Indice


-Biografia
-Granduca di Toscana
-Pietro Leopoldo imperatore
-Discendenza
-Ascendenza
 

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 Biografia

Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana (a sinistra),
e Giuseppe II Imperatore durante un soggiorno a Roma in un ritratto di Pompeo Batoni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Granduca di Toscana

Nono dei 16 figli di Maria Teresa d'Asburgo e dell'imperatore

 Francesco I di Lorena, era il secondo maschio per cui, come dai patti dinastici

stabiliti dopo l'estinzione della famiglia Medici,
ottenne la corona di Toscana, che era separata e indipendente da quella d'Austria,

sebbene, ovviamente, alleata.
A differenza del suo predecessore,

 il primo granduca di Toscana degli Asburgo-Lorena Francesco Stefano,
egli si stabilì a Firenze e iniziò con zelo un programma di riforma ad ampio raggio,
facendo di uno stato marginale nel contesto delle potenze europee un paese

 moderno e all'avanguardia sotto molti aspetti.

 Fu un chiaro esempio di "sovrano illuminato" e
le sue riforme si contraddistinsero per una propensione agli scopi pratici

più che a quelli teorici.
Nella sua opera riformatrice si avvalse di importanti funzionari come

Giulio Rucellai,Pompeo Neri, Francesco Maria Gianni, Angelo Tavanti.
Il granduca avviò una politica liberista raccogliendo l'appello di

Sallustio Antonio Bandini del quale
fece pubblicare l'inedito Discorso sulla Maremma,
promuovendo la bonifica delle aree paludose nella Maremma e

nella Val di Chiana e favorendo
lo sviluppo dell'Accademia dei Georgofili.
Introdusse la libertà nel commercio dei grani abolendo i vincoli annonari che

bloccavano le colture cerealicole ma l'avvenimento capitale fu, dopo tanti secoli,
la liquidazione delle corporazioni di origine medievale,
ostacolo principale per un'evoluzione economica e sociale dell'attività industriale.
Introdusse poi la nuova tariffa doganale del 1781,

 in base alla quale vennero aboliti tutti i divieti assoluti,
che furono sostituiti da dazi protettivi, tenuti, del resto,
a un livello molto basso in confronto a quelli allora in vigore.
La trasformazione del sistema fiscale fu da Pietro Leopoldo intrapresa
fin dai suoi primi anni di regno e nel 1769 venne abolito l'appalto generale e
iniziata la riscossione diretta delle imposte. Esitante si rivelò invece il sovrano

fra la politica di Tavanti, che fino al 1781 attraverso il catasto,

 intendeva prendere la proprietà fondiaria come termine di misura per
l'imposizione fiscale e, dopo la morte di Tavanti,
nel 1781, quella di Francesco Maria Gianni, suo maggiore collaboratore

dal quel momento, che concepiva un piano di eliminazione del debito pubblico

attraverso la vendita dei diritti fiscali che lo stato aveva sulla terra dei sudditi.
Si sarebbe poi passati a un sistema fondato esclusivamente

sull'imposizione indiretta; operazione questa che, iniziata nel 1788,

 non era ultimata nel 1790 quando Leopoldo divenne imperatore.
Riformò certi aspetti della legislazione toscana ma il suo maggior progetto,
la redazione di un nuovo codice, che Pompeo Neri avrebbe dovuto realizzare,
non giunse a termine per la morte del Neri stesso, mentre i progetti di

costituzione non ebbero seguito a
causa della sua partenza per Vienna.
In campo ecclesiastico Pietro Leopoldo si ispirò ai principi del giurisdizionalismo,
sopprimendo i conventi e abolendo i vincoli di manomorta.
Inoltre la Toscana si volse religiosamente verso il Giansenismo,
rappresentato dal vescovo di Pistoia Scipione de Ricci,
tanto che il granduca gli fece organizzare un sinodo a Pistoia nel 1786 per riformare
l'organizzazione ecclesiastica toscana secondo i principi giansenisti.
Il programma uscito da questo sinodo, riassunto in 57 punti e frutto dell'intesa con

