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Ludovico nacque a Casseuil-sur-Garonne, nell'attuale Gironda, in Francia,

quarto figlio legittimo di Carlo Magno.
Fin dall'infanzia, raccontano i biografi, fu molto religioso
Ludovico fu incoronato re di Aquitania, ancora bambino, nel 781,
e là inviato con un reggente e una corte per governare la regione,
reprimere le ribellioni delle popolazioni sottomesse e cercare altresì di estendere

il regno oltre i Pirenei.
Nel 793, fu inviato in Italia in appoggio del fratello Pipino in lotta

contro il duca di Benevento.
Tornato in Aquitania, sposò Ermengarda, figlia del conte Ingram,

che gli darà sei figli.
Attaccò la Spagna nel 799 distruggendo Lerida:
«Dopo questo e dopo che le restanti città furono saccheggiate e

 incendiate, Ludovico avanzò fino a Huesca.
Il territorio della città, ricco di frutteti, fu falciato dalle soldatesche,

devastato e bruciato».
Accompagnò il padre nell'800 in una delle sue numerose spedizioni

contro i Sassoni.
Gli attacchi militari nella Spagna dei Mori si susseguirono

negli anni successivi:
nell'804 fu la volta di Barcellona a essere cinta d'assedio e presa per fame:
Ludovico festeggiò con un Te Deum di ringraziamento nella città conquistata.
Nell'806 Tortosa e la provincia di Valencia sono devastate in una incursione
e la spedizione viene ripetuta l'anno dopo con successo e grande gioia

per il bottino guadagnato.
D'altra parte, Ludovico non era in grado di controllare il territorio e

quelle imprese si risolvevano in pure scorrerie.
 

NOTE

-Biografia.
-La successione di Carlo Magno
-L'incoronazione imperiale
-Lo stato religioso
-La cruenta deposizione di Bernardo d'Italia
-La debolezza dell'Imperatore
-La nuova spartizione dell'impero carolingio
- Matrimoni e discendenza
 

 

 

 


Come nella consuetudine dei Franchi, si pensava che Ludovico avrebbe dovuto

 ripartire la sua eredità con i suoi fratelli, Carlo il giovane e Pipino re d'Italia.

 Il figlio primogenito di Carlo Magno, Pipino il Gobbo,
era stato considerato illegittimo secondo le abitudini dell'epoca e,

dopo la scoperta, nel 792,di un infruttuoso tentativo di rivolta contro il padre,

 fu rinchiuso a vita in un monastero.
Nella Divisio Regnorum (806), Carlo Magno aveva designato come suo successore
Carlo il giovane come imperatore e re dei Franchi, aggiungendo d'altra parte

 la Settimania, la Provenza e parte della Borgogna al regno di Aquitania per

 la parte di Ludovico.
Ma gli altri figli legittimi di Carlo Magno morirono, Pipino nell'810 e Carlo,

re di Neustria, nell'811; così Ludovico fu incoronato co-imperatore

con Carlo Magno nell'813.

 

 

 


Alla morte del padre nell'814, ereditò l'intero Impero carolingio e tutti i suoi possessi.
Fu incoronato imperatore da papa Stefano IV nella Cattedrale di Reims con l'olio santo contenuto
nella santa Ampolla nell'816. Ludovico si avvalse di Benedetto d'Aniane,
un nobile visigoto originario della Settimania e fondatore di monasteri per essere aiutato a riformare la chiesa franca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Ludovico, probabilmente influenzato dalle pratiche religiose della vecchiaia

di suo padre Carlo e da Benedetto di Aniane, vide come soluzione

alla debolezza del potere centrale,
che faticava a imporre la sua autorità nel vastissimo impero, la riforma innanzitutto

spirituale, con la promulgazione di un impero cristiano ordinato e sereno,
coeso non tanto dall'aderenza giuridica a determinate leggi
ma da una profonda consapevolezza religiosa.
Una delle riforme primarie fu accertarsi che tutte le case religiose nel

regno di Ludovico aderissero alla Regola di San Benedetto.
Durante un concilio ad Aquisgrana stabilì una prima riforma ecclesiastica,
che aveva come principio la separazione tra potere spirituale e potere temporale.
Nella pratica il principio era impossibile da applicare, poiché lo stesso Carlo Magno
si era servito dell'organizzazione ecclesiastica come base per quella amministrativa e
lo status quo, con vescovi e abati spesso appartenenti alla migliore aristocrazia franca,
non poteva essere ribaltato facilmente. Esisteva inoltre il fenomeno delle cosiddette

Chiese private, con luoghi di culto tenuti in proprietà privata sia da ecclesiastici che da laici,
che li gestivano liberamente sfruttandone le rendite (diremmo oggi una Chiesa "imprenditoriale").

