Indice

-Biografia
-I primi anni
- La Prima Guerra contro l'Impero Ottomano
-Le guerre contro la Francia
-Problemi interni
-Successi contro i turchi e in Ungheria
-Il Sacro Romano Impero
-Riforme, arte, cultura
-Matrimoni e figli
-Ascedenza
 

Biografia
I primi anni

 


Destinato alla vita ecclesiastica, vista la sua posizione di fratello minore

dell'erede al trono, Leopoldo ricevette una buona educazione,
ma le sue prospettive di carriera cambiarono radicalmente alla morte del

fratello maggiore Ferdinando IV,
deceduto il 9 luglio 1654 a causa di morbillo, che rese Leopoldo erede

del padre.
Leopoldo era fisicamente basso e costantemente ammalato,
e per di più aveva ereditato il caratteristico Labbro sporgente degli Asburgo,
che tendeva ad afflosciarsi verso il basso. Di carattere era freddo, riflessivo e

flemmatico.
Leopoldo I. Ritratto di Guido Cagnacci, (1657/1658).
Nel 1655 venne eletto re d'Ungheria e nel 1656 divenne re di Boemia,
1657 re di Croazia e nel luglio 1658, a più di un anno di distanza dalla morte del padre,
venne eletto imperatore a Francoforte, malgrado gli intrighi del cardinale Giulio Mazzarino,
che intendeva porre sul trono imperiale l'elettore Ferdinando Maria di Baviera o
qualche altro principe che avesse potuto precludere il trono agli Asburgo.

Mazzarino, ad ogni modo, ottenne dal nuovo monarca la promessa che l'Impero

non avrebbe sostenuto la Spagna, in guerra con la Francia,

 la quale aveva già preso le proprie contromisure,
realizzando una confederazione di principi tedeschi, detta Confederazione del Reno
(da non confondere con l'omonima Confederazione del Reno di epoca napoleonica),
che avrebbe assicurato alla Francia una certa influenza negli affari di stato

 del Sacro Romano Impero.
Il lungo regno di Leopoldo coprì uno dei periodi più ricchi di avvenimenti

 della storia europea; per tutti i suoi 47 anni di reggenza fu costantemente in guerra

 con Luigi XIV di Francia, il quale era per carattere una persona dominante

che riuscì il più delle volte a surclassare la figura di Leopoldo.
L'Imperatore stesso non era un tipico uomo d'armi, e non guidò mai personalmente l

e proprie truppe
(anche se viene ritratto in molti quadri alla testa del proprio esercito);
trascorse gran parte della propria vita pubblica nel tentativo di riappacificare i vari stati.
Il primo fu la Svezia, il cui re Carlo X si era alleato con il principe di Transilvania,
Giorgio II Rákóczi, un vassallo ribelle della corona ungherese.

 

 La Prima Guerra contro l'Impero Ottomano

 

Leopoldo I d'Asburgo
Questa guerra, retaggio dei predecessori,

venne combattuta da Leopoldo al fianco del Regno di Polonia
sino alla firma della Pace di Oliva nel 1660.

 Non molto tempo dopo la firma del trattato, però,
l'Impero Ottomano tentò di interferire negli affari di governo della Transilvania,
un distretto ungherese non retto dagli Asburgo attraverso vassallaggio

 del principe locale, e questo intervento portò alla guerra austro-turca del 1663.
A causa della conclamata inferiorità numerica delle proprie truppe rispetto

 all'agguerrito esercito turco
guidato dal gran visir Fazil Ahmed Köprülü l'imperatore Leopoldo I,
nell'inverno 1663, chiese aiuto ai principi tedeschi con una convocazione personale

della Dieta di Ratisbona e poi all'intera Europa.
La perdita della fortezza di Nové Zámky ed i susseguenti saccheggi fino

 al territorio moravo da parte dei turchi portarono ad un generale sostegno europeo

 all'imperatore. Bavaresi, brandeburghesi e sassoni offrirono un esercito e persino

 il tradizionale rivale europeo Luigi XIV,
nella sua qualità di protettore dei confini del Reno, inviò un corpo forte di 5.000 effettivi.
Nell'agosto del 1664 il generale imperiale, Raimondo Montecuccoli,
ottenne una rimarchevole vittoria nella battaglia di San Gottardo.
Con la pace di Eisenburg l'Imperatore firmò la fine del conflitto con il sultano ottomano

