Indice

-Biografia
-La vita e il matrimonio con Lucrezia Borgia
-Ascendenza
 

 

 

 Biografia

 

 

 

 

 


Giovanni era il figlio naturale di Costanzo I e nipote di Alessandro Sforza;
egli, dopo la morte della prima moglie, Maddalena Gonzaga,
sposò nel 1493 Lucrezia Borgia che al momento delle nozze aveva solo 14 anni.
Il loro matrimonio durò solo quattro anni, perché il padre della sposa e

signore feudale di Giovanni,
il papa Alessandro VI, mirava ad un matrimonio più cospicuo per la

propria famiglia, e perciò fece annullare il vincolo,

costringendo Giovanni a giurare
che il matrimonio non era stato consumato.
Giovanni venne quindi espulso da Pesaro da Cesare Borgia e vi poté

rientrare solo dopo la morte del duca.
Vittima della vendetta di Giovanni Sforza fu l'umanista Pandolfo Collenuccio:
partigiano di Cesare Borgia, e rifugiatosi a Ferrara da Ercole I d'Este,
venne attirato a Pesaro con la promessa che sarebbe stato risparmiato,
invece fu imprigionato, torturato e infine giustiziato senza processo (1504).
Intanto Giovanni Sforza aveva preso moglie per la terza volta con

 Ginevra Tiepolo, dalla quale ebbe un figlio, Giuseppe Maria

(che prenderà il nome di Costanzo II)
che fu signore di Pesaro in tenera età, per due anni, sotto la tutela dello zio

Galeazzo.
Questi, alla morte del ragazzo (1512), ereditò la signoria,

ma ne fu spodestato dal Papa Giulio II,
e non avendo avuto figli, i diritti passarono alla linea ducale degli

Sforza di Milano.
La sua figlia naturale, Isabella Sforza, moglie del fiorentino Cipriano del Nero,

 fu donna di lettere, autrice dei trattati Della vera tranquillità dell'animo e

Dello stato femminile.

 

 La vita e il matrimonio con Lucrezia Borgia

 

 


Il 12 giugno 1493 si celebrarono in Roma le nozze fra

Giovanni Sforza e Lucrezia Borgia,
figlia di Rodrigo Borgia Papa Alessandro VI;
furono nozze combinate generate dal desiderio del Papa di proteggere

 il Vaticano dall'imminente invasione francese per opera di Carlo VIII,
con l'aiuto delle truppe della famiglia Sforza e ignorando l'alleanza di

 Ludovico Sforza con i francesi e dal desiderio del

Cardinale Ascanio Maria Sforza Visconti di arricchire la
famiglia Sforza attraverso la dote della protetta del Papa.

 Il matrimonio durò soli quattro anni,
durante i quali Lucrezia rimase gran parte del tempo presso il padre più

che a Pesaro alla corte del marito.
Poco dopo la celebrazione del matrimonio Giovanni venne inviato

dal Papa a Pesaro e rivide Lucrezia
solo nel novembre dello stesso anno dove finalmente,
quelle che erano state sino ad allora delle nozze bianche per via

dell'acerbità di una Lucrezia tredicenne
e ancora bambina, divennero nozze ufficiali.
Nel settembre del 1494 Carlo VIII re di Francia invase l'Italia con l'intento di

spodestare il re Alfonso II di Napoli dal trono.
Mentre il Papa strinse il 14 luglio 1494 un'alleanza con il re napoletano

per proteggere il Vaticano e la stessa
Napoli dall'usurpatore, Giovanni Sforza si trovava a Urbino a spiare
per conto del duca Ludovico il Moro Guidobaldo da Montefeltro
e le forze aragonesi e facendosi figurare come sostenitore del Papa

allo stesso tempo. Carlo VIII giunse a

Napoli nel febbraio del 1495 trovando ben poca opposizione

vista la voce di crudeltà che pervase l'Italia in merito all'esercito francese e

Giovanni Sforza fece il possibile perché le sue truppe
non andassero a scontrarsi con quelle dell'invasore dimostrando

 una volta di più la mancanza di coraggio e di forza.
Si rifugiò a Pesaro millantando al Papa una spedizione in Calabria e
tenendo per se ogni stipendio concessogli dal Vaticano e dalla milizia milanese che nonostante fosse inizialmente alleata dei francesi faceva figurare al Papa tutt'altro.
Una volta proclamatosi re di Napoli Carlo VIII notò nuovi movimenti in Italia e

 avvertì il pericolo di una battaglia che fino ad allora non aveva intralciato

il suo cammino, al nord infatti Ludovico il Moro deluso dalla mancata deposizione
del Papa si stava alleando con Venezia e con la Spagna contro i francesi e

 in breve organizzarono le truppe per quella battaglia che l'Italia tutta

desiderava da tempo.
Giovanni Sforza continuò nel frattempo a fare orecchie da mercante e

 a evitare il più possibile il contatto bellico cosa che urtò molto il Papa,

che con il tempo diventò cosciente dell'inutilità
di quel genero che anzi che difendere il trono papale si occupava

degli affari suoi. Fu con tutta probabilità questo il motivo che spinse

lo stesso Papa a sciogliere il matrimonio di sua figlia
in favore di un genero più importante qualche anno dopo.
Nonostante il suo auto esilio nel maggio del 1495 Giovanni

