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 Indice

-Biografia
-La lotta per la corona di Germania
- La corona imperiale e la scomunica
- Il declino e la fine
-Matrimoni e figli
-Ascendenza
-La battaglia di Bouvine
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 Biografia


La lotta per la corona di Germania 

Ottone era il terzo figlio di Enrico il Leone, duca di Baviera e di Sassonia, e di Matilda Plantageneto.

Crebbe in Inghilterra presso il nonno, il re Enrico II, divenendo amico di Riccardo I d'Inghilterra, fratello della madre.

Nominato dallo zio nel 1196 conte di Poitou, prese parte alla guerra che Riccardo condusse contro la Francia.
Nel marzo 1198, dopo la morte dell'imperatore Enrico VI, la maggior parte dei principi dell'Impero elessero re

 il fratello di Enrico, Filippo duca di Svevia, di parte ghibellina. I principi che si opponevano alla dinastia Staufen invece,

su iniziativa di Riccardo d'Inghilterra, decisero di eleggere un membro della fazione guelfa,

 e poiché Enrico, fratello maggiore di Ottone, era al momento impegnato in una crociata,

 la scelta cadde su Ottone, il quale fu eletto re di Germania e re dei Romani dai principi guelfi

del basso Reno a Colonia il 9 giugno 1198: l'incoronazione ebbe luogo

 ad Aquisgrana il 12 luglio e fu celebrata da Adolfo,  arcivescovo di Colonia,

 sebbene con insegne regali posticce,  dal momento che quelle effettive erano ancora in mano degli Staufen.

 Ma il valore simbolico dell'incoronazione era garantito dal fatto che solo l'arcivescovo di Colonia

era autorizzato a incoronare il re dei Romani.
L'elezione di Ottone coinvolgeva l'impero nel conflitto tra Inghilterra e Francia,

dal momento che Filippo di Svevia era alleato di Filippo II di Francia e Ottone era sostenuto da Riccardo I e,

dopo la sua morte nel 1199, da suo fratello Giovanni.
Papa Innocenzo III, determinato a impedire l'unificazione del Regno di Sicilia (destinato a Federico di Svevia)

 e del Sacro Romano Impero sotto un unico monarca, colse l'occasione per adoperare la sua influenza.

 Pertanto il pontefice favorì Ottone, la cui famiglia si era sempre opposta alla casa di Hohenstaufen,

il quale Ottone sembrava disposto a concedere tutte le richieste papali.

 Approfittando della confusione in cui si trovava l'Impero, Innocenzo riuscì anche a scacciare

 i signori feudali imperiali da Ancona, Spoleto e Perugia,

 che erano stati installati dall'imperatore Enrico VI. Nello stesso tempo, Innocenzo incoraggiò le città

della Toscana a formare una lega (la Lega di San Genesio) contro gli interessi imperiali in Italia.

 Nel 1201 Innocenzo annunciava che Ottone era riconosciuto come l'unico legittimo re: in cambio,

Ottone prometteva di sostenere il Papa nei suoi interessi in Italia. Ottone ebbe così anche il sostegno di Ottocaro I,

 re di Boemia, che si era prima schierato con Filippo di Svevia, e del re danese Valdemaro II.
Ma Filippo, traendo vantaggio dal grande successo conseguito nella guerra civile,

nel 1204 riuscì a farsi incoronare re, questa volta dall'arcivescovo di Colonia.

 E negli anni successivi, dopo la sconfitta dell'Inghilterra da parte della Francia,

 la situazione peggiorava per la causa di Ottone che perdeva il sostegno finanziario dell'Inghilterra.

Molti dei suoi alleati così passarono dalla parte di Filippo, tra cui lo stesso fratello di Ottone, Enrico.

Ottone fu persino sconfitto e ferito in battaglia da Filippo il 27 luglio 1206, nei pressi di Wassenberg,

 e di conseguenza perse anche l'appoggio del papa, che cominciò a pensare di favorire il vincitore apparente

 nel conflitto. Ottone fu costretto a ritirarsi nei suoi possedimenti vicino a Braunschweig,

lasciando Filippo praticamente incontrastato re di Germania. A questo punto il papa Innocenzo III costrinse

le due parti in conflitto a venire a trattative: nell'incontro di Colonia, Filippo propose a Ottone,

 in cambio della rinuncia alla sua pretesa al trono, la mano della figlia Beatrice,

insieme al Ducato di Svevia e a una dote enorme. Ottone rifiutò e, appena la guerra civile era di nuovo

sul punto di ricominciare, Filippo venne assassinato l'8 giugno 1208.

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Ottone IV incontra papa Innocenzo III
Morto Filippo di Svevia, Ottone giunse ad un accordo con i ghibellini Staufen, fidanzandosi con Beatrice,

la figlia di Filippo; in una elezione a Francoforte l'11 novembre 1208, egli ottenne il sostegno di tutti i principi elettorali.

