Prima dell'inizio del suo regno, aveva mostrato tendenze a favorire

 il protestantesimo e più volte si era legato a progetti coi principi

 tedeschi che avevano abbracciato questa fede, ma sul punto di ottenere la corona mostrò definitivamente il suo impegno verso il cattolicesimo.
Sarà in conflitto con l'Impero ottomano di Solimano il Magnifico e concluderà gli scontri con la pace di Adrianopoli con uno status ante quo.

 

 

 

   

 Indice


-Biografia

-primi anni
-La giovinezza ed il rapporto con Carlo V
-Il principe umanista
-Un erede al trono protestante?
-L'ascesa al trono
-La politica religiosa

-La politica religiosa nei territori ereditari degli Asburgo
-La politica religiosa in Boemia
-La politica religiosa nei territori del Sacro Romano Impero
-La politica interna
- La politica estera

-La guerra austro-turca
-Gli ultimi anni e la morte
-Matrimonio e discendenza
-Ascendenza
-Onorificenze
-Altri progetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Biografia

I primi anni

 

 

Nato a Vienna, era il figlio primogenito del suo predecessore

Ferdinando I del Sacro Romano Impero, fratello di Carlo V,

 e Anna di Boemia e Ungheria, sorella di Luigi II. Oltre
a lui tra fratelli e sorelle la famiglia vantava altri 12 bambini

sopravvissuti tra cui Ferdinando, Carlo (duca di Carniola, Stiria e Carinzia),

Elisabetta (futura moglie di Augusto
Sigismondo di Polonia), Anna (sposò il duca Alberto V di Baviera).

. La sorella Elisabetta sposò il re Sigismondo II Augusto di Polonia, il quale,

 più tardi , sposò Caterina sorella
di Elisabetta e Massimiliano, allo scopo di rafforzare l’alleanza tra

gli Asburgo d’Austria e la Polonia; le altre sorelle si sposarono,

nella tradizione della politica matrimoniale
asburgica, con discendenti di famiglie regnanti.
Massimiliano trascorse la sua infanzia nella casa dei suoi genitori a

 Innsbruck. Qui imparò il dialetto tirolese, fatto che, come disse in seguito

 lo stesso imperatore,

 influenzò fortemente la sua ortografia tedesca molto originale .

Massimiliano fu allevato insieme al fratello Ferdinando e godette di una

 formazione eccellente. Imparò , tra le altre cose ,
un certo numero di lingue: oltre al tedesco e francese anche lo spagnolo,

 latino e italiano , ceco e ungherese Tra i suoi insegnanti ci furono gli umanisti

come Georg Caspar Ursino Velius Tannstetter.

Fu fortemente influenzato dal suo precettore Wolfgang Schiefer ,

un luterano , prima che l'insegnante fosse allontanato nel 1538 . Massimiliano
cominciò nel 1543 a intrattenere contatti epistolari con il protestante Augusto,

 elettore di Sassonia, fatto che venne osservato dalla famiglia con sospetto.
 

 La giovinezza ed il rapporto con Carlo V


Il giovane Massimiliano in un ritratto di Guillem Scrotes.
Per distoglierlo dalle concezioni protestanti e per favorire il suo impegno militare,

 fu suo zio Carlo V a portarlo a soli 17 anni sul campo di battaglia. Massimiliano accompagnò l'imperatore a Bruxelles e nella Guerra di Smalcalda,

combattendo nella Battaglia di Mühlberg.
Il 13 settembre 1548 l'imperatore Carlo V lo avviò al matrimonio con

sua figlia Maria a Valladolid.

 Questo matrimonio sarebbe servito, nell'ottica di Carlo V,

a rafforzare la coesione tra la linea degli Asburgo di Spagna e quella

degli Asburgo d'Austria. Nel 1549 venne designato quale Re di Boemia

come possibile successore del padre e durante l'assenza dell'imperatore,

Massimiliano fu governatore della Spagna con la moglie,

governo a cui lo stesso Carlo V lasciò ampio spazio sperando di combattere il criptoprotestantesimo del nipote con una "spagnolizzazione" cattolica.
Nel 1550 fu in Germania per partecipare alle riunioni famigliari per decidere

la successione nell'Impero dato che Carlo V aveva annunciato

ormai al mondo di volersi ritirare dalla scena politica per lasciare spazio

agli altri membri della sua casata. Nel 1551 prese parte alle discussioni

del Concilio di Trento che nel frattempo proseguiva la sua opera di riforma

della chiesa cattolica.Il suo legame sempre più forte coi principi

protestanti lo rese inviso  a Carlo V che cercò in ogni modo di impedire

questi legami per non vanificare i suoi sforzi di un'Europa unita e cattolica.

