INDICE


-Biografia
- primi anni
-Re d'Ungheria e capo dei riformatori
- Il "Re Sole di Germania"
-Le riforme
-Gli ultimi anni
- Matrimonio e discendenza
-Ascendenza
-Onorificenze
-Bibliografia
-Altri progetti

 

Biografia

I primi anni
 

L'Arciduca Giuseppe all'età di sei anni.

 


Giuseppe era il figlio maggiore dell'Imperatore Leopoldo I
e dell'Imperatrice Eleonora del Palatinato-Neuburg.
Di lui sappiamo che in gioventù ebbe un'infanzia felice data la posizione

 di trionfatore che il padre aveva assunto a partire dalla vittoria
nella Battaglia di Vienna del 1683.
Egli venne allevato come un vero e proprio principe barocco,

sviluppando un profondo interesse per la musica che lo portò sovente
ad interessarsi in prima persona alla materia come compositore.
Appassionato di caccia, al contrario di molti suoi antenati

(primo tra tutti suo padre) egli non aveva il caratteristico "mento asburgico"
e veniva descritto dagli storici coevi come un ragazzo di una bellezza innata,

con occhi azzurri e capelli biondo-ramati.
Sin da piccolo, Giuseppe I venne affidato dal padre a Karl Theodor Otto di Salm,
governante di un piccolo principato nei pressi del Reno,

di fede protestante e studioso di filosofia.

Questo fatto aveva suscitato grande scalpore,
in quanto quella era per l'appunto un'epoca in cui la chiesa stava dando

l'immagine di se stessa come di un'entità trionfante dopo le vittore politiche

della fine del XVIII secolo, e la fede protestante del nuovo tutore del

futuro imperatore preoccupò in particolare i Gesuiti, che lo accusarono di essere segretamente un giansenista.
Lo studio della politica, però, gli veniva impartito direttamente da suo padre

l'Imperatore, che cercò sempre più di ravvicinarlo agli ambienti della politica,

ancora molto giovane.

 

 Re d'Ungheria e capo dei riformatori


 

 

 

Giuseppe venne incoronato Re d'Ungheria quando aveva appena nove anni, nel 1687,
per volere del padre che lo giudicava un ragazzo intelligente e dal talento versatile.
Egli continuava intanto i propri studi, divenendo un'eccellente conoscitore di lingue straniere
come del resto era il padre. Peraltro, il suo insegnante di religione Franz Ferdinand von Rummel aveva
spinto Giuseppe I a considerare l'importanza di mantenere separata la religione dallo stato,
il che non fece altro che acuire le distanze con alcuni ambienti cattolici che arrivavano a soffocare
quasi il potere imperiale. Anche l'insegnante di storia e politica, Wagner von Wagnerfels,
lo fece propendere ad una minore influenza religiosa nelle sue decisioni politiche.
Giuseppe sapeva bene che il mantenere questo atteggiamento gli avrebbe resi invisi
molti ambienti di corte, ma riteneva che tale politica fosse da perseguire in quanto il governo di uno stato
doveva dichiararsi indipendente da una qualsiasi influenza religiosa che lo avrebbe portato
in un modo o nell'altro ad attuare ingiustizie e discriminazioni. Allo scoppio della Guerra di Successione spagnola,
venne compreso dal padre nel consiglio di guerra e
come tale partecipò alla presa della fortezza di Landau, guadagnandosi non solo la stima dei generali dell'Impero,
ma riuscendo ad ottenere alcuni privilegi di rilievo
come quello di reggere la presidenza del Consiglio dei ministri in assenza del padre.
A Vienna, però, Giuseppe I era anche il capo del partito dei riformatori
(che comprendeva personaggi del calibro del Principe Eugenio di Savoia ed altri alti ufficiali che saranno poi
i personaggi chiave delle vicende belliche dell'Austria della prima metà del XVIII secolo),
i quali auspicavano una ventata d'aria nuova sulla politica imperiale, con l'implemento dato da nuove riforme.
 