 Ai legati papali di Innocenzo III garantì il suo sostegno alla Chiesa, promettendo di riportare allo Stato Pontificio

tutti quei territori che aveva avuto sotto Ludovico il Pio, quindi la Marca di Ancona, il Ducato di Spoleto,

 l'Esarcato ex Ravenna e la Pentapoli; assicurò anche il papa di non avere mire sul Regno di Sicilia,

 che i pontefici consideravano loro stato vassallo. Si impegnò persino a rispettare le prerogative papali

 nelle elezioni dei vescovi tedeschi e a riconsegnare alla Chiesa tutti i redditi di sedi vacanti che erano confluiti

 nel tesoro imperiale. Poi si diresse verso il sud, via Verona, Modena e Bologna, e alla fine arrivò a Milano

 dove ricevette la Corona Ferrea e il titolo di re d'Italia. Infine giunse a Viterbo, dove incontrò il 4 ottobre 1209 il pontefice

 Innocenzo III, il quale, dopo averlo accompagnato a Roma, lo incoronò nella Basilica di San Pietro Imperatore

del Sacro Romano Impero il 21 ottobre 1209. Ma a Roma scoppiò una rivolta, che costrinse Ottone

 ad abbandonare precipitosamente la città.

Dopo aver lasciato Roma, Ottone si era diretto inizialmente verso nord raggiungendo Pisa (20 novembre):

qui presto si convinse, probabilmente consigliato da Pietro di Celano e Diopoldo,

conte di Acerra, ad abbandonare le sue promesse fatte al papa e a ristabilire il potere imperiale in Italia.

 Immediatamente sbaragliò le truppe pontificie da Ancona a Spoleto e restaurò il territorio come feudo imperiale

. Chiese poi al giovane re di Sicilia Federico che facesse omaggio per i ducati di Calabria e Puglia,

e quando Federico rifiutò di comparire, Ottone dichiarò gli stessi feudi confiscati.

Ottone infine marciò su Roma e ordinò a Innocenzo III di annullare il Concordato di Worms e

di riconoscere il diritto alla corona imperiale per la nomina di tutti i benefici vacanti. Innocenzo III,

 infuriato per il voltafaccia, il 18 novembre 1210 scomunicò Ottone, il quale per tutta risposta

 avanzò le sue truppe imperiali verso il Regno di Sicilia.

 

 

 


Ottone si ritira dalla battaglia di Bouvines. Vetrata della chiesa di San Pietro di Bouvines
Ma nel frattempo la nobiltà tedesca stava cambiando opinione su Ottone,

il quale sprecava il suo tempo in Italia, ottusamente impegnato in una gara di

 supremazia contro il papa, invece di preoccuparsi di difendere le

province settentrionali dell'impero già invase da Valdemaro II di Danimarca. Così,

 mentre Ottone era in Italia meridionale, diversi principi dell'impero,

 tra cui gli arcivescovi di Magonza e di Magdeburgo,

 su iniziativa del re Filippo II di Francia

e con il consenso del papa, alla Dieta di Norimberga nel 1211 scelsero

 come re dei Romani il giovane rampollo della casa di Svevia,

 Federico Hohenstaufen.

Ottone decise di affrontare la situazione e si precipitò in Germania,

dove però la maggior parte dei principi tedeschi e dei vescovi si erano

 irrimediabilmente rivoltati contro di lui. Sposò Beatrice di Svevia,

che però morì un mese dopo. Inviò degli ambasciatori al Concilio Lateranense,

 implorando la rimessione della scomunica, perché affermava di essersi pentito

 dei suoi delitti e si dichiarava disponibile a obbedire al Papa in tutte le cose;

ma Innocenzo III lo aveva già deposto e aveva designato il suo successore,

Federico, il quale - dopo aver evitato gli uomini di Ottone che stavano a guardia

dei valichi alpini - era rapidamente arrivato a Costanza e lì veniva incoronato

 re di Germania il 9 dicembre 1212.

L'ultima possibilità per Ottone era l'alleanza con la corona inglese:

 il sostegno che Filippo II di Francia stava dando a Federico costringeva

re Giovanni Senzaterra a schierarsi con suo nipote Ottone.

 Inoltre, in seguito alla distruzione della flotta francese da parte degli inglesi (1213),

 Ottone - unendosi a Giovanni nei preparativi per l'invasione della Francia -

 confidava di ottenere un successo utile a rafforzare il proprio prestigio e

ad annientare l'ascesa di Federico.

 

 

 

 

 

La battaglia di Bouvines (27 luglio 1214) fu lo scontro decisivo del

primo grande conflitto internazionale tra coalizioni di eserciti nazionali in Europa.

