ginevra Sforza

 

 

 

alessandro Sforza

 

 

 

 

  

 

 


Sposò il maturo Sante Bentivoglio, cugino di Giovanni II Bentivoglio,
il 19 maggio 1454 presso la chiesa di San Giacomo Maggiore.

Al primo marito diede due figli:
Costanza (1458-1491), che sposò Antonmaria Pico da Mirandola;
Ercole Bentivoglio (1459-1507), condottiero, che sposò Barbara Torelli
Nel 1463 rimase vedova e l'anno dopo sposò Giovanni II,
divenendo tra l'altro sua consigliera.
Probabilmente tra i due era già nata una relazione.

 
 

 
 

 

ginevra diede al marito sedici figli, di cui cinque morirono nella prima infanzia:
-Annibale (1469-1540) che sposò Lucrezia,  figlia di Ercole I d'Este e fu signore di Bologna dal 1511 al 1512;
-Ermes (-1513)
-Alessandro (1474-1532), che sposò Ippolita Sforza;
-Camilla, monaca al Corpus Domini
-Isotta, monaca al Corpus Domini
-Francesca, sposata a Galeotto Manfredi
-Antongaleazzo, prelato
-Eleonora
-Laura, sposa di Giovanni Gonzaga
-Violante, sposa di Pandolfo IV Malatesta
-Bianca.

 

 
 

Annotazioni

 

Famiglia Bentivoglio, di Lorenzo Costa
Strinse amicizia con Gentile Budrioli,
moglie del notaio Alessandro Cimieri e studentessa all'università di Bologna,
che venne accusata di stregoneria e messa al rogo nel 1498.

 

Nel 1466 il papa Paolo II riconobbe la signoria di (Giovanni II di Bentivoglio) e gli attribuì il Vicariato papale di Bologna.

 

 
 

LA CONGIURA DEI MALVEZZI

 


Nel 1488 il clima di pace e di concordia voluto da Giovanni II fu spezzato dalla

congiura dei Malvezzi. Essi, un tempo amici,

avevano tramato per uccidere tutti i Bentivoglio.

Quando la congiura venne scoperta, la vendetta fu crudele:

i Malvezzi vennero tutti uccisi, incarcerati o esiliati. Dopo questo episodio,

nella città tornò la calma; vi furono giorni di gioia, feste, tornei,

matrimoni e liete riunioni.

Nella cappella di San Giacomo fu posta la madonna che Lorenzo Costa

 aveva dipinto tre mesi prima, come immagine votiva.

Da questo momento però Giovanni perse la fiducia

che aveva sempre avuto nei Bolognesi, non uscì più da solo e senz’armi,

 e fece costruire di fianco al palazzo una torre gigantesca,

bellissima, con ricchi e decorati ambienti,

 alla cui sommità fu posta una pesante campana.

La scossa di terremoto del 1505 la lesionò così gravemente

 che si pensò di abbatterla. Questa torre fu un segno di grandezza,

 ma allo stesso tempo di paura e insicurezza.

DOPO AVER AFFRONTATO QUELLA DEI MALVEZZI  NEL1488,

Dopo aver affrontato quella dei Malvezzi nel 1488,
nel 1501 i Bentivoglio scoprirono un'altra congiura organizzata

dalla famiglia rivale dei Marescotti.
Su consiglio di Ginevra, molti membri della famiglia furono

 uccisi per vendetta.
Nel 1505 i congiurati scampati alle stragi chiesero aiuto al papa Giulio II

il quale ordinò a Giovanni II di lasciare la città insieme alla famiglia.

Ginevra, esiliata a Parma, dove aveva trovato rifugio presso

il marchese Pallavicino,
venne scomunicata in quanto non si era allontanata sufficientemente da Bologna.
Giulio II si rifiutò sempre di riceverla, nonostante le numerose suppliche,
nel suo stesso castello di Ponte Poledrano (oggi Bentivoglio)

del quale il Papa aveva preso possesso.
A Bologna le proprietà dei Bentivoglio furono saccheggiate e

il Palazzo Bentivoglio raso al suolo.
Morì 16 maggio 1507 e il suo corpo venne sepolto in una fossa comune

nei pressi di Busseto.
L'anno dopo morì anche Giovanni.