Massimiliano divenne così diffidente nei confronti dello zio imperatore,

così come nei confronti del padre che gli preferiva palesemente il fratello

 Ferdinando che già era stato nominato governatore della Boemia.
 

 

 

 Il principe umanista

 

 

 

 

 


La corte interna della Stallburg, la residenza privata di Massimiliano a Vienna
Nella corte viennese dell'epoca della giovinezza di Massimiliano,

 moltissimo era il fervore dell'umanesimo. Nella capitale imperiale confluivano

 infatti studiosi non solo provenienti dall'area germanica, ma anche dai Paesi Bassi, dalla Spagna e dall'Italia.
Appassionato di molte materie, Massimiliano sostenne gli studi del botanico

Carolus Clausius dando ordine di raccogliere e registrare scientificamente

 diverse varietà di piante. Da buon bibliofilo, Massimiliano raccolse libri e manoscritti

 antichi con l'aiuto di Kaspar von Niedbruck, collezione poi catalogata da Hugo Boltius e

che oggi fa parte della biblioteca nazionale austriaca.

Nota era la passione di Massimiliano per il mondo occultista.
La musica giocò un ruolo importante nella formazione del giovane principe imperiale

ed egli stesso seppe essere straordinariamente innovativo:

in un ambiente di preferenza olandese (secondo i gusti dettati da Carlo V),

Massimiliano preferì gli artisti italiani arrivando addirittura a chiedere a

 Pierluigi da Palestrina di assumere la guida della cappella di corte,

 causa che si concluse senza successo per motivi finanziari.
Tra il 1558 e il 1565, Massimiliano fece realizzare un proprio castello a Vienna

come residenza stabile, l'attuale Castello di Neugebäude,

anche se dopo la morte del padre risiederà poi al Palazzo imperiale.

Nella sua residenza di Stallburg, Massimiliano istituì una scuola di equitazione,

oltre ad una compagnia teatrale in stile rinascimentale.
 

 

Un erede al trono protestante

 

 
Massimiliano, come erede al trono imperiale,

 mantenne sempre un atteggiamento ambiguo tra protestantesimo e cattolicesimo,

 fatto che gli attirò le ire di molti principi da ambo le parti e

l'opposizione soprattutto del pontefice
Presso la corte viennese dell'epoca, venne promosso un clima protestante

da parte dell'aristocrazia. Negli anni successivi alla convocazione della Pace di Augusta,

 erano ancora presenti se pur latenti, forti inclinazioni protestanti anche negli

 ambienti imperiali come nel caso del cappellano di Massimiliano,

Johann Sebastian Pfauser, che spinse il giovane arciduca a non adottare

 puramente i dogmi cattolici, ma a riflettere anche sulla letteratura sacra evangelica,

rifiutandosi di ricevere l'eucarestia secondo il rito cattolico ed entrando in conflitto

col padre più volte circa il tema dell'adorazione dei santi che egli riteneva inutile

ed idolatra. La conversione di Massimiliano poi ad uno strenuo cattolicesimo

per la sua ascesa al trono è estremamente dibattuta:

 alcuni studiosi hanno parlato di

 "cattolicesimo compromesso" o "cristianesimo umanistico"

(come già aveva fatto Erasmo da Rotterdam).

Massimiliano giunse a definirsi "Non papista, non protestante, ma cristiano".
Le preoccupazioni della famiglia nei confronti di Massimiliano crescevano

sempre più anche in vista di una sua futura successione, a tal punto che

 nel testamento di suo padre nel 1555 leggiamo "... e soprattutto ho su di voi,

 Massimiliano, il più caro rispetto, se vi dico come ho notato ciò che avete fatto

 con la vostra caduta dalla vera religione verso una nuova setta [...]

Dio sa che sulla terra non vi è più grande sofferenza che non il vedere

mio figlio cadere al di fuori della mia religione". Degenerando la situazione,

 il papa minaccio di negare anche a Ferdinando I il suo impero e questi allora prese

 seri provvedimenti in materia: innanzitutto nel 1560 espulse il cappellano Pfauser

dalla corte viennese, organizzando contestualmente un incontro tra il pontefice e

Massimiliano. Massimiliano ottenne da allora molti incarichi in regioni dell'impero prevalentemente cattoliche nella speranza che le sue tendenze protestanti

 potessero ora ritenersi archiviate.