 Mehmet IV, con una clausola di non belligeranza per i 20 anni a venire,
garantendo ad ogni modo a quest'ultimo favorevoli condizioni,
la qual cosa fu molto sgradita all'alta nobiltà ungherese ed a quella croata,
che percepirono questo comportamento dell'imperatore come un tradimento

ed iniziarono contro di lui un movimento cospiratorio.

Leopoldo reagì con estrema durezza,mandando a morte il principale esponente

della sollevazione il magnate Ferenc II Nádasdy.

 

 

 Le guerre contro la Francia

 

La Ratifica del Trattato di Münster

 

 

 


La Ratifica del Trattato di Münster, una delle fasi più significative

 della Pace di Vestfalia.

Dopo diversi anni di pace, la guerra scoppiò nuovamente tra

Francia ed Impero.
La politica aggressiva perseguita da Luigi XIV verso le

 Province Unite aveva attirato
l'attenzione di tutta l'Europa, conoscendo le mire espansionistiche

del Re di Francia.
Sebbene Luigi XIV avesse stretto un'alleanza con molti principi tedeschi

 ed avesse incoraggiato i turchi nei loro attacchi contro l'Austria, in un primo tempo l'Imperatore non prese posizioni sulla questione.
Egli aveva un'amicizia personale con Luigi,

con il quale era peraltro imparentato strettamente e
col quale aveva anche discusso la partizione delle terre della monarchia spagnola;
nel tentativo di scongiurare il conflitto, nel 1671 i due monarchi firmarono

 un trattato di neutralità.
Nel 1672, ad ogni modo, Leopoldo I venne forzato ad entrare in guerra.
Egli si pose in difesa dell'Olanda nell'ambito della Guerra Franco-Olandese;
successivamente, quando la lega di difesa collassò per la

defezione dell'Elettore di Brandeburgo,
venne costituita una più duratura Quadruplice Alleanza,

 formata con gli stessi propositi della precedente,
includendo al fianco dell'Imperatore, il Re di Spagna e molti principi tedeschi,
il che fece riprendere le ostilità. A quel tempo, 25 anni dopo la Pace di Vestfalia,
l'Impero era virtualmente una confederazione di stati in mano a diversi principi,
e risultava quindi molto difficile per il suo capo, l'Imperatore,
condurre una qualsiasi guerra con vigore e successo,

 dal momento che molti di questi principi
erano alleati coi nemici o altri semplicemente non intendevano supportare l'Impero.
Questa fase, che perdurò sino al 1678, fu totalmente sfavorevole agli imperiali e
le condizioni della Pace di Nimega furono prevalentemente a favore della Francia.

 

 Guglielmo III d'Orange.

Guglielmo III d'Orange

 


Ad ogni modo, immediatamente dopo la firma della pace,
Luigi XIV riprese le proprie aggressioni sulla frontiera tedesca.
Impegnato in seri conflitti in Turchia, l'Imperatore non era in grado

di muovere in breve tempo le proprie truppe da un capo all'altro dell'Europa,

e preferì perciò aderire alla Lega d'Associazione
che si costituì contro la Francia nel 1682 e che venne approvata a Ratisbona

due anni più tardi.
Nel 1686 l'Imperatore ed altri principi imperiali diedero vita alla Lega di Augusta,
con l'intento di far rispettare i termini delle paci di Vestfalia e Nimega.
L'interesse di tutta l'Europa era però focalizzato in quel momento su quanto

