Divisione del regno di Lotaringia dopo la Ripartizione di Prüm, avvenuta poco prima della morte di Lotario I, nell'855. In rosa, i territori di Ludovico II

 

ludovico II alla presa di bari, nell'871

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Ritratto di Ludovico II il Giovane
 

Imperatore

dei Romani
 

In carica
 

Incoronazione
 

Predecessore
 

Successore
 

 

29 settembre 855 –
12 agosto 875

aprile 850
 

Lotario I
 

Carlo il Calvo
 

Re d'Italia
 

850 –
12 agosto 875
 

15 giugno 844
 

Lotario I
 

Carlo il Calvo
 

Altri titoli
Re di Provenza
 

       

Nascita
825
 

Morte
Ghedi, 12 agosto 875
 

Luogo di sepoltura
Basilica di Sant'Ambrogio

di Milano
 

   

Dinastia
Carolingi
 

Padre
Lotario I
 

Madre
Ermengarda di Tours

 

Figli
Gisela
Ermengarda
 

Religione
Cristianesimo Cattolico
 


 

Origine

Era il figlio primogenito del re d'Italia (822-850),

poi Imperatore d'Occidente e re di Lotaringia (840-855),
Lotario I (795-† 855) e di Ermengarda di Tours (?-† 851), figlia di Ugo di Tours,
membro della famiglia degli Eticonidi, che vantavano la loro discendenza dai re merovingi.
Ludovico II era nipote quindi di Ludovico il Pio (778-† 840, imperatore d'Occidente dall'814) e
di Ermengarda de Hesbaye (780-† 818).

INDICE

-Origine
-Biografia
-Discendenza
-Intervento in Puglia

-Divorzio tra il fratello Lotario  II  e Teoberga

-Conflitto con Nicola II

-Morte

-Discendenza

 

 

Biografia

 

 

 

 

 

 

Nell'842, secondo lo storico francese esperto di genealogie, Christian Settipani,
Ludovico fu fidanzato con una delle figlie di Teodora, la vedova dell'imperatore,
Teofilo, madre e reggente del nuovo imperatore, Michele III.

Il fidanzamento fu rotto l'anno successivo.
Designato Re d'Italia nell'839, nell'844, secondo gli Annales Bertiniani,

fu inviato dal padre in Italia,
con il compito di restaurare l'autorità imperiale a Roma e

in quella città fu incoronato da Papa Sergio II, il 15 giugno 844.
I Saraceni, in Italia Meridionale, con i loro attacchi, nell'846, erano giunti a

minacciare Roma,ma, pur non entrando dentro le mura, nel mese di agosto,
avevano saccheggiato la basilica di San Pietro che si trovava fuori le mura,
profanando la tomba del primo apostolo. Ludovico intervenne,
ma fu sconfitto dai Saraceni e a stento riuscì a raggiungere Roma.
I saraceni, secondo una leggenda, riportata negli Annales Bertiniani, nell'847,
perirono tutti, a seguito di un naufragio ed il loro bottino, disperso in mare,
in parte fu ritrovato sul litorale e riconsegnato a San Pietro.
Nell'847 il padre Lotario ideò una spedizione contro i Saraceni, che avevano

occupato il Beneventano,
avvicinandosi nuovamente a Roma.

Egli pose Ludovico al comando della stessa che riuscì,
nell'848 a sconfiggere i saraceni e a liberare Benevento.
Dopo aver ottenuto la riappacificazione dei principi longobardi di Salerno e Benevento,
nell'850, Ludovico, da Papa Leone IV, venne unto[10] e incoronato co-Imperatore.
Sempre in quell'anno, suo padre, Lotario, ritiratosi nel suo regno di Lotaringa,
rinunciò alla corona d'Italia e Ludovico, unico re, dovette tenere a bada i Saraceni).
Divisione del regno di Lotaringia dopo la Ripartizione di Prüm,
avvenuta poco prima della morte di Lotario I, nell'855. In rosa,
i territori di Ludovico II, dove si cominciava a delineare lo stato pontificio (in giallo)
.Secondo il cronista Reginone, nell'851, morì Ermengarda di Tours, la madre di Ludovico.
Sempre nell'851, Ludovico si era fidanzato con Engelberga o Angilberga,
di cui non si conoscono gli ascendenti; ma, secondo alcuni storici,
Engelberga era probabilmente la figlia di Adelchi I conte di Parma e duca di Spoleto.
Il matrimonio fu celebrato l'anno successivo; comunque da un documento

 di una donazione dell'860,
Angilberga risulta essere la moglie dell'augusto imperatore Ludovico II
 

 

Intervento in Puglia

 

Negli anni 851 e 852, Ludovico II intervenne nuovamente a Benevento
liberandola da un corpo di Saraceni che vi si erano insediati.