 

 

 L'ascesa al trono

 

 

 

 

 

 

 

 

 


L'imperatore Massimiliano II in una litografia d'epoca
 

Dopo la risoluzione della situazione politico-religiosa,

la strada di successione di Massimiliano al padre Ferdinando era

 ormai libera da ostacoli. Il 20 settembre 1562, come prima cosa,

venne nominato re di Boemia. Il 24 novembre 1562

Massimiliano venne prescelto quale nuovo re dei Romani, a Francoforte,

dove venne incoronato un paio di giorni più tardi, dopo aver assicurato

gli elettori cattolici della sua fedeltà alla loro fede, e promettendo agli elettori

 protestanti che avrebbe pubblicamente accettato la confessione di Augusta

una volta divenuto imperatore. Contestualmente egli fece giuramento di proteggere

 la Chiesa, e la sua elezione venne quindi poi confermata dal papato.

 Egli fu il primo re dei Romani a non essere incoronato ad Aquisgrana.
L'8 settembre 1563, a Bratislava, Massimiliano venne incoronato

 re d'Ungheria dall'arcivescovo di Esztergom, Nicolaus Olahus, e sulla morte del padre,

 nel luglio del 1564, riuscì all'impero e ai regni di Ungheria, Croazia e Boemia.
Il 25 luglio 1564, alla morte del padre, Massimiliano gli succedette

come imperatore e sovrano dei territori della casata degli Asburgo d'Austria.

 Malgrado questo cambiamento al vertice dell'impero,

 non si era verificata alcuna rottura strutturale ma piuttosto Massimiliano

si era limitato a servirsi dei consiglieri che già avevano assistito suo padre.
Nell'ambito della politica interna, però, la situazione già da epoche precedenti

era piuttosto frastagliata e variegata: in Boemia ed in Ungheria il sostegno

agli Asburgo era ancora poco sentito dalla popolazione e sull'impero incombeva

sempre la minaccia ottomana, in particolare nei territori balcanici.

 In Ungheria, nello specifico, la società era controllata essenzialmente

da un ristretto gruppo di magnati composto dall'alta nobiltà e

dall'alto clero che erano più favorevoli ad una politica di vicinanza a Massimiliano II,

 mentre il basso clero e la bassa nobiltà erano più favorevoli a sostenere idee

indipendentiste in ricordo dell'antico e ricco regno ungherese.

Malgrado queste tensioni interne, ad ogni modo, il pericolo dell'invasione turca

aveva unito tutti nella difesa di una nazione comune. Massimiliano ebbe sempre un atteggiamento speciale nei confronti dell'Ungheria dal momento che sapeva che da essa proveniva il 40% dei fondi utili per la corte viennese.         

 

 

 La politica religiosa

 


La politica religiosa nei territori ereditari degli Asburgo
La nobiltà austriaca intensificò le proprie tendenze protestanti con una prima ondata

settaria nel 1560, soprattutto nell'area dell'Austria interna e superiore,

 meno per il Tirolo ed il Vorarlberg.
Massimiliano condusse una politica religiosa relativamente tollerante,

cercando di sanare pacificamente i dissidi interni per non dispiacere o favorire

 alcuna parte. Sostenne grandemente il tentativo di riforma dei gesuiti che

risultava a lui utile per la creazione di una vera e propria chiesa di stato.

Per salvaguardare i possedimenti ecclesiastici dall'invasione ottomana,

 istitutì una commissione imperiale col compito di salvaguardare i diritti e

 le proprietà del clero.
Per risolvere i contrasti interni, l'11 gennaio 1571 Massimiliano II emise una Religionsassekuration. Con questo documento egli assicurò la libertà

 di religione in senso moderno (e quindi senza il pagamento di una tassa

per la professione di una propria religione), la quale si basava ad ogni modo

su quanto ribadito dalla Confessione di Augusta del 1530,

che escludeva quindi ancora i calvinisti e la professione del

protestantesimo nelle città con l'istituzione di chiese apposite,

il che costrinse perlopiù i luterani a spostarsi al di fuori della capitale.
 

 La politica religiosa in Boemia


La politica religiosa dell'imperatore Massimiliano II in Boemia fu simile a

 quella adottata nelle terre del patrimonio della propria casata.

Egli diede ordine di fondare due collegi gesuiti a Olomouc ed a Brno in Moravia,

sostenendo così il cattolicesimo anche in quest'area.
Massimiliano II adottò inizialmente una politica di vicinanza tra cattolicesimo e

protestantesimo nell'area del Sacro Romano Impero, ma poi si risolse a richiedere semplicemente l'applicazione dei principi della Confessione di Augusta.
Malgrado questo, nella parte settentrionale dell'Impero permaneva un duro

zoccolo protestante che tra gli anni '60 e '70 del Cinquecento aveva portato

alla secolarizzazione di un gran numero di vescovati,

 il che andava apertamente contro la confessione di Augusta.