 

 Il "Re Sole di Germania"

Egli succedette alla morte del padre come Imperatore nel 1705,
e questa fu la sua opportunità di governare i domini austriaci e di essere
a capo dell'Impero durante gli anni di operato del Principe Eugenio di Savoia,
in Italia o del Duca di Marlborough in Germania e nelle Fiandre,
combattendo le armate di Luigi XIV. Durante l'intero periodo del suo regno,
l'Ungheria venne attraversata da continui conflitti a causa delle ribellioni
capeggiate da Francesco Rákóczi, che continuarono anche quando in seguito

quest'ultimo si rifugiò ad Istanbul, sotto la protezione dell'Impero Ottomano.

 

 

Maria Teresa (1745-1780)
come consorte di Francesco I (1745-1765)

Giuseppe I in abiti da

 cerimonia.

 


Durante la sua reggenza si servì apertamente dei consiglieri

che egli stesso aveva nominato,
contando sulla devozione dei suoi più fidi collaboratori soprattutto

in campo militare.
Per via dei suoi successi militari nell'ambito della Guerra di Successione

 spagnola, venne elogiato largamente anche se la sua attenzione rimaneva

prevalentemente concentrata sull'amministrazione interna dell'Austria e dei suoi

domini, divenendo presto un tipico governante dell'età barocca.
Egli si concentrò nella costruzione di opere pubbliche come il celebre

 Kärntnertortheater, riuscendo a competere con la politica di Luigi XIV di Francia

che però in quegli stessi anni stava vivendo
l'ultima fase del suo decennale governo in Francia, confronto che venne ricercato

anche nella costruzione di splendidi palazzi come quello di Schönbrunn

che arrivò ad un certo punto a competere con Versailles
benché molto diverso da quello attuale di epoca teresiana.

Egli poté raggiungere questi obbiettivi anche grazie
alla complicità di artisti come Johann Bernhard Fischer von Erlach che

 contribuì a far apparire l'Imperatore
come il "Re Sole di Germania", anche se questo fatto procurò non poche perdite

 alle casse dello stato che annualmente
investiva circa 30.000 talleri solo per mantenere le spese dei lussi della corte di

Vienna e gli oltre 300 musicisti
che erano impiegati per allietare le serate dell'Imperatore.
Sensibile al progresso ed alle scienze, Giuseppe I si interessò alla fondazione

di nuove accademie in tutto l'Impero,
garantendosi la fiducia del popolo con elargizioni ed opere pubbliche,
all'insegna del suo motto personale "Amore et timore" (con l'amore e col timore).

 

 Le riforme

 


Giuseppe I, al contrario del padre, era fermamente convinto come

abbiamo visto che anche all'Austria necessitassero profonde riforme nella

conduzione dello stato.
Egli iniziò il proprio progetto riformista proprio dal gabinetto di stato,

 ove pose persone del suo partito
e di sua fiducia, a cui si assommò la riforma dei consiglieri segreti

 che vennero ridotti da 150 a soli 33 membri,
che venivano sentiti in caso di necessità dall'Imperatore,

 il quale li riceveva suddivisi in otto piccole conferenze
anziché in un'unica seduta plenaria. L'unica obbligazione che veniva imposta

circa i membri di questi consigli è che fossero esperti nel loro campo e che

 avessero dato effettiva prova di abilità delle loro doti o che si fossero
dimostrati valenti nel campo degli affari esteri od in questioni militari.

 Il coordinatore di questo nuovo gabinetto divenne, come molti avevano previsto,

 il Principe di Salm, il quale aveva l'ordine di curarne la direzione rispondendone

direttamente all'Imperatore stesso.
Questo speciale consiglio curava inoltre i rapporti esteri con Scandinavia,

Polonia, Ungheria, Francia, Inghilterra,
Paesi Bassi, Spagna (con incluso il Portogallo), stati italiani, Svizzera,