 

 

 

 

 


Ludovico il Pio che fa ammenda ad Attigny nell'822
Subito dopo la sua ascesa, Lodovico aveva assicurato la sua posizione

 come imperatore con una "purga morale",
con la quale aveva mandato tutti i suoi fratellastri illegittimi nei monasteri e
aveva costretto tutte le sue sorelle nubili a farsi suore: questa paura di perdere

 il potere era figlia dell'atmosfera di intrigo e di violenza che dominava la corte

di Aquisgrana, alla quale nemmeno il "Pio" era estraneo.
La sua politica aggressiva raggiunse il culmine con la lotta contro suo nipote Bernardo,

 re d'Italia, figlio del defunto fratello Pipino. Nell'817 Bernardo si ribellò contro

Ludovico per essere stato esautorato dalla sua legittima carica di re d'Italia.

Nell'818 Ludovico, dopo la repressione della rivolta,

fece imprigionare ed accecare Bernardo,
che morì dopo tre giorni di atroci sofferenze.
Fu poi costretto dai grandi ecclesiastici dell'impero a fare penitenza

per aver causato la morte di Bernardo,
e così fece ammenda ad Attigny nell'822, davanti ai nobili del regno.
Nonostante questo il delitto gravò la sua coscienza per tutta la vita e
la pubblica ammenda lo screditò agli occhi dell'aristocrazia,
riducendo notevolmente il suo prestigio come governante.

 
 

 

 
 


Ludovico fu consigliato da Benedetto d'Aniane fino all'821, anno della sua morte.
Dopo di lui fu sorretto da Adalardo, suo congiunto, e dal vescovo di Lione Agobardo,
una figura dotta ed energica.
Queste figure però erano interessate soprattutto al futuro della Chiesa
ed alle cose spirituali piuttosto che temporali, per questo il paese era soggetto
sempre più liberamente all'aristocrazia locale che ormai spadroneggiava.

 

 

 


Nell'anno 817, Ludovico emise la Ordinatio imperii, un decreto che

esponeva i programmi per una
ordinata successione dividendo l'impero fra i tre figli avuti dalla sua prima

 unione con Ermengarda de Hesbaye:
Lotario (che era stato incoronato re d'Italia e co-imperatore), Pipino di Aquitania

(re di Aquitania) e Ludovico II il Germanico (re di Baviera).

Il meccanismo prevedeva poi che l'Impero non fosse diviso formalmente,
affidandone la corona imperiale solo al primogenito Lotario.
Fu con questa ordinatio che al regno longobardo venne tolta del tutto autonomia.

In conseguenza di ciò,
le corone di rex francorum et langobardorum vennero inglobate nel titolo imperiale.
Fu in questo momento che il Regnum Italiae, che fino ad allora aveva indicato

 genericamente i territori sottratti ai Longobardi, acquisì una consistenza effettiva.
Dopo la morte di Ermengarda, si risposò con Giuditta di Baviera ed ebbe

un quarto figlio, Carlo il Calvo, nell'823, che aggravò con la sua presenza

 il meccanismo di successione:
sua madre era infatti una tempra forte ed agguerrita e cercò in tutti i modi

di inserire suo figlio
nella spartizione dell'impero, incontrando la rigida resistenza degli altri figli.
L'ultima decade del regno di Ludovico fu così contrassegnata dalla guerra civile.
Nell'829 Ludovico I decise di togliere alcuni territori assegnati a Ludovico II e

di darli a Carlo, scatenando una guerra civile che scemò poi solo perché

l'aristocrazia non aveva nessun interesse a portarla avanti.
Nell'830, i tre fratelli invasero le terre del padre, forzandolo ad abdicare