Poi si diresse in Puglia dove non riuscì a liberare Bari.
Dopo il suo rientro al nord i saraceni ripresero le scorrerie

che portarono al saccheggio dell'abbazia di Montecassino.
Nell'855, il padre, Lotario I si ammalò seriamente e,

disperando della guarigione, rinunciò al trono, e si fece monaco

nell'Abbazia di Prüm e prima di morire, secondo Reginone,

con la Ripartizione di Prüm, divise il suo regno, la Lotaringia,

tra i tre figli:a Ludovico

(o Luigi) II, primogenito, furono confermati, il trono d'Italia

(era già re d'Italia)
ed il titolo titolo imperiale (era già co-Imperatore)
a Lotario II (835 - 869), secondogenito, spettarono oltre che la Frisia,

 i territori compresi tra il fiume Reno a est, il fiume Schelda ad ovest e

i monti Giura (con la Borgogna Cisgiurana) e la Savoia, inclusi,

a sud, col titolo di re di Lotaringia a Carlo (ca. 845 – 863), terzogenito,

 toccò la Provenza, Lione e la Borgogna Transgiurana,

col titolo di Re di Provenza Carlo, il terzogenito era ancora un bambino e,

 secondo gli Annales Bertiniani era anche epilettico,
per cui i suoi fratelli maggiori, a Orbe, cercarono di convincerlo a rinunciare

 al regno che il padre gli aveva destinato,
e a farsi tonsurare ma i nobili provenzali si ribellarono a tale proposta
(secondo gli Annales Bertiniani la causa fu la mancanza di accordo tra

 i fratelli maggiori e Carlo mantenne il trono.
In quello stesso anno i Saraceni devastarono Napoli
I suoi fratelli, Lotario II e Carlo, nell'858, avevano trovato un accordo

per l'eredità del regno di Provenza,
nel caso che Carlo fosse morto senza eredi, con un trattato che garantiva

 il regno a Lotario in cambio della cessione di alcuni territori al fratello.

 

 

 Divorzio tra il fratello Lotario  II  e Teoberga

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma dopo che era sorto il problema del divorzio tra suo fratello Lotario II e

Teoberga (o Teutberga),
Ludovico si riconciliò col fratello, appoggiando l'annullamento

del matrimonio di quest'ultimo da Teutberga,
convinto di poter influenzare Papa Nicola I, dopo che, nell'858,

 ne aveva favorito l'elezione.
Nell'859, Ludovico ottenne da Lotario le città di Ginevra, Losanna e Sion.
Nell'862, con l'appoggio di Ludovico II e dello zio Ludovico il Germanico,
Lotario II convocò un secondo concilio ad Aquisgrana,

dove il sinodo dei vescovi annullò il matrimonio con Teoberga,
per cui Lotario fu finalmente libero di sposare la sua concubina, Waldrada.

Il matrimonio fu celebrato nello stesso anno (862).
Carlo, oppresso dalla malattia, morì nell'863, senza eredi,

rendendo vacante il trono di Provenza,
che secondo l'accordo, dell'858, tra Carlo e Lotario sarebbe dovuto toccare

 a quest'ultimo, ma Ludovico II occupò la Provenza prima dell'arrivo di Lotario,
e, con l'appoggio dei maggiorenti, si appropriò del regno.
L'altro fratello, Lotario II, venuto a conoscenza della cosa arrivò in Provenza.
La guerra fu evitata con un accordo in cui Ludovico assunse il titolo regale,
mentre una parte di territori della Borgogna Transgiurana, appartenuti al defunto Carlo,
venne assegnata a Lotario.

    Conflitto con Nicola  II

Pochi mesi dopo, entrò in conflitto con Nicola I poiché questi aveva

manifestato la propria opposizione all'annullamento del matrimonio del fratello

con Teoberga ed al riconoscimento del nuovo matrimonio
di Lotario con Waldrada. A seguito della decisione del Papa di deporre

 i vescovi che, a Metz, avevano appoggiato il riconoscimento del secondo matrimonio,
ludovico si pose al comando di un esercito e raggiunse Roma nel febbraio dell'864.
Ammalatosi durante l'assedio, si rappacificò con il Papa e tornò a Pavia.
In questa città, sede formale del Regno d'Italia, tenne un'assemblea (865)

che pose le basi della più importante spedizione contro i Saraceni di tutto il

suo regno. Intrapresa, nell'866, accompagnato dalla moglie marciò su

Benevento, rapidamente apparve inutile senza l'appoggio di una flotta.
Ludovico cercò quindi un accordo con l'Imperatore Romano d'Oriente