Turchia e Russia e curava gli affari più delicati
del Sacro Romano Impero. Nel 1709, per motivi di salute e data l'età avanzata,

 il Principe di Salm si dimise dall'incarico concessogli pochi anni prima ed

aumentò ancora di più l'ingerenza dell'Imperatore negli affari di stato,
il quale pose il Principe Johann Leopold Donat von Trautson (1659-1724)

 quale successore del Principe di Salm, oltre al Principe Eugenio di Savoia

 ed al Conte di Sinzendorf, per occuparsi delle questioni politiche.
Il problema più immediato in quell'anno era di natura economica e riguardava

ovviamente le spese che l'Impero
stava sostenendo nella Guerra di Successione spagnola; la somma

 necessaria era di 27.000.000 di talleri che potevano
essere ricavati dalla tassazione, sennonché la corruzione degli esattori

si era calcolato che aveva impedito la riscossione di 9.000.000 di talleri che

 in anni così critici avrebbero aiutato le finanze
statali a sostenere le spese belliche con più facilità.

Si iniziò così una dura lotta all'evasione fiscale che andò a
colpire soprattutto le grandi città come Vienna ove il fenomeno era

alquanto diffuso.
D'altro canto, si pensò di inserire un'"accisa universale",

una tassa da devolvere a favore dello stato che colpisse
tutti i ceti sociali indifferentemente di modo che tutti potessero contribuire

al benessere dello stato nella loro misura
che però venne accolta positivamente solo dalla Slesia dove l'influenza

dell'Imperatore e dei suoi ministri era particolarmente forte.
Il punto forte della sua politica economica si basò quindi essenzialmente sulla

 detenzione delle tasse presentie sulla proposta
di nuove tasse che andarono a colpire persino il clero che venne obbligato

a dare il proprio "contributo volontario"
che venne devoluto pro forma all'Imperatore come forma di omaggio,

così da garantire che tutti
(salvo incappare in questioni di mancanza di rispetto)

dovessero versare questa tassa formale.
Questa politica ebbe un enorme successo e Giuseppe nel 1708 poté registrare

delle entrate per la corona variabili tra i 16 e i 17 milioni di talleri.
Le tasse vennero estese anche ai territori della Baviera occupata dalle truppe imperiali,
il che fruttò ancora una cifra variabile dagli 1,2 agli 1,5 milioni di talleri annui.
Altri 4-5 milioni di talleri pervennero dall'occupazione della Lombardia,
di modo che il governo riuscì a cancellare i suoi debiti che aveva contratto

 in precedenza con molti banchieri tedeschi.
Altra lotta per la quale Giuseppe I si batté alacremente fu quella alla tradizione

 del feudalesimo delle terre coltivate.
Egli riteneva infatti che un aspetto così medioevale era indegno di coesistere

 nella società moderna e dinamica alle porte
del Settecento e che fosse necessario stroncare questo abuso compiuto

sulle terre coltivate. A partire dal 1709 fu lo stesso Giuseppe I a pubblicare

un decreto che smosse gli interessi circa questa problematica,
attirandosi ad ogni modo le critiche dei proprietari terrieri dell'aristocrazia austriaca

che non intendevano cedere i loro secolari ed assodati privilegi a favore delle

nuove idee dell'Imperatore. Giuseppe I,
ad ogni modo, decise di prendere le redini dell'iniziativa e provò con un

 piccolo esperimento: le terre agricole dei ducati di Liegnitz, Brieg e Wohlau

vennero divise tra i coltivatori dell'area:
questo provò che in un anno, non solo le produzioni erano aumentate,

ma si erano anche diversificate, il che lo fece osannare dalla popolazione

che inviò numerose delegazioni a corte per implorare l'Imperatore
affinché facesse cessare per sempre il feudalesimo visti i risultati positivi

della sua politica agricola.

Eugenio di Savoia, uno dei più fervidi collaboratori ed amici

dell'Imperatore Giuseppe I.
 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Gli ultimi anni

Tomba di

Giuseppe I nella Cripta dei Cappuccini di Vienna.
 

 


Nella primavera del 1711 una terribile epidemia di morbillo investì l'Austria e
lo stesso imperatore ne rimase afflitto, ma dalla quale sembrò riprendersi

abbastanza bene.
Il tracollo iniziò l'8 aprile di quello stesso anno quando l'Imperatore si trovava

a caccia nella foresta viennese, quando ad un tratto i segni della sua malattia

 apparvero evidenti. L'Imperatore morì il 17 aprile.
Con la sua morte, non avendo egli avuto eredi maschi,

 il trono passò a suo fratello Carlo, che venne designato in un primo momento

 al trono di Spagna col nome di Carlo III, che divenendo imperatore
avrebbe dovuto riunire le due corone sotto lo scettro austriaco.