Pietro Leopoldo, interessava gli aspetti patrimoniali e culturali e affermava

 l'autonomia delle
Chiese locali rispetto al papa e la superiorità del Concilio,
ma le forti opposizioni del clero (tra cui spiccava l'arcivescovo

di Firenze Antonio Martini) e
del popolo lo convinsero a rinunciare a questa riforma.
Nel periodo 1779-1782 Pietro Leopoldo avviò un progetto costituzionale che
continuò ulteriormente nel 1790 per fondare i poteri del sovrano secondo

 un rapporto contrattualistico.
Anche questa politica però suscitò forti opposizioni, e il granduca,
che proprio in quell'anno saliva al trono imperiale fu costretto a rinunciarvi.
Ma la riforma più importante introdotta da Pietro Leopoldo fu l'abolizione

degli ultimi retaggi giuridici medievali: in un colpo solo abolì il reato di lesa maestà,

la confisca dei beni, la tortura e, cosa più importante, la pena di morte grazie

al varo del nuovo codice penale del 1786
(che prenderà il nome di Riforma criminale toscana o Leopoldina).
La Toscana sarà quindi il primo stato nel mondo ad adottare i principi di

Cesare Beccaria,
il più importante illuminista italiano che nella sua opera Dei delitti e delle pene invocava appunto l'abolizione della pena capitale.

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 Pietro Leopoldo imperatore

Allegoria in cui Leopoldo II riceve la corona imperiale
 

 

 

 

 

 

 

Leopoldo II e la sua famiglia nel 1776.
 

 

 

 

 

 


Leopoldo, durante la sua reggenza sulla Toscana,
aveva dimostrato una tendenza a speculare per garantire allo stato una costituzione.
Nel 1790 egli ereditò il trono imperiale alla morte del fratello Giuseppe II,
e iniziò a preoccuparsi attivamente delle innovazioni introdotte
da questi pur contrastando alcuni ideali del precedente governo.
Egli riconobbe gli stati di governo quali "colonne della monarchia",
pacificò ungheresi e boemi e acquietò gli insorgenti dei Paesi Bassi austriaci
(attuale Belgio) con diverse concessioni.
Quest'ultima prova però ebbe esito negativo e Leopoldo II fu costretto a far
marciare le proprie truppe nel paese per ristabilire l'ordine e l'autorità austriaca.
Egli continuò ad ogni modo a sostenere che nessuna bolla papale potesse

essere pubblicata entro i suoi domini senza il regio assenso (placetum regium).
Per placare altre incombenze create dal regno del fratello,
egli dovette emanare un decreto il 9 maggio 1790 che forzava centinaia di

 servi boemi liberati dal fratello a tornare in servitù dei loro vecchi padroni.
Malgrado questi inconvenienti, il suo regno fu sostanzialmente un periodo

contraddistinto da una pacificazione generale dell'Impero, anche se bisogna

 ammettere che il risultato non fu strabiliante e riformatore come in Toscana,
data forse anche la breve durata del suo governo che fu di appena due anni.
I crescenti disordini rivoluzionari in Francia misero a repentaglio la vita di

sua sorella Maria Antonietta, regina di Francia,

che venne in seguito ghigliottinata nel 1793 assieme al marito Luigi XVI.
Egli si prodigò in prima persona per evitare che la rivoluzione uscisse

 dai confini francesi, inviando al governo francese appelli appassionati per tentare

di salvare le sorti del regno e quando questo non fu più possibile si rivolse

direttamente ai realisti inneggiando alla presa delle armi contro i rivoluzionari.
Dall'Est egli dovette fronteggiare l'ambizione della zarina Caterina II di Russia e
la politica senza scrupoli della Prussia. La stessa Caterina, del resto,
era deliziata dal vedere Austria e Prussia imbarcarsi in una crociata contro la
Rivoluzione Francese con l'intento, mentre le due potenze erano occupate

 oltre il Reno, di annettere alla Russia anche la Polonia e concludere altre

conquiste a sfavore dell'Impero Ottomano.
Leopoldo II fu accorto e non dovette far fatica a immaginare il piano della