 stava accadendo in Inghilterra, e le tensioni continuarono sino al 1688,

quando Guglielmo III d'Orange ottenne
con una rivoluzione la corona d'Inghilterra e Luigi XIV invase la Germania.
Nel maggio del 1689 venne fondata la Grande Alleanza, che includeva l'Imperatore,
i re d'Inghilterra, Spagna e Danimarca, l'Elettore di Brandeburgo e altri principi,
soprattutto dell'Europa dell'Ovest, in funzione anti-francese.
Questa campagna fu in generale favorevole agli alleati e nel settembre

del 1697 Inghilterra,
Spagna e Province Unite imposero alla Francia la Pace di Rijswijk.
In un primo momento Leopoldo si rifiutò di aderire a questo trattato,

 dal momento  che riteneva
che i propri alleati avessero in parte danneggiato i suoi interessi,
ma il mese successivo si acconsentì che numerosi territori di confine passassero
dalla Francia alla Germania. La pace con la Francia durò per circa due anni,
sin quando l'Europa non venne coinvolta nella Guerra di Successione spagnola.
Il Re di Spagna, Carlo II, era un Asburgo discendente ed imparentato per matrimonio
con la linea austriaca della famiglia, e un simile legame lo faceva imparentare

con la casata reale di Francia.
Egli era senza eredi e già in vita molti stati europei avevano tentato di

 realizzare una pacifica divisione dei suoi domini. Leopoldo si era però rifiutato

di consentire una qualsiasi partizione
del regno e quando, nel novembre del 1700,

Carlo morì lasciando la corona a Filippo di Borbone,
nipote di Luigi XIV, tutte le speranze di pace tra Francia ed impero
vennero vanificate. Sotto al guida di Guglielmo III si costituì una potente lega

con l'intento di rinnovare
gli obbiettivi della Grande Alleanza in funzione anti-francese;
l'Imperatore era un membro fondamentale di questa lega, e nel 1703 egli decise

 di trasferire i propri diritti sulla corona spagnola al proprio secondo figlio,
l'Arciduca Carlo. La prima parte di questa nuova guerra non fu favorevole

agli imperialisti, ma la sconfitta definitiva venne scongiurata dalla vittoria della

 Battaglia di Blenheim,
combattuta prima che Leopoldo morisse il 5 maggio 1705.

 

 

Difficolta di Governo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    
Nel governo delle proprie terre, Leopoldo trovò molte difficoltà in Ungheria,
che in parte furono causate dalla sua volontà di combattere il protestantesimo.
Nel 1671 venne repressa una rivolta popolare e per molti anni l'Ungheria

venne trattata con estrema severità dal governo di Vienna. Nel 1681,

dopo un'altra rivolta, vennero abolite molte tasse e venne adottata una politica

meno repressiva, ma questo non impedì agli ungheresi di rivoltarsi nuovamente.
Appoggiando la causa dei ribelli, il sultano Mehmet IV,
allo scadere dei termini previsti dal trattato di pace di Eisenburg,
dichiarò una nuova guerra contro l'impero asburgico.
Egli inviò un enorme esercito contro l'Austria nel 1683,
agli ordini del Gran Vizir Kara Mustafa, con l'obiettivo di occupare Vienna.
Nella sua rapida avanzata l'esercito turco raggiunse le mura della capitale imperiale,
che venne assediata da luglio a settembre, mentre Leopoldo, abbandonatala,

si era rifugiato a Passavia. Comprendendo, seppur in ritardo, la gravità della questione,
molti principi tedeschi, tra cui gli elettori di Sassonia, risolsero di rinsanguare con dei loro contingenti
l'esercito imperiale, guidato dal cognato dell'Imperatore, il Duca Carlo V di Lorena.
 