 Purtroppo l'influenza di Massimiliano II in quest'artea della Germania

era molto bassa e come tale egli non riuscì ad impedire che si verificassero questi fatti.

 A partire dal 1568 anche il Brunswick si avvicinò al protestantesimo con copiose secolarizzazioni. Egli si rifiutò inoltre di approvar che i principi protestanti

facessero reggere gli episcopati cattolici che si trovavano nei loro domini

da vescovi luterani (tramutandoli così in episcopati protestanti),

dispiacendo non pochi principi luterani che erano intenzionati a mantenere

questa tradizione locale. Su principi personali, egli invece garantì la libertà di culto

 alla nobiltà tedesca protestante e si impegnò personalmente per la riforma della chiesa cattolica, giungendo a chiedere al pontefice il diritto di matrimonio per i sacerdoti.
Per il suo passato filoprotestante, per i suoi insuccessi e per le richieste che

 Massimiliano II inviava periodicamente alla Santa Sede, egli venne largamente

criticato sia dai pontefici che da Filippo II di Spagna ed in particolare quest'ultimo

 cercò attraverso la sorella Maria di intervenire sull'imperatore in maniera energica.

Massimiliano II d'altro canto venne quasi obbligato ad inviare i propri figli

ad istruirsi presso la corte spagnola nella speranza tra le altre cose che

un giorno uno di essi potesse succedere al trono e riunire le due casate degli Asburgo.

 La politica interna


A livello nazionale, Massimiliano II aveva sperato di riuscire a trovare

 un giusto equilibrio tra cavalieri imperiale proprietari terrieri.

Purtroppo le aspettative di Massimiliano vennero vanificate nella

 Faida di Grumbach, l'ultimo tentativo dei cavalieri imperiali di prevalere sul

potere territoriale dei principi del Sacro Romano Impero.

Dopo la condanna e lo squartamento di Wilhelm von Grumbach,

 riconosciuto nel 1567 quale capo della sollevazione anti-imperiale,

 e la prigionia del suo protettore Giovanni Federico di Sassonia,

il pericolo delle sollevazioni interne contro il potere dell'imperatore sembrava

 ormai scongiurato ed anche coi cavalieri Massimiliano II riuscì a trovare un accordo

concedendo privilegi in cambio del pagamento di tasse.
Per quanto riguarda le istituzioni proprie dell'Impero, nel 1564 venne ribadito

il primato generale del Reichstag come supremo organo decisionale nonché

grande importanza assunsero le circoscrizioni imperiali nelle quali il vasto impero

era suddiviso internamente. Così facendo, ad ogni modo,

venne meno il ruolo dell'imperatore come autorità centrale nella gestione dell'impero

ed i suoi poteri vennero di molto limitati rispetto al passato.
 

 La guerra austro-turca

 


L'elmo da parata utilizzato da Massimiliano II durante la guerra austro-turca
In politica estera, la guerra contro l'Impero ottomano giocò un ruolo fondamentale

all'epoca di Massimiliano II.

Le dispute che già esistevano tra Massimiliano e Giovanni II Sigismondo Zápolya,

 governatore dell'Ungheria e di parte della Transilvania,

erano aumentate ancora di più da quando quest'ultimo si era alleato con

gli ottomani senza rendere conto di quest'azione all'imperatore,

 coi quali erano in guerra. Giovanni II Sigismondo, dal canto suo,

dopo la morte di Ferdinando e le debolezze di Massimiliano,

aveva visto l'opportunità per sé e per i propri discendenti di procedere contro

 gli Asburgo ed espandere il proprio potere. Le forze locali vennero represse

da quelle imperiali che invasero la Transilvania, con un apporto di 1,7 milioni di fiorini

stanziati dal Reichstag per proseguire un'eventuale guerra contro i turchi.
Il comandante imperiale Lazarus Schwend riuscì a catturare le fortezze di

Tokaj e Szerencs con 86.000 uomini al proprio comando. Sull'altro fronte,

 le truppe di Giovanni II Sigismondo erano in minima parte,

 mentre l'Impero ottomano era intervenuto con una forza di quasi 100.000 uomini,

condotti personalmente da Solimano il Magnifico.

Gli ottomani erano in marcia sin dal 1566 e raggiunsero velocemente l'Ungheria,

con l'obbiettivo di catturare le fortezze di Gyula, Sarangi ed Eger.