 a favore di Lotario,e fu così che Ludovico e Giuditta vennero

 confinati in un monastero.
Ma Ludovico riprese il potere l'anno successivo e Lotario fu privato non soltanto

 del titolo imperiale, ma anche del regno d'Italia, che fu destinato a Carlo.
Pipino si rivoltò, seguito da Ludovico il Germanico nell'832 e Lotario,

con il sostegno di papa Gregorio IV,
si unì alla sommossa nell'833 e lo fece destituire nell'assemblea di Compiègne

da parte dell'arcivescovo di Reims Ebbone.
I fratelli sconfissero il padre e lo imprigionarono con Carlo.

Giuditta fu inviata in un convento, mentre Pipino e Ludovico il Germanico,

 si annetterono terre in precedenza imperiali. Nell'834,
tuttavia, Lotario venne obbligato a fuggire in Italia e l'anno successivo

 la famiglia fece la pace, ristabilendo Ludovico il Pio sul trono imperiale.
Il 28 febbraio 835 Ludovico venne riconsacrato con una solenne cerimonia nella
Cattedrale di Metz dal fratellastro il vescovo Drogo di Metz.
Un denaro di Ludovico
Quando Pipino morì nell'838, Ludovico il Pio dichiarò Carlo nuovo re di Aquitania.
I nobili, tuttavia, elessero il figlio di Pipino Pipino II.
Ludovico il Pio regnò sempre più formalmente, privo di una vera autorità,

 fino alla sua morte nell'840.
La disputa tra i fratelli continuò in una guerra civile che ebbe termine soltanto

 nell'843 con il Trattato di Verdun,
che divise il regno Franco in tre parti, i nuclei che in seguito divennero

Francia e Germania ed Italia.
La disputa per il regno di Aquitania non fu risolta completamente fino all'860.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Dalla prima moglie, Ermengarda di Hesbaye (sposata fra il 794 ed il 798),

Ludovico ebbe tre figli e tre figlie:
Lotario (795-855), re d'Italia dall'818 all'839 ed imperatore dall'840 all'855;
Pipino, re dei Franchi dall'817 all'838;
Adelaide (nata verso il 799)
Rotrude (nata verso l'800), andata sposa a Gerardo, conte d'Alvernia
Ildegarda (o Matilde) (nata verso l'802), andata sposa,

 dopo la morte della sorella Rotrude,
a Gerardo, conte d'Alvernia Ludovico, re della Francia Orientale
Dalla seconda moglie, Giuditta di Baviera, ebbe un figlio ed una figlia:
Gisella, andata sposa ad Eberardo del Friuli
Carlo, re d'Italia ed imperatore dall'875 all'877
Dall'amante Teodolinda di Sens, egli ebbe due figli illegittimi:
Arnolfo di Sens Alpais

Note
-Thegan, Gesta Hludowici imperatoris,
-"semper ab infantia sua timere Deum et amare didicerat".
-Astronomus, Vita Hludowici imperatoris, 1995, p. 310.
- Ivi, p. 312.
-Ivi, p. 318.
-"Christo iuvante, laeti ad praedas quas relinquerant redierunt", ivi, p. 324.
-"Magno cum gaudio et opibus", ivi, p. 328.
-Franco Cardini Marina Montesano, Storia Medievale, Firenze,
Le Monnier Università/Storia, 2006, pag. 155 "Dato il suo temperamento esitante,
Ludovico aveva bisogno di forti consiglieri. Benedetto d'Aniane lo sorresse

 fino alla morte, nell'821;
il suo posto fu poi preso da un congiunto, Adalardo, e da un dotto ed energico vescovo, Agobardo di Lione.
Ma entrambi pensavano più allo spirito e al futuro della Chiesa

 che non al governo temporale."
-Histoire des Évêques de l’Église de Metz, Meurisse, Metz, 1634

Bibliografia
Astronomo, Vita Hludowici imperatoris, Hannover 1995
Thegan, Gesta Hludowici imperatoris, Hannover 1995
Franco Cardini e Marina Montesano, Storia medievale, Firenze,
Le Monnier Università, 2006 ISBN 8800204740
 

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