riuscì a farsi arruolare nelle truppe della lega costituita
dai veneziani, dai milanesi e dagli spagnoli, ottenendo un cospicuo

stipendio da parte della famiglia Sforza di Milano.
Il Papa Alessandro VI non mancò però di rimproverare il genero attraverso

 lettere inviate presso di lui a Pesaro

dove in questo periodo viveva anche la figlia Lucrezia e pur di riaverla con sé

 in Vaticano permise appunto l'ingresso
di Giovanni nelle milizie milanesi sollecitando la partenza di Lucrezia

 verso Roma.
Nel marzo del 1496, dopo una lunga permanenza presso il Vaticano,

 Giovanni venne inviato dal Papa, con le truppe della Lega a Napoli per

 liberare il trono dai francesi e riconsegnarlo al figlio di Alfonso II di Napoli,
Ferdinando II di Napoli; Lo Sforza non si smentì, il 20 maggio era a

 Benevento e si teneva ben lontano dai luoghi di combattimento;

le truppe francesi caddero, ma non certo per opera sua e Giovanni dopo

essersi recato a Napoli per i festeggiamenti prese la strada di Pesaro evitando accuratamente Roma dalla quale partirono lettere su lettere da parte del Papa;
Giovanni non si spostò da Pesaro e ignorò ogni richiesta del Papa.
Dopo diversi mesi (dal maggio al dicembre del 1496) il papa non era ancora

 riuscito a far rientrare Giovanni Sforza in Vaticano fino a che

il 5 gennaio 1497 gli ordinò in maniera dura
di presentarsi entro quindici giorni presso il Vaticano attraverso una missiva.
Di malavoglia il Duca di Pesaro accettò l'invito e giunto a Roma

trovò un ambiente più sereno e meno rigido di quello che gli si era presentato

in passato; nonostante tutto però pochi mesi dopo
in tutta fretta scappò letteralmente da Roma: Lucrezia, la moglie,

architettando una serie di testimonianze da parte della sua corte lo mise

 in guardia sulla volontà del Borgia di eliminare
in qualunque modo la sua pesante presenza.
La famiglia Sforza tutta stava ormai perdendo forza in quel di Roma e

risultava un impedimento per il Borgia
che invece non desiderava altro che magnificenza e potere.
La mattina del Venerdì santo il Signore di Pesaro si recò a salutare la moglie

all'alba con banali scuse e in tutta fretta parti verso Pesaro. Non tardò ad arrivare l'indignazione del Papa e per tutta Roma
presero a girar voci riguardanti un tentato avvelenamento e altro ancora.
Ci volle poco per placare gli animi e il Alessandro VI impugnò

l'unico argomento valido che lo potesse sciogliere dallo Sforza:
la mancata consumazione del matrimonio in tre anni di vita coniugale

della figlia con Giovanni.
Fece scrivere una dichiarazione da Lucrezia in cui ella dichiarava

che mai ci fu congiunzione carnale con il marito
in tre anni di matrimonio e questo secondo le regole dettate precedentemente

 da Gregorio IX permetteva lo scioglimento del matrimonio cosicché

 Lucrezia si potesse sposare convenientemente con qualcun altro.
Dopo aver interpellato diverse volte il cugino Ludovico il Moro,

che sul finire dell'estate del 1497
per evitare inimicizie con il Papa aveva minacciato di cessare

la protezione sullo stato di Pesaro,
e Ascanio Sforza sul da farsi e aver ricevuto ripetutamente dinieghi da parte

dei parenti, il 18 novembre 1497 Giovanni Sforza,
nel palazzo comitale di Pesaro, controfirmò la dichiarazione.
Il 22 dicembre 1497 ci fu la promulgazione della sentenza di divorzio tra

Lucrezia Borgia e il conte di Pesa

Presunto ritratto di Lucrezia Borgia nella Disputa di Santa Caterina del Pinturicchio.
L'affresco si trova nell'Appartamento Borgia.
 

 

 

 

 

Giovanni Sforza

Padre:
Costanzo I Sforza

Nonno paterno:
Alessandro Sforza

Bisnonno paterno:
Giacomo Attendolo

Trisnonno paterno:
Giovanni Sforza

Trisnonna paterna:
Elisa Petraccini

Bisnonna paterna:
Lucia Terziani

Trisnonno paterno:
  ?

Trisnonna paterna:
  ?

Nonna paterna:
Costanza da Varano

Bisnonno paterno:
Pietro Gentile l da Varano

Trisnonno paterno:
Rodolfo III da Varano

Trisnonna paterna:
Contessa Costanza Smeducci

Bisnonna paterna:
Elisabetta Malatesta

Trisnonno paterno:
Galeazzo Malatesta

Trisnonna paterna:
Battista da Montefeltro

Madre:
Fiora Boni

Nonno materno:
  ?

Bisnonno materno:
  ?

Trisnonno materno:
  ?

Trisnonna materna:
  ?

Bisnonna materna:
  ?

Trisnonno materno:
  ?

Trisnonna materna:
  ?

Nonna materna:
  ?

Bisnonno materno:
  ?

Trisnonno materno:
  ?

Trisnonna materna:
  ?

Bisnonna materna:
  ?

Trisnonno materno:
  ?

Trisnonna materna:
  ?