 

 

 Leopoldo I e Giovanni III di Polonia nella Battaglia di Vienna.
Successi contro i turchi e in Ungheria

Battaglia di Vienna

Il 12 settembre 1683 le armate imperiali, guidate dal re di Polonia Giovanni Sobieski,
riuscirono a sbaragliare quelle del sultano e nella battaglia di Vienna la capitale

 fu salvata.
Le forze imperiali divennero rapidamente vincitrici sul campo (sul quale ebbe

 il battesimo del fuoco il principe Eugenio di Savoia), proseguendo

di vittoria in vittoria, tra cui quelle di Mohács nel 1687,
di Slankamen nel 1691 e di Zenta nel 1697.
Nel gennaio del 1699 il sultano Mustafa II firmò la pace di Karlowitz con la quale

riconobbe la sovranità degli Asburgo sull'Ungheria.

Prima della conclusione della guerra,
ad ogni modo, Leopoldo aveva preso misure per rafforzare le proprie armate.
Nel 1687, il Parlamento ungherese, a Bratislava (a quel tempo chiamata Presburgo)
cambiò la costituzione, ammettendo il diritto di successione per gli Asburgo

ed in particolare per il figlio maggiore dell'Imperatore,

 l'Arciduca Giuseppe che venne incoronato re ereditario d'Ungheria.

 Il Sacro Romano Impero

 


Durante il regno di Leopoldo I vennero apportate importanti modifiche alla

costituzione dell'Impero
Nel 1663, la dieta imperiale giunse alla parte finale della propria esistenza,
e venne costituita in un corpo parlamentare permanente a Ratisbona.

Nel 1692, il Duca di Hannover venne elevato al rango di Elettore,

 divenendo il nono membro del collegio elettorale dell'Imperatore.
Nel 1700, Leopoldo I, grato per l'assistenza recata nella
guerra contro la Francia, garantì il titolo di re di Prussia all'Elettore di Brandeburgo.
Il risultato di questi cambiamenti fu più che altro quello di indebolire il potere
dell'Imperatore sul Sacro Romano Impero, incrementandone invece

il ruolo di reggente in Austria, Ungheria e Boemia. Leopoldo fu il primo a

realizzare questo stato delle cose ed a prendere efficaci
contromisure per tentare di mantenere il potere,

premiando giustamente i meritevoli.

 

 

 

 

 

 

 

 Riforme, arte, cultura

 


Leopoldo si schierò a favore dell'industria e dell'educazione, e durante i suoi ultimi anni,
egli mostrò una notevole abilità politica in questi campi. Pur considerandosi un monarca assoluto,
egli si dimostrò tenace verso i propri diritti. Influenzato fortemente da
i Gesuiti, fu uno strenuo sostenitore della controriforma.
Personalmente non aveva una particolare inclinazione per la vita militare,
preferendo a questa gli esercizi all'aria aperta,
come la caccia o l'equitazione; aveva anche gran gusto per l'arte e per la musica,
con la quale compose molti "Oratori" e "Suites" di danza.

Nel 1660 compose l'oratorio Il sacrifizio d'Abramo che ebbe la prima assoluta il 26 marzo a Hofburg,
nel 1664 l'opera La simpatia nell'odio, ovvero Le Amazoni amanti in Vienna,
il 29 marzo 1668 Il lutto dell'universo con il libretto di Francesco Sbarra a Wiener Neustadt
ed il 12 aprile 1675 L'ingratitudine rimproverata con il libretto di Nicolò Minato a Vienna.

 

 

 Matrimoni e figli

 

 


Nel 1666 Leopoldo I sposò sua nipote, Margherita Teresa d'Asburgo (1651 - 1673),
figlia del re Filippo IV di Spagna. Margherita Teresa è la bionda principessa

raffigurata da Diego Velázquez nel suo capolavoro, "Las Meninas".
La meravigliosa serie di ritratti di Velázquez dell'amata principessa nei vari stati
della sua fanciullezza vennero inviati dalla corte di Madrid a Leopoldo,
il quale seguiva da Vienna, passo dopo passo, la crescita della fidanzata.
Questa stupenda ragazza, divenne sua moglie all'età di 15 anni.
Ella diede alla casata d'Asburgo quattro eredi per poi morire alla sola età di 22 anni,

 lasciando Leopoldo in un grande sconforto, dal momento che egli l'amava veramente.
 