 zarina di Russia, il che lo fece desistere dal reagire violentemente e

repentinamente contro la Francia.
Ad appena sei mesi dall'ascesa al trono,

Leopoldo II concluse fruttuosi accordi
con l'Inghilterra in funzione anti-russa e non appena fu sicuro del supporto

della Gran Bretagna, fu in grado di pensare alla Prussia. Essendo in rapporti

 personali  con Federico Guglielmo II, decise di incontrarlo a Reichenbach

 nel luglio del 1790, concludendo un accordo che
(dato il periodo storico particolarmente negativo), portò la Prussia a venire

a un compromesso con l'Impero, fatto che spinse anche la Russia a rinunciare

ai propri progetti di annessione.
L'incoronazione di Leopoldo a re d'Ungheria ebbe luogo

 il 15 novembre 1790 a Presburgo, ma venne preceduta da un decreto

col quale egli riconosceva la superiorità dei magiari su altri popoli.
Nell'agosto del 1791, inoltre, egli siglò la pace di Sistova che segnava la fine

del conflitto iniziato da suo fratello Giuseppe II
con l'Impero Ottomano e che egli riteneva superfluo data la situazione in cui

l'Europa era andata trovandosi.
La pacificazione dei domini ad est, consentì quindi all'Imperatore di concludere

accordi amichevoli con Inghilterra e Paesi Bassi.

 Discendenza


Leopoldo II sposò il 5 agosto 1765 a Innsbruck l'infanta di Spagna Maria Luisa di Borbone-Spagna (1745-1792), figlia del re Carlo III di Spagna, dalla quale ebbe sedici figli:

Maria Teresa Giuseppa (1767–1827) sposata nel 1787 al re Antonio Clemente di Sassonia;

Francesco II (1768–1835), imperatore del Sacro Romano Impero fino al 1806, quindi imperatore d’Austria con il nome di Francesco I.

Rimase vedovo tre volte e si risposò ogni volta. Sposò:
nel 1788 la principessa Elisabetta Guglielmina di Württemberg, figlia del duca Federico Eugenio;
nel 1790 la principessa Maria Teresa di Borbone-Napoli, figlia del re Ferdinando IV di Napoli;
nel 1808 l’arciduchessa Maria Ludovica d'Asburgo-Este;
nel 1816 la principessa Carolina Augusta di Baviera, figlia del re Massimiliano I di Baviera.

Ferdinando III, granduca di Toscana (1769–1824),
sposato nel 1790 alla principessa Luisa Maria Amalia di Borbone-Napoli, figlia del re Ferdinando IV di Napoli;
nel 1821 alla principessa Maria Ferdinanda di Sassonia, figlia di Massimiliano di Sassonia.

Maria Anna (1770–1809), arciduchessa;

Carlo, duca di Teschen (1771–1847), sposato nel 1815 con la principessa Enrichetta di Nassau-Weilburg;

Alessandro Leopoldo (1772–1795), arciduca d'Austria, conte palatino di Ungheria;

Alberto Giovanni Giuseppe (1773–1774), arciduca;

Massimiliano Giovanni Giuseppe (1774–1778), arciduca;

Giuseppe Antonio (1776–1847), palatino d’Ungheria, rimasto due volte vedovo,
sposò:
nel 1799 la granduchessa Aleksandra Pavlovna Romanova (1783-1801), figlia dello Zar Paolo I di Russia;
nel 1815 la principessa Erminia di Anhalt-Bernburg-Schaumburg-Hoym ( 1797 – 1817);
nel 1819 la principessa Maria Dorotea di Württemberg (1797 – 1855).

Maria Clementina (1777–1801), andata sposa (1797) al re Francesco I delle Due Sicilie.
Antonio Vittorio (1779–1835), viceré dal 1816 al 1828 del Lombardo-Veneto;
Maria Amalia (1780–1798), arciduchessa;
Giovanni (1782–1859), sposato nel 1829 con una borghese, Anna Plochl, divenuta poi baronessa di Brandhofen (dal 1834) e contessa di Merano (dal 1844);
Ranieri Giuseppe (1783–1853), arciduca, sposato nel 1820 alla principessa Maria Elisabetta, figlia del principe Carlo Emanuele di Savoia-Carignano;
Luigi (1784–1864);
Rodolfo Giovanni (1788–1831), cardinale arcivescovo di Olmütz, allievo e sostenitore di Beethoven.