(Basileus) Basilio I, promettendo la figlia Ermengarda in sposa al figlio del Basileus,

il co-imperatore, Symbatios, ma non avendo mantenuto l'impegno matrimoniale

la flotta bizantina, che si era presentata di fronte a Bari si ritirò senza intervenire.
Con Basilio Ludovico non rinunciò ad affermare la sua dignità imperiale,
rivendicando il titolo di Imperatore dei Romani al posto di Imperatore dei Franchi
utilizzato dalle lettere dell'imperatore bizantino.
Nell'869, penetrò all'interno della Puglia, più precisamente nell'Istmo salentino
(area tra Taranto e Brindisi), riconquistando ai longobardi l'importante città di

Oria e regalò alla moglie Angelberga la corte di Dova Superiore

 usata per cacciare e svagarsi.Nel novembre dell'867 era morto papa Nicola I,

cui era succeduto papa Adriano II,
con l'appoggio di Ludovico, che aveva mantenuto lo stesso atteggiamento

del predecessore nei confronti di suo fratello Lotario II,

che l'anno successivo (869), si era dato da fare, con l'aiuto di Ludovico e

della cognata, Engelberga, per far recedere papa Adriano dalla sua posizione,

ed era morto, senza aver ottenuto il riconoscimento del matrimonio con Waldrada,
ed i suoi figli furono dichiarati bastardi.
E mentre il legittimo erede, Ludovico II, era impegnato in Italia,

 ma soprattutto non aveva un grosso
seguito tra i nobili di Lotaringia, gli zii Ludovico il Germanico,

 Re dei Franchi Orientali e Carlo il Calvo, Re dei Franchi Occidentali

che invece avevano parecchi sostenitori tra la nobiltà della Lotaringia,
poterono reclamare la successione, impossessandosi dei domini del nipote.
L’anno seguente sancirono la spartizione col Trattato di Meerssen (870).
I due fratelli ignorarono nella spartizione Ludovico II, il quale si rivolse al

Papa Adriano II per perorare la sua causa.
Il pontefice mandò due ambasciatori nelle corti di Carlo e Ludovico

allo scopo di far risolvere le questioni al vescovo di Reims Incmaro.

 Questi ignorò il volere del Papa mostrandosi leale nei confronti del suo sovrano

 Carlo, garantendo a lui e al fratello i territori che si erano spartiti. Nell'871,
dopo aver fatto un appello a tutti i sudditi della province marittime,

 Ludovico II riuscì a conquistare Bari,
roccaforte musulmana dalla quale partivano le scorrerie saracene

 nell'Adriatico.
Rinunciando formalmente alla Lotaringia,

Ludovico cercò di unificare la penisola progettando
un attacco contro le roccaforti bizantine e longobarde rimaste autonome.

Stabilita la sua sede a Benevento,
nell'agosto dell'871, fu attaccato nel suo palazzo dalle forze longobarde

guidate dal Duca della città Adelchi.
Venne liberato solo dopo aver promesso solennemente che non si sarebbe

vendicato. In quell'occasione si era diffusa la notizia che fosse morto; i suoi zii,
Carlo il Calvo e Ludovico II il Germanico, inviarono immediatamente truppe

in Italia per impadronirsi del regno,
ma trovando Ludovico in buona salute dovettero rientrare

 

 

   Morte

 


Successivamente si diresse a Roma, dove il nuovo Papa, Adriano II,
nell'872, lo incoronò una seconda volta Imperatore e lo liberò dal vincolo del giuramento.
Nell'873, respinse i saraceni presso Capua, mentre fallì il suo tentativo di punire i feudatari ribelli.
Ritornato nel Nord, morì nei pressi di Ghedi, in provincia di Brescia,
il 12 agosto 875 e fu sepolto nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano.
Lo zio Carlo il Calvo, che per primo ricevette la notizia della

 morte di Ludovico, invase l'Italia riuscendo così a succedergli sul

 trono di Provenza, sul trono d'Italia e su quello imperiale.

 Discendenza

Ludovico II da Engelberga (830-ca. 890) ebbe due figlie:
Gisela (852/5-† prima del 28 aprile 868), badessa di San Salvatore di Brescia
Ermengarda d'Italia (852/5-896), definita nipote (neptam nostram Hermingardam)

da Carlo il Grosso,
fu prima fidanzata col figlio dell'Imperatore Romano d'Oriente (Basileus)
Basilio I, il co-imperatore, Symbatios, nell'876, poi sposò il conte di Vienne Bosone,
reggente di Provenza, che, nell'879, fu eletto Re di Provenza.