L'esercito imperiale era attestato a Raab con al seguito l'imperatore

ed alcuni dei suoi figli, di modo da dare maggior forza agli uomini ed impedire

il dilagare delle truppe ottomane verso la città di Vienna.

La posizione difensiva assunta dagli imperiali li rese quindi relativamente

inattivi durante lo scontro. Solimano assediò la città di Sarangi

con furia ma morì durante l'assalto. Dopo la sua morte,

la città venne conquistata ma l'invasione ottomana crollò in gran parte da sé.

Malgrado quest'opportunità, Massimiliano preferì non inseguire il nemico ed attese semplicemente la ritirata, mostrando le proprie scarse doti militari.

Selim II, il nuovo sultano ottomano, decise di firmare una tregua con gli imperiali

 con la pace di Adrianopoli che sostanzialmente riconobbe uno status quo ante

allo scontro, riportando Zápolya al suo ruolo di principe di Transilvania,

ma dovette rinunciare alle proprie pretese sul trono reale ungherese

nel 1570 ed il pagamento annuale di un tributo di 30.000 ducati all'impero.

 La guerriglia di confine proseguì ancora,

ma l'Impero e buona parte dell'Ungheria asburgica vennero risparmiate

 da grandi battaglie con l'Impero ottomano per i successivi 25 anni.

 L'Imperatore e l'Impero si unirono alla Lega Santa contro i turchi

all'inizio degli anni '70 del Cinquecento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli ultimi anni e la morte

 

 

 

Già precocemente, Massimiliano II aveva iniziato a

stilare il proprio testamento designando il proprio successore.

 Il prescelto dall'imperatore era il suo figlio primogenito, Rodolfo,

che era stato educato alla corte spagnola e che quindi era ben visto dagli ambienti

del regno di Spagna, fatto che indubbisamente contribuirà poi a riavvicinare

i rapporti tra i due paesi. Massimiliano d'altro canto era conscio del fatto

che il cattolicesimo di Rodolfo si sarebbe esteso a tutto l'Impero

 ed avrebbe probabilmente vanificato i suoi sforzi di mediare tra cattolici e luterani.

Già dal 1572, pertanto, Massimiliano II nominò Rodolfo quale re d'Ungheria e

 nel 1575 gli concesse anche la corona di Boemia e la

sovranità dei territori ereditari degli Asburgo. Nel 1575,

il giovane arciduca venne prescelto quale Re dei Romani a Ratisbona.
Massimiliano morì il 12 ottobre 1576 a Ratisbona mentre si preparava a invadere

la Polonia. Sul letto di morte si rifiutò di ricevere gli ultimi sacramenti della Chiesa.

 È sepolto nella Cattedrale di San Vito a Praga.

bb

 

 Matrimonio e discendenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 13 settembre 1548 a Valladolid sposò Maria di Spagna, figlia dell'imperatore Carlo V.

Questo matrimonio è servito per il rafforzamento della Casa d' Asburgo.

Dalla moglie Maria, Massimiliano II ebbe 16 figli di cui solo otto raggiunsero l'età adulta:
 

Anna (1º novembre 1549 - 26 ottobre 1580), sposò lo zio Filippo II di Spagna (il fratello di Maria)
Ferdinando (28 marzo 1551 - 25 giugno 1552)
Rodolfo (18 luglio 1552 - 20 gennaio 1612), Imperatore (1576-1611)
Ernesto (15 luglio 1553 - 20 febbraio 1595), Arciduca d'Austria, Governatore dei Paesi Bassi.
Elisabetta (5 giugno 1554 - 22 gennaio 1592), sposò Carlo IX di Francia.
Maria (27 luglio 1555 - 25 giugno 1556)
Mattia (24 febbraio 1557 - 20 marzo 1619), Imperatore (1612-1619).
Un figlio senza nome (20 ottobre 1557)
Massimiliano (12 ottobre 1558 - 2 novembre 1618), Gran Maestro dell'Ordine Teutonico e amministratore della Prussia.
Alberto (15 novembre 1559 - 13 luglio 1621), sposò la cugina Isabella Clara Eugenia di Spagna, Governatore dei Paesi Bassi spagnoli.
Venceslao (9 marzo 1561 - 22 settembre 1578)
Federico (21 giugno 1562 - 16 gennaio 1563)
Maria (19 febbraio - 26 marzo 1564), chiamata col nome della sorella morta.
Carlo (26 settembre 1565 - 23 maggio 1566)
Margherita (25 gennaio 1567 - 5 luglio 1633), si fece suora.
Eleonora (4 novembre 1568 - 12 marzo 1580)