Dall'amante Livia Raimondi, una ballerina romana, che il granduca conobbe a Pisa nel 1786, Leopoldo ebbe un figlio illegittimo:
Luigi von Grün (1788-1814), fu separato dalla madre dopo la morte del padre, che lasciò una pensione ad entrambi;
alla sua educazione provvide il fratellastro, l'imperatore Francesco II. Fece carriera nell'esercito austriaco e morì ancora giovane di tubercolosi.

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Discendenza

Imperatore

dei Romani
 

In carica
 

Incoronazione
 

Predecessore
 

Mogli

 

Successore
 

 

Leopoldo  II

d'Asburgo-Lorena
Imperatore del Sacro Romano Impero
 

  20 febbraio 1790 –
1º marzo 1792

 

817 (incoronato ad Aquisgrana da suo padre)
5 aprile 823 (incoronato a Roma da Papa Pasquale I)

Giuseppe II

 

 

Francesco II
 

Granduca di Toscana
come Pietro Leopoldo

Re in Germania
Re Apostolico d'Ungheria
Re di Boemia e Croazia
Arciduca d'Austria
Gran Principe di Transilvania

 

   

 

   

Nascita
Vienna, 5 maggio

 1747

Morte
Vienna, 1º marzo 1792

Cripta Imperiale,

Vienna

 

 

 

Dinastia
Asburgo-Lorena
 

Padre
 

Francesco I di Lorena

 

 

Madre
 

Maria Teresa d'Asburgo


 

Figli
Maria Teresa
Francesco
Ferdinando
Maria Anna
Carlo
Alessandro Leopoldo
Alberto Giovanni
Massimiliano Giovanni
Giuseppe Antonio Giovanni
Maria Clementina
Antonio Vittorio
Maria Amalia
Giovanni
Ranieri
Luigi
Rodolfo Giovanni

 Maria Luisa di Borbone-Spagna

Religione
Cristianesimo Cattolico
 

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Ascendenza

Leopoldo II d'Asburgo-Lorena Padre:
Francesco I di Lorena
Nonno paterno:
Leopoldo di Lorena
Bisnonno paterno:
Carlo V di Lorena
Trisnonno paterno:
Nicola II di Lorena
Trisnonna paterna:
Claudia Francesca di Lorena
Bisnonna paterna:
Eleonora Maria Giuseppina d'Austria
Trisnonno paterno:
Ferdinando III d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Eleonora Gonzaga-Nevers
Nonna paterna:
Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans
Bisnonno paterno:
Filippo I di Borbone-Orléans
Trisnonno paterno:
Luigi XIII di Francia
Trisnonna paterna:
Anna d'Austria
Bisnonna paterna:
Elisabetta Carlotta di Baviera
Trisnonno paterno:
Carlo I Luigi del Palatinato
Trisnonna paterna:
Carlotta d'Assia-Kassel
Madre:
Maria Teresa d'Asburgo
Nonno materno:
Carlo VI d'Asburgo
Bisnonno materno:
Leopoldo I d'Asburgo
Trisnonno materno:
Ferdinando III d'Asburgo
Trisnonna materna:
Maria Anna di Spagna
Bisnonna materna:
Eleonora del Palatinato-Neuburg
Trisnonno materno:
Filippo Guglielmo del Palatinato
Trisnonna materna:
Elisabetta Amalia d'Assia-Darmstadt
Nonna materna:
Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonno materno:
Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg
Trisnonno materno:
Antonio Ulrico di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Elisabetta Giuliana di Schleswig-Holstein-Sønderborg-Nordborg
Bisnonna materna:
Cristina Luisa di Öttingen
Trisnonno materno:
Alberto Ernesto I di Öttingen
Trisnonna materna:
Cristina Federica di Württemberg

 

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