La figlia maggiore di Giuseppe I, Maria Giuseppa,
avanzò delle pretese di successione, ma i tempi non erano ancora maturi

per una successione femminile che anche
nell'inevitabile caso della figlia di Carlo, Maria Teresa, scatenerà addirittura

una guerra di successione.
Per sua volontà testamentaria, l'Imperatore lasciò 500.000 talleri all'amante,

Marianne Pallfy.
Sua figlia Maria Giuseppa aveva sposato il futuro principe elettore

Federico Augusto II di Sassonia, mentre l'altra sua figlia, Maria Amalia,

sposò Carlo Alberto di Baviera, principe elettore,
il quale scatenerà la Guerra di Successione austriaca avanzando pretese

al trono imperiale e riuscendo egli stesso a farsi incoronare per tre anni

col nome di Carlo VII.
Dopo le esequie, l'Imperatore venne sepolto il 20 aprile 1711 nella

 Kapuzinergruft di Vienna, dove ancora oggi la sua salma riposa,

nel sarcofago n.35, scolpito da Johann Lucas von Hildebrandt,
decorato con illustrazioni delle differenti battaglie della Guerra di Successione

 spagnola che aveva caratterizzato
la vita e il governo stesso di Giuseppe I.

 Matrimonio e discendenza


Nel 1699, Giuseppe sposò Guglielmina Amalia, figlia del duca Giovanni Federico di Brunswick-Lüneburg e di Benedetta Enrichetta del Palatinato.

 

La coppia ebbe tre figli:
Maria Giuseppa (8 dicembre 1699 - 17 novembre, 1757). Sposò Augusto III di Polonia;
Leopoldo Giuseppe (29 ottobre 1700 - 4 agosto 1701);
Maria Amalia (22 ottobre 1701 - 11 dicembre 1756). Sposò Carlo VII di Baviera.

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Giuseppe I d'Asburgo Padre:
Leopoldo I d'Asburgo
Nonno paterno:
Ferdinando III d'Asburgo
Bisnonno paterno:
Ferdinando II d'Asburgo
Trisnonno paterno:
Carlo II d'Austria
Trisnonna paterna:
Maria Anna di Baviera
Bisnonna paterna:
Maria Anna di Baviera
Trisnonno paterno:
Guglielmo V di Baviera
Trisnonna paterna:
Renata di Lorena
Nonna paterna:
Maria Anna di Spagna
Bisnonno paterno:
Filippo III di Spagna
Trisnonno paterno:
Filippo II di Spagna
Trisnonna paterna:
Anna d'Austria
Bisnonna paterna:
Margherita d'Austria-Stiria
Trisnonno paterno:
Carlo II d'Austria
Trisnonna paterna:
Maria Anna di Baviera
Madre:
Eleonora del Palatinato-Neuburg
Nonno materno:
Filippo Guglielmo del Palatinato
Bisnonno materno:
Wolfgang Guglielmo del Palatinato-Neuburg
Trisnonno materno:
Filippo Luigi del Palatinato-Neuburg
Trisnonna materna:
Anna di Jülich-Kleve-Berg
Bisnonna materna:
Maddalena di Baviera
Trisnonno materno:
Guglielmo V di Baviera
Trisnonna materna:
Renata di Lorena
Nonna materna:
Elisabetta Amalia d'Assia-Darmstadt
Bisnonno materno:
Giorgio II d'Assia-Darmstadt
Trisnonno materno:
Luigi V d'Assia-Darmstadt
Trisnonna materna:
Maddalena di Brandeburgo
Bisnonna materna:
Sofia Eleonora di Sassonia
Trisnonno materno:
Giovanni Giorgio di Brandeburgo
Trisnonna materna:
Maddalena Sibilla di Hohenzollern

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