero gli avversari anche per risentimenti personali, con il probabile supporto della longa manus del re di Francia Luigi XI Valois:
il duca Galeazzo Maria cadde pugnalato per mano di Giovanni Andrea Lampugnani,
Gerolamo Olgiati, e Carlo Visconti che gli furono addosso coi rispettivi pugnali

 sulla soglia della chiesa di Santo Stefano il 26 dicembre 1476, poco prima che il

 Duca compisse i 33 anni.
Il Duca cadde immediatamente morto fra le braccia degli ambasciatori di

Mantova e di Ferrara, mentre, nel gran tumulto scoppiato nella chiesa, il Lampugnani venne subito ucciso da una guardia del Duca;
il Visconti venne catturato e successivamente messo a morte; l'Olgiati,

che riuscì a scappare dal tempio ma al quale alcuni parenti negarono l'ospitalità, venne catturato dopo alcuni giorni e, dopo terribili torture, ucciso per squartamento.
Ci sono forti indizi che il teschio di Galeazzo Maria Sforza sia quello ritrovato nella Chiesa di Sant'Andrea a Melzo durante lavori di restauro.
Il teschio, sottoposto al test del C14, risulta essere databile intorno alla meta' del '400.
Melzo era stata donata da Galeazzo Maria Sforza all'amante Lucia Marliani.
Discendenza Galeazzo Maria fu promesso sposo nel 1450 a Susanna Gonzaga che,

a causa del manifestarsi della tara ereditaria di famiglia (la gobba), fu sostituita nei patti

 con la sorella Dorotea, la quale però morì prematuramente nel 1467.
Nel 1468, contrasse matrimonio con Bona di Savoia (10 agosto 1449 - 23 novembre 1503),
dal quale nacquero quattro figli:

Gian Galeazzo Maria Sforza (10 giugno 1469 - 22 ottobre 1494);
Ermes Maria Sforza (10 maggio 1470 - 1503);
Bianca Maria Sforza (5 aprile 1472 - 31 dicembre 1510)
sposò l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo il 16 marzo del 1494;
Anna Maria Sforza (19 luglio 1473 - 30 novembre 1497)
sposò Alfonso I d'Este duca di Ferrara il 17 gennaio del 1491.

Ebbe figli illegittimi con Lucrezia Landriani:

Carlo Sforza (1458 - 9 maggio 1483);
Caterina Sforza (1463 - 1509), che divenne dapprima signora di Forlì e Imola e in seguito al
terzo matrimonio fu la madre del famoso condottiero Giovanni dalle Bande Nere;
Alessandro Sforza, signore di Francavilla (1465 - 1523), sposò Barbara dei

Conti Balbiani di Valchiavenna;
Chiara Sforza (1467 - 1531), sposata con Pietro, conte dal Verme di Sanguinetto e

signore di Vigevano;
in seconde nozze Fregosino Fregoso, signore di Novi.

E figli illegittimi nacquero da Lucia Marliani:
Galeazzo detto il contino di Melzo
Ottaviano Maria Sforza (1475 - 1545), che divenne vescovo di Lodi.