Nel gioco delle alleanze, orchestrato da papa Innocenzo III,

Filippo Augusto di Francia inflisse ad Ottone IV di Germania e al

conte Ferdinando di Fiandra una sconfitta così decisiva che Ottone venne
deposto e sostituito da Federico II di Svevia. Ferdinando venne catturato e imprigionato.

 Quanto a Filippo, grazie al trattato di Chinon, riuscì ad avere il controllo completo e
indiscusso sui territori di Angiò, Bretagna, Maine, Normandia e Turenna che

aveva da poco strappato al re inglese Giovanni, parente e alleato di Ottone.
La città di Bouvines si trova tra Lilla e Tournai a circa 10 km dal confine belga.

Oggi questa regione fa parte della Francia, ma nel XIII secolo apparteneva alla

Contea di Fiandra.

 

        Cause  

La guerra tra il Regno di Francia e il Sacro Romano Impero,

alleato con l'Inghilterra e con la contea di Fiandra,

scoppiò in seguito ai contrasti avvenuti fra l'imperatore Ottone
IV ed il papa Innocenzo III che portarono alla scomunica dell'imperatore. La scomunica,

 durante il Medioevo, non era un fatto solamente religioso ma anche fortemente politico
in quanto i vassalli giuravano fedeltà all'imperatore,

ma tale giuramento non era più vincolante verso persone scomunicate.

Quindi un imperatore scomunicato perdeva,
teoricamente, il proprio potere politico. Il papa si appoggiava politicamente contro

 l'imperatore al re di Francia Filippo II, quindi la prima azione che Ottone doveva effettuare per
poter eliminare la propria scomunica era togliere il sostegno francese al papa.
Gli interessi degli alleati dell'imperatore convergevano con lo stesso in quanto

 il re d'Inghilterra ed il conte di Fiandra erano vassalli del re di Francia

(gli interessi inglesi nei confronti dei territori d'oltremanica erano evidenti già dai tempi

di Enrico II. Il fatto di poter togliere potere al re avrebbe automaticamente

 aumentato il potere dei vassalli.
Inoltre Ottone IV e il re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra erano legati da vincoli di parentela,

in quanto la madre di Ottone (Matilde d'Inghilterra) era sorella di Giovanni.
 

Nel febbraio 1214, mentre Giovanni avanzava lungo la Loira,

Ottone avrebbe dovuto fare un attacco simultaneo delle Fiandre,

 insieme al conte di Fiandra. Ma i tre eserciti non riuscirono a coordinare i loro sforzi

in maniera efficace e Giovanni, deluso nella sua speranza di una facile vittoria e

 ricacciato da Roche-au-Moine, fece concentrare le truppe nei Paesi Bassi.

Qui il 27 luglio 1214 gli eserciti contrapposti improvvisamente scoprirono di essere molto

 vicini l'uno all'altro, sulle rive di un piccolo affluente del fiume Lys, (presso Lilla).

Gli eserciti si scontrarono nella battaglia di Bouvines,

che fu persa dalle forze inglesi proprio quando Ottone fu portato fuori dal campo

dal suo cavallo ferito e terrorizzato, costringendo i suoi uomini ad abbandonare il campo.

 Si dice che Filippo II abbia inviato a Federico l'aquila imperiale che Ottone aveva

lasciato per terra sul campo di battaglia.

Ottone fu nuovamente costretto a ritirarsi nei propri feudi sassoni vicino a Brunswick e ad abdicare al trono imperiale nel 1215.

Morì per una malattia nel castello di Harzburg il 19 maggio 1218. È sepolto nella Cattedrale di Brunswick.

    Matrimoni e figli   
Ottone si sposò due volte:
nel 1212 con Beatrice (1198-1212), figlia del re tedesco Filippo di Svevia e di Irene Angela.
il 19 maggio 1214, ad Aquisgrana con Maria (c. 1190 - maggio 1260), figlia di Enrico I, duca di Brabante.

Non ebbe figli né da Beatrice di Svevia né da Maria di Brabante.

 

  Albero genealogico di tre generazioni di Ottone IV    

 

Ottone IV di Brunswick

Padre:
Enrico il Leone

Nonno paterno:
Enrico X di Baviera

Bisnonno paterno:
Enrico IX di Baviera

Bisnonna paterna:
Wulfhild di Sassonia

Nonna paterna:
Gertrude di Supplimburgo

Bisnonno paterno:
Lotario II di Supplimburgo

Bisnonna paterna:
Richenza di Northeim

Madre:
Matilde d'Inghilterra (1156-1189)

Nonno materno:
Enrico II Plantageneto

Bisnonno materno:
Goffredo V d'Angiò

Bisnonna materna:
Imperatrice Matilda

Nonna materna:
Eleonora d'Aquitania

Bisnonno materno:
Guglielmo X d'Aquitania

Bisnonna materna:
Aénor di Châtellerault

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