Margherita Teresa d'Asburgo in uno dei quadri del Velazquez che giunsero alla corte di Vienna

Figli della coppia furono:

Ferdinando Venceslao (1667 - 1668), Arciduca d'Austria;
Maria Antonia (1669 - 1692), Arciduchessa d'Austria ed erede presunta della monarchia spagnola,
la quale sposò l'Elettore Massimiliano II Emanuele di Baviera.
Essi furono i genitori di Giuseppe Ferdinando Leopoldo di Baviera, principe delle Asturie;
Giovanni Leopoldo (1670), arciduca d'Austria;
Maria Anna (1672), arciduchessa d'Austria.

Leopoldo I si risposò con l'arciduchessa Claudia Felicita d'Austria, erede del Tirolo.
Anch'ella morì all'età di 22 anni il 2 settembre 1676.
È oggi sepolta nella cripta della chiesa dei Domenicani di Vienna. Morirono in tenera età anche le due figlie della coppia:
Anna Maria Sofia (1674);
Maria Giuseppina Clementina (1675 - 1676).

Terza moglie di Leopoldo fu Eleonora-Maddalena del Palatinato-Neuburg,
principessa del Palatinato, da cui ebbe i seguenti figli:
Giuseppe, poi imperatore con il nome di Giuseppe I (1678 - 1711);
Cristina (1679 - 1679), arciduchessa d'Austria;
Maria Elisabetta (1680 - 1741), arciduchessa d'Austria, Governatrice dei Paesi Bassi austriaci;
Leopoldo Giuseppe (1682 - 1684), arciduca d'Austria;
Maria Anna (1683 - 1754), arciduchessa d'Austria, sposò re Giovanni V del Portogallo;
Maria Teresa (1684 - 1696), arciduchessa d'Austria;
Carlo, poi imperatore con il nome di Carlo VI (1685 - 1740);
Maria Giuseppa (1687 - 1703), arciduchessa d'Austria;
Maria Maddalena (1689 - 1743), arciduchessa d'Austria;
Maria Margherita (1690 - 1691), arciduchessa d'Austria.

 

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Leopoldo I d'Asburgo Padre:
Ferdinando III d'Asburgo
Nonno paterno:
Ferdinando II d'Asburgo
Bisnonno paterno:
Carlo II d'Austria
Bisnonna paterna:
Maria Anna di Wittelsbach
Nonna paterna:
Maria Anna di Baviera (1574-1616)
Bisnonno paterno:
Guglielmo V di Baviera
Bisnonna paterna:
Renata di Lorena
Madre:
Maria Anna di Spagna
Nonno materno:
Filippo III di Spagna
Bisnonno materno:
Filippo II di Spagna
Bisnonna materna:
Anna d'Asburgo (1549-1580)
Nonna materna:
Margherita d'Austria-Stiria
Bisnonno materno:
Carlo II d'Austria
Bisnonna materna
Maria Anna di Wittelsbach

Predecessore Imperatore del Sacro Romano Impero
Re in Germania
Successore
Ferdinando III 1658 - 1705 Giuseppe I
Predecessore Re d'Ungheria, Boemia, Croazia e Slavonia Successore
Ferdinando IV 1654 -1705 Giuseppe I
Predecessore Arciduca d'Austria Successore
Ferdinando III 1658 - 1705 Giuseppe I
Predecessore Arciduca dell'Austria Anteriore, Conte del Tirolo Successore
Sigismondo Francesco 1665 - 1705 Unito all'Arciducato d'Austria
Predecessore Duca di Teschen Successore
Ferdinando III 1657 - 1705 Giuseppe I
Predecessore Principe di Transilvania Successore
Michael II Apafi 1692 -1705